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Processo Cuffaro, la Cassazione conferma la condanna a 7 anni di reclusione. Il governatore si costituisce a Rebibbia

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la decisione della Corte d'Appello sul caso Cuffaro. La Camera di Consiglio della seconda sezione penale della Cassazione si era riunita nuovamente questa mattina a partire dalle 10. Pochi minuti fa la decisione a sorpresa che non tiene conto delle richieste di riduzione della pena del procuratore generale Giovanni Galati.

La Corte si è pronunciata oltre che per la posizione di Cuffaro anche per quella di altri 11 imputati tra i quali Michele Aiello manager della sanità privata in Sicilia e condannata a 15 anni e mezzo di reclusione.

CUFFARO SI COSTITUISCE A REBIBBIA
"Rispetto la magistratura, adesso andrò a costituirmi". Sono le prime parole di Totò Cuffaro dopo la sentenza delle seconda sezione della Corte di Cassazione che ha sancito la parola fine sul processso Talpe DDA confermando la sentenza che condanna l'ex governatore a 7 anni di carcere.

"Mi appresto ad andare a scontare la mia pena - ha aggiunto - come è giusto per uno che è stato condannato, con grande fiducia nelle mie istituzioni che ho visto crescere nella mia cultura. Contento di questo ho trasferito questo messaggio ai miei figli e alla mia famiglia".

Dopo aver parlato con i giornalisti Totò Cuffaro si è allontanato a bordo di una Punto grigia diretto al carcere di Rebibbia.


LOMBARDO,"SENTENZA DA RISPETTARE, MA PROVO AMAREZZA"
- "In questo momento esprimo la mia profonda amarezza. La sentenza della Cassazione va accettata senza commenti e con atteggiamento di rispetto". Lo dice il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

"Di Cuffaro non si puo' non segnalare - aggiunge - il continuo rispetto dimostrato lungo tutto l'iter Processuale. "

L'EX GOVERNATORE DECADE DA SENATORE
Una delle conseguenze della conferma della condanna a 7 anni di reclusione per l'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, attualmente Senatore dei Popolari Italia, è quella della decadenza dal seggio di palazzo Madama, ma il senatore potrebbe evitare la decadenza presentando anticipatamente le proprie dimissioni a Palazzo Madama

IL PROCURATORE GALATI AVEVA DETTO: RIDURRE LA PENA
Ridurre la pena a Totò Cuffaro, ex governatore della Regione siciliana, condannato in appello a 7 anni di reclusione (due anni in più rispetto alla sentenza di primo grado) per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio emessa nell'ambito del processo "talpe alla Dda". Era stata questa la sostanza della richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale Giovanni Galati ai giudici della seconda Sezione penale.

Secondo il procuratore dovevano essere escluse le aggravanti che avevano fatto lievitare la pena di Cuffaro dagli iniziali cinque anni a sette nel processo di appello. In particolare andava annullata l'aggravante relativa al favoreggiamento nei confronti di Mimmo Miceli e di Guttadauro, mentre sarebbe dovuta rimanere in piedi il favoreggiamento, consumato nel 2001, nei confronti di Aiello, un reato senza aggravanti e che si andrá a prescrivere il prossimo aprile.

SAVERIO ROMANO: DA CUFFARO GRANDE DIGNITA'
Saverio Romano (PID) unico politico presente nell'abitazione di Cuffaro dopo la lettura del verdetto dei giudici della Cassazione ha dichiarato telefonicamente all'ADN KRONOS: "Cuffaro anche in questa occasione ha agito con grande dignità. In noi resta il convincimento che Cuffaro non abbia mai favorito Cosa nostra ed e' un convincimento molto diffuso. E' un attestato all'uomo che non puo' essere colui che viene dipinto da una sentenza frutto di erronee valutazioni, seppure da rispettare".

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