"No Lombardo day", sequestrati assessorati da Giovane Italia: protesta contro ribaltone
Sigilli simbolici, con nastro bianco e rosso, e slogan sarcastici posti nella notte a quattro assessorati regionali, retti da tecnici ritenuti in quota Pd.
Un vero e proprio blitz da parte di Giovane Italia per dire che il Governo siciliano non è quello scelto dal popolo.
SLOGAN "In nome del popolo siciliano sovrano, assessorato sotto sequestro", "No al ribaltone" e "Contro il malgoverno, per un vero sviluppo della Sicilia". Questi gli slogan affissi nelle sedi dell'assessorato al Lavoro, alle Infrastrutture, alle Attivita' produttive e all'Energia.
NO LOMBARDO DAY Il blitz anticipa la manifestazione prevista per sabato 20: il "No Lombardo day", che vedra' nel capoluogo siciliano la partecipazione di migliaia di giovani provenienti da tutta la Sicilia per protestare contro il "governo Lombardo-Fini-Bersani", l'esecutivo sostenuto da Pd, Fli, Mpa, Udc e Api, con il Pdl e il Pid all'opposizione.
Il corteo partira' alle 16.30 da piazza Croci e arrivera' a piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo dove si svolgera' il comizio finale con l'intervento dei coordinatori regionali del Pdl Giuseppe Castiglione e Mimmo Nania.
SEQUESTRO GESTO SIMBOLICO: PRESENZA DI ASSESSORI ILLEGITTIMA "Il nostro e' un gesto simbolico, ma dal sapore fortemente provocatorio - dicono Nino Costa e Gianfranco Arone, presidente e coordinatore provinciale di Giovane Italia - per protestare contro il vergognoso ribaltone che ha portato il Partito democratico, sconfitto elettoralmente nel 2008, a indicare ben quattro assessori. Consideriamo politicamente illegittima la presenza di questi assessori in quanto e' in assoluto contrasto con la volonta' e la sovranita' popolare. Il Lombardo quater e' frutto di un anomala alleanza il cui collante e' la mera spartizione di poltrone. Chiediamo l'immediato ritorno alle urne per dare alla Sicilia un Governo voluto dalla gente in grado di affrontare la crisi economica in cui versa la regione".
CHIESTA ADESIONE AI DEMOCRATICI Ieri i giovani pidiellini avevano chiesto ai coetanei del Pd di unirsi alla protesta, facendo leva sul malpancismo diffuso tra i democratici, soprattutto dopo le rivelazioni relative all'inchiesta antimafia della procura di Catania che tirano in ballo il governatore siciliano.
