“La C.I.C.A.S (Confederazione degli Imprenditori dei Commercianti degli Artigiani delle Attività del Turismo e dei Servizi) afferma che “Il 12% del PIL totale italiano è derivante dal fatturato prodotto annualmente dal settore turistico nazionale. A conti fatti, se pur consideriamo gli ultimi anni di crisi del settore, causati da un generale impoverimento del potere di acquisto degli acquirenti, il turismo in Italia rappresenta l’elemento di traino di una economia in stallo produttivo da decenni.”
“Quello che non riusciamo a comprendere” continua la C.I.C.A.S. “è come questa attività economica, così sedimentata e importante per il nostro Paese, anche da un punto di vista occupazionale, dal 1993 non abbia più un ministero di rappresentanza, necessario a gestire ed a coordinare questo settore, attualmente organizzato in modo caotico e poco omogeneo in termini di fatturato e di valorizzazione. Le proposte significative illustrate con competenza dall’Onorevole Michela Vittoria Brambilla Sottosegretario di Stato con delega al Turismo vengono in grande parte disattese se non addirittura osteggiate all’interno della stessa maggioranza di Governo malgrado varie Associazioni Nazionali abbiano più volte sottolineato e condiviso la validità dell’impegno profuso dalla stessa Onorevole Brambilla, quando sono evidenti a tutto il mondo Turistico il caos geo-gestionale e quello geo-istituzionale esistenti a livello nazionale per la confusione ingenerata da troppe regie localistiche che naturalmente hanno perso di vista la marca Italia e lo stesso sistema Paese sul piano della promozione, dell’immagine, della commercializzazione di un prodotto come quello Italiano che raccoglie una valenza culturale ed ambientale di livello mondiale.”
“Il fatturato complessivo del PIL prodotto dal settore” prosegue “e riportato in apertura del presente comunicato andrebbe arricchito da altri dati riguardanti il fatturato complessivo per regione prodotto dall’attività turistica annuale e stagionale, per rendersi conto di come in realtà questo settore ancora oggi non goda di una distribuzione omogenea e redditizia sul territorio, dove gravi carenze strutturali e amministrative penalizzano aree che invece dovrebbero concepire nel turismo la principale fonte di benessere. Questa profonda e imperdonabile pecca è da attribuire ad una mancanza di coordinazione centrale avvenuta in seguito alla cancellazione del ministero e all’attribuzione alle singole Regioni dei pieni poteri in merito. Il risultato conseguito è stato quello di una rapida diffusione di squilibri territoriali in merito allo sviluppo di questo settore da tempo in balia del disinteresse di molti amministratori locali o di norme territoriali inadeguate. A distanza di sedici anni dallo scioglimento del ministero del turismo, l’unico traguardo raggiunto è stato quello di un indebolimento del settore nelle aree più deboli del paese. Quando nel 1993 il Ministero per il turismo fu abrogato, la riforma del titolo V della Costituzione prevedeva di distribuire alle singole Regioni pieni poteri legislativi in merito al settore, ritenendo che un decentramento fosse la ricetta per la risoluzione di problematiche legate alle difficoltà del decollo turistico in alcune zone. Il risultato ottenuto e oggi ancor più palpabile, soprattutto nelle aree meridionali dopo un triennio a dir poco disastroso, è stato quello di una totale bulimia di norme senza alcuna sistematizzazione e alcuna utilità in alcune Regioni, rispetto ad altre nelle quali il disinteresse verso il settore ha provocato un completo inabissamento della domanda turistica. Questi risultati improduttivi non fanno altro che suggerire la necessità di ripristinare un sistema di coordinamento atto a potenziare ed a istituire politiche di sviluppo omogenee e mirate all’accrescimento e alla valorizzazione del primo settore economico del paese.”
“La C.I.C.A.S” conclude l'associazione “accoglie dunque con soddisfazione la proposta del Presidente del Consiglio di ridare luce a al Ministero del Turismo, in quanto tale proposta renderebbe possibile la attuazione, attraverso la cooperazione, di politiche coordinate e mirate al potenziamento del settore, senza per ciò escludere una naturale e necessaria autonomia decisionale e propositiva delle singole Regioni. La C.I.C.A.S. inoltre, pur guardando con positività al ripristino del Ministero del Turismo anche in virtù del suo forte potere rappresentativo e di mediazione tra realtà locali e governo centrale, sottolinea come la crescita della domanda di acquisto e d’incremento del settore dipenda anche dall’attuazione di politiche miranti al miglioramento essenziale delle infrastrutture e dei trasporti ancora pesantemente carenti in un Paese che fa e che vuole continuare a fare dell’industria turistica la sua principale fonte economica e di opportunità occupazionale.”
- Giorgio Ventura Presidente Nazionale C.I.C.A.S. Italia
- Gianfranco Fisanotti – Resp.. Nazionale C.I.C.A.S. Italia Turismo
