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Palermo, Profumo inaugura nuovo centro per studenti di medicina e bacchetta fuoricorso

Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo ha inaugurato il Cesimed, il centro di facoltà per l'apprendimento e l'addestramento con simulatori e tecnologie multimediali del reparto di anestesia e rianimazione del Policlinico ''Paolo Giaccone'' di Palermo. ''Credo - ha detto il ministro - che questo sia nel suo genere uno dei migliori laboratori presenti in Italia. In Sicilia ce ne sono due, e rappresentano una grande opportunità per i nostri studenti che possono eseguire tutte le esercitazioni come se fossero realmente presenti i malati. Mi sembra - ha concluso Profumo - un elemento di grande attenzione per la preparazione dei nostri futuri medici''.

Realizzato in tre anni e con costo complessivo di 380mila, la nuova struttura universitaria, possiede un avanzato simulatore, un sim-man, un sofisticato manichino in grado di riprodurre fedelmente le funzioni vitali del corpo umano, collegato per mezzo di una cabina di regia alle aule universitarie, consentendo così ad altri studenti di apprendere anche a distanza. Inoltre, Sono previste inoltre 16 postazioni interattive che consentono di simulare 4863 scenari di casistiche mediche per apprendere la sequenza corretta di primo soccorso.

Intervenuto, poi, anche sull'annosa questione degli studenti fuori corso, il ministro incalza: "Credo che sia un problema culturale. Non penso ci vogliano leggi per avviare verso la normalizzazione il Paese, all’Italia manca il rispetto delle regole e dei tempi”.

“Credo che la scuola – ha proseguito – sul rispetto delle regole debba dare un segnale forte. I fuoricorso hanno un costo anche in termini sociali. Dobbiamo creare le condizioni perché i nostri studenti possano seguire con regolarità i loro corsi e soprattutto, nel caso in cui abbiano un’attività di lavoro, facciano una scelta: quella del part-time. Questo sarebbe un buon viatico per creare cittadini migliori in grado di gestire il proprio tempo al meglio. Il mio è un invito forte alla scuola e all’università anche perché i costi del non fare sono costi che il Paese non può più sostenere”.

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