Sgarbi si dimette da sindaco. "Nel consiglio infiltrazioni mafiose"

Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Salemi (Trapani), dopo le conclusioni degli ispettori della prefettura di Trapani che hanno proposto al Viminale lo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. La decisione del critico d'arte e' maturata nel primo pomeriggio, dopo che in mattinata Sgarbi aveva escluso le dimissioni e aveva nominato vice sindaco Pino Giammarinaro, ex parlamentare andreottiano che, secondo gli esiti degli dell'ispezione, avrebbe esercitato indebite pressioni e influenze sulla gestione del Comune. "Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interssi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano", ha detto Sgarbi, che mercoledi' dovrebbe incontrare il ministro dell'Interno, Cancellieri. "Mi dimetto da sindaco di Salemi, per il grave pericolo che corro in Sicilia" ha dichiarato Sgarbi.

"Mi rendo conto che e' impossibile fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Poteri occulti che io, in quanto tali, non ho mai visto, ma che, a giudicare da quello che prospettano i commissari della Commissione di accesso agli atti, ci sono. Proprio per questo mi rendo conto di essere in pericolo e di non volere continuare a operare in un ambito di rischio che e' identificato oltre la mia possibilita' di comprensione". Al ministro dell'Interno Sgarbi consegnera' una corposa documentazione sull'attivita' svolta dal 2008. La conferenza stampa prevista per domani e' rinviata; si fara' dopo l'incontro col ministro e l'oggetto sara' diverso dopo che in un paio d'ore, nel viaggio tra Linate e la Sicilia, ha cambiato atteggiamento: da "non mollo e nomino mio vice Pino Giammarinaro", a "mi dimetto perche' sono in pericolo". Sgarbi sottolinea: "Non devo difendermi da nessuna accusa.


Nell'indagine 'Salus Iniqua' sono parte lesa. Verifico pero' l'impossibilita' in Sicilia di fare azioni nuove e diverse.
Verifico inoltre la capacita' di valutazione profondamente difforme tra chi prospetta scenari di condizionamento mafioso - di cui non mi sono mai accorto - e quello che abbiamo fatto: un rinascimento culturale che non ha eguali. I commissari hanno visto altro e aspetto che mi si indichino gli atti della mia amministrazione 'condizionati' dalla mafia. Se questa e' la loro prospettiva, non intendo mettermi di traverso".

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