"Pensavo il processo fosse finito, a Luglio mie dimissioni"

"Ieri mi sono ritrovato a vivere una vicenda incredibile, direi quasi kafkiana. E' stato cancellato un processo che stava per concludersi, e mi trovo nella paradossale situazione di non essere neppure rinviato a giudizio. Con un colpo di scena, come nel gioco dell'oca, si ricomincia daccapo e si ritorna alla casella di partenza". A dirlo il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, incontrando a Palermo i giornalisti, il giorno dopo la decisione della procura di Catania di contestargli nel processo per voto di scambio l'aggravante mafiosa.

"Alla luce delle dichiarazioni e delle non prove - ha aggiunto Lombardo - mi aspettavo un esito favorevole. Invece, senza alcuna novità, fa irruzione questa richiesta non fondata su alcun fatto specifico, non c'è alcuno scambio, alcun favore, alcun concorso". Ha ribadito la sua "ferma volonta'" di dimettersi il 28 luglio per consentire il voto regionale a fine ottobre, e di ritirarsi dalla politica: passaggio che potrebbe essere anticipato da "fatti non dipendenti dalla mia volontà.

Potrebbe esserci, infatti, la sfiducia". E ha assicurato che parteciperà "ai processi come ho già fatto, anche se non posso tacere ai siciliani che dopo due anni e mezzo di massacro mediatico e politico. Non mi si è voluto interrogare e sono dovuto ricorrere a lunghe dichiarazioni spontanee e conferenze stampa per far conoscere la verità". Lombardo pur ribadendo la "fiducia assoluta nella magistratura", ha giudicato questo episodio un fatto "gravissimo" che "colpisce le istituzioni ma soprattutto me come uomo".

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