Palermo 2012, le manovre del centrodestra

Vertice del Terzo Polo ieri sera nella sede elettorale di Massimo Costa, incontro che ha partorito un documento unitario delle parti intervenute all'incontro. Poi le dichiarazioni dell'ex presidente del Coni Sicilia che hanno spaccato il centrodestra palermitano.

In vista delle elezioni di Palermo, Costa ha parlato di una possibile coalizione che possa comprendere tutti i moderati (Pdl incluso, ndr). "La situazione di Palermo impone un senso di responsabilità altissimo, credo che anche Alfano e Cascio abbiano questo senso di responsabilità e accoglieranno un appello che serve a salvare la città". Secondo il candidato sindaco del Terzo Polo servirebbe una larga convergenza sulla sua candidatura; ma sono noti i veti posti da Lombardo e dai finiani, allora Costa si è detto pronto se si trovasse una convergenza su un altro candidato.

Così il governatore Lombardo: "Non credo che Costa abbia aperto al Pdl. A una domanda di un cronista ha dato la stessa risposta che avrebbe dato nel caso in cui gli fosse stato chiesto, che so, del Pd o del Pid. La nostra posizione - ha affermato il leader dell'Mpa - è nota: escludiamo che ci si possa trovare nella stessa coalizione con un partito, il Pdl, che potrebbe nuocere a un candidato simbolo di discontinuità".

Dopo quasi due ore e mezza di trattative piuttosto animate, la coalizione che sostiene Massimo Costa, formata da Fli, Grande Sud, Mpa, Udc, liste e movimenti civici ha approvato un documento unico ed ha convenuto di organizzare il 25 marzo la presentazione ufficiale del candidato e del programma. La coalizione - ecco la nota importante della serata - ha lanciato un appello a tutte le forze sociali, economiche, imprenditoriali, culturali e ai movimenti politici e del territorio "a ritrovarsi su una candidatura e un progetto di innovazione e cambiamento che Costa certamente rappresenta". Un appello rivolto ai movimenti politici, quindi anche al Pdl.

Per Gianfranco Micciché di Grande Sud "quella di Massimo Costa è una posizione seria e coraggiosa. Chiedo a tutti di mettere da parte gli antichi rancori - sui quali potrei dare lezioni all'università - e pensare, invece, di più al bene comune e al futuro della politica". Ma l'apertura al Pdl di Costa ha suscitato anche la reazione rabbiosa di Fli: "Prendiamo atto che Costa, con le sue esplicite dichiarazioni, per sua scelta rifiuta di essere il candidato di tutto il Terzo Polo e certamente di Fli".

Così oggi Massimo Costa: "Sono certo che l'appello fatto ieri debba essere raccolto dagli uomini che hanno senso di responsabilità. E sono certo che questo appello verrà accolto da Angelino Alfano e dal mio grande amico Francesco Cascio". E ancora: "Per me parla il documento approvato ieri, che lancia un appello ai movimenti politici. Nomino il Pdl perché ha chiaramente manifestato interesse verso questo progetto. Ma l'appello è aperto a tutti, a ogni singolo cittadino". Dichiarazioni che hanno generato un terremoto nel centrodestra.

La reazione stizzita di Briguglio (Fli) non sembra un buon viatico per la "grande coalizione". E anche in casa Mpa serpeggia malcontento. L'impressione è che più che una coalizione allargata Costa potrebbe ritrovarsi alle spalle una coalizione ridisegnata sul perimetro Pdl-Udc-Grande Sud. L'Mpa di Raffaele Lombardo e Fli a questo punto potrebbero cercare un altro candidato, assumendosi la responsabilità della rottura. E al governatore in quel caso toccherebbe fare una nuova campagna elettorale contro il candidato che da qualche settimana porta avanti.

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