Giampaolo, ennesima sconfitta "fotocopia"... (Barbagallo Acifotopress)

Calcio, Genoa-Catania: Un film gia' visto...

Salvate il soldato Maxi
Le dichiarazioni rilasciate a fine partita da Maxi Lopez non lasciano adito ad alcun dubbio: "Giochiamo troppo per non prendere gol e troppo poco per farne. Vorrei scendere in campo con un attaccante al mio fianco"... Pericolose, assai pericolose, perché sintomo di un malessere reale che coinvolge il giocatore più rappresentativo della "rosa", il terminale offensivo più potente, l'elemento su cui sono basate (quasi) tutte le speranze di una buona stagione (cioè: non solo salvezza stentata...) in chiave rossazzurra. Il tecnico Giampaolo dovrà tenerne fortemente conto, così come la società dovrà essere brava a gestire tale situazione, potenzialmente deflagrante. La realtà delle cose è che il Catania ha perso in maniera incredibile l'ennesima gara fuori casa, incamerato 2 punti in 4 partite (media retrocessione) e si ritrova a quota 9, a 2 punti dall'ultimo posto occupato da Parma e Cagliari. Di più, Maxi Lopez non ha fatto gol, ha beccato la solita ammonizione e domenica prossima sarà squalificato in occasione della delicatissima gara interna contro la Fiorentina dell'ex Mihajlovic (giuarda caso il "mentore" della punta argentina), anch'essa nelle condizioni di non poter permettersi passi falsi ulteriori, malgrado l'ultimo successo al "Franchi" con il Bari di Ventura. La "questione Maxi" è caldissima e dibattutissima fra i tifosi. L'unico, forse, a non averne avuto sentore è proprio Giampaolo, che continua imperterrito a riproporre il "puntero" ex Barca nello stesso ruolo e all'interno dello stesso modulo che il medesimo Maxi mostra apertamente di non gradire, viste le "facce" al momento della sostituzione odierna e le già citate "piccate" dichiarazioni postpartita. L'ho già detto a inizio campionato: l'allenatore svizzero dovrà stare molto attento, perché su questa faccenda si può giocare la panchina. Difatti, se è vero come è vero che sui quotidiani nazionali il nome di Lopez è sempre molto "hot" in relazione all'interessamento di grandi club come Juve o Napoli, non si deve comunque perdere di vista una considerazione apparentemente scontata: se Maxi, come suggerisce il trend di questi primi 8 turni, continuerà a "non" segnare (direi, a non essere messo nelle condizioni di segnare), in che modo potrà essere realizzata la famosa pulsvalenza di 20 milioni di euro a giugno prossimo? Un attaccante che fa 3 o 4 gol in campionato si deprezza, pur chiamandosi Maxi Lopez... Il Catania perderebbe il miglior affare della sua storia. E, sotto questo profilo, la dirigenza rossazzurra è "molto attenta". Per tali motivi rischia Giampaolo. E sul fatto che Maxi sia il miglior giocatore della storia del Catania, non penso che qualcuno possa nutrire dubbi di sorta. In verità, è il Catania, non Maxi, a non aver, per l'ennesima volta, "bucato" la rete, e questo è un "segnale" cui bisogna giocoforza porre attenzione. L'undici etneo è una squadra che gioca con ordine, dà sempre l'impressione di non soffrire l'avversario, addirittura di poterne disporre facilmente e poi... nulla. Poche occasioni da rete, pochi tiri in porta e, fatalmente, golletto preso in una delle poche occasioni concesse all'avversario (direi, "qualsiasi" avversario, Lecce docet), come capitato oggi contro un modestissimo Genoa dimezzato (anche il Lecce era dimezzato, oooops...), capace di capitalizzare al massimo l'incursione di Rossi, lasciato incredibilmente solo in piena area, al 23' del secondo tempo, dalla difesa etnea, peraltro ancora una volta disattenta sulla fascia sinistra in Capuano, assai distante da Mesto in occasione del cross vincente (un caso che gran parte dei gol subiti dal Catania provenga da errori similari?). Una disdetta? sfortuna? Non credo, perché questa è una situazione che si ripete. E quando le situazioni "sfortunate" si susseguono con una certa frequenza appare necessario rifletterci su, evitando di liquidare il tutto con le solite frasi fatte. Giampolo è un tecnico preparato, uno "studioso", uno che mastica calcio 24 ore su 24, di sicuro non sarà tanto superficiale da pensare che il destino cinico e baro si stia accanendo contro la sua squadra. Magari, comincerà a domandarsi se sia la strada giusta, questa; strada criticata dal suo giocatore più rappresentativo e non supportata dai risultati. Dicono i ben informati che il bellinzonese sia un "profilo" di trainer che abbisogni di tre mesi per far volare una squadra secondo i suoi dettami. Il mio augurio è che sia così, stimando il professionista. Ma qualche dubbio, anche corposo, comincia a insinuarsi nel mio candido cervello, per giunta assai ben disposto (quasi a prescindere) verso il tecnico.

Giampaolo, mosse conservative
Lo dico subito, per me questa partita la perde Giampaolo, non la vince Gasperini. Tralasciando tutte le discussioni sul modulo a unica punta (oggi 4-3-2-1 "formale" con Martinho, ma sempre 4-5-1 nei fatti, dato che Mascara e Gomez fanno mooooooolto più i centrocampisti che gli attaccanti), sulle difficoltà di Maxi, etc., un dato di fatto si mostra certo: dopo un buon primo tempo, in cui (come di consueto) non concedi quasi nulla e magari rischi di andare in vantaggio, non puoi al 20' della ripresa sostituire un centrocampista offensivo (Martinho) con un mediano spaccalegna (Carboni) e la tua unica punta con un pari ruolo (Antenucci)! Così invii a tutti, anche agli steward dell'ultimo anello, un segnale unico: voglio pareggiare. E, di default, prendi il gol (perché un episodio può sempre capitare) e non hai nessun attaccante in panchina in grado di cambiarti le sorti della gara. Non solo: ti metti contro Maxi, i tifosi (che pensano che tu sia "fissato" a non voler giocare con due punte), il mondo intero. Una mossa, a mio parere, errata pure sotto il profilo psicologico. Una mossa che "annulla" il coraggioso innesto di Martinho dal primo minuto, elemento di buona prospettiva e protagonista di un buon primo tempo (nella ripresa non ne aveva più, giusto sostituirlo) sulla corsia sinistra, prestazione fatta di corsa e piedi buoni. A quel punto, non sarebbe stato meglio dare un segnale diverso? Del tipo: voglio vincerla, magari inserendo al posto del brasiliano Antenucci o Ricchiuti, giocatore che i fatti dicono insostituibile...

Ricchiuti, imprescindibile
Non riesco a comprendere. Le prime sette giornate di campionato hanno detto che il Catania senza Ricchiuti non ha fantasia, non crea gioco. Appena entra Adrian tutto cambia. Ultimo esempio: Catania-Napoli. Il diktat dovrebbe essere contario: prima in campo Ricchiuti, poi gli altri. E invece, il fantasista (profilo unico nel Catania) va regolarmente in panchina!!! Inutile sottolineare come anche oggi, appena entrato, ecco fioccare tre occasioni da rete bell'e buone (Ricchiuti stesso, davanti alla porta; due volte Antenucci). Ma è così difficile prendere atto che si creano occasioni da rete quasi esclusivamente con Adrian in campo? Non lo dico io, lo dicono i fatti. Non solo. Il Catania nel girone di ritorno dello scorso campionato aveva trovato l'alchimia giusta: 4-3-3 con Ricchiuti in mezzo, due esterni offensivi e Maxi. Così si sono fatti 3 gol all'Inter e giocate partite meravigliose. Avevamo un impiato certo, una certa facilità a trovare la rete e, per dirne una, il miglior terzino destro del campionato (Alvarez), adesso "desaparecido"... Considerato che l'organico è praticamente rimasto intatto (solo Martinez via), perché stravolgere tutto e cambiare completamente filosofia? Non sarebbe stato meglio operare in continuità? Anche perché, che sia chiaro, i confronti non si fanno con il girone d'andata, inesistente, dello scorso anno, ma con quello di ritorno, eccezionale, dato che si vuole migliorare e non tornare indietro. Quindi...

Martinho, sorpresa positiva
Arrivato il transfer, subito in campo, a dimostrazione della stima di Giampaolo. E il brasiliano Martinho, ennesima scommessa (a naso, direi che sarà vinta...) di Lo Monaco, ha giocato un buon primo tempo. Impiegato da interno ha fatto bene, buona corsa e buon piede, ma l'impressione è che sia più un esterno di centrocampo. A inizio ripresa non ne aveva più, ma l'impatto con il nostro calcio mi è sembrato buono. Vedremo in futuro. Se son rose fioriranno...

Contro Miha vietato sbagliare...
Una cosa è certa. Dopo l'ennesima gara persa nel "solitissimo" modo, giocatori e tecnico devono confrontarsi nel chiuso dello spogliatoio e trovare una via d'uscita agli equivoci tattici. Perché di "scontenti" ce ne sono. E, soprattutto, preparare bene la gara con la Fiorentina (la Coppa Italia di mercoledì sera con il Varese conta, ma il campionato è altra cosa...) dell'ex Mihajlovic, una squadra che verrà al "Massimino" con il sangue agli occhi. Attendiamo magari meno "compattezza scientifica" e più concretezza "pane e salame"; in poche parole meno chiacchiere "einsteniane" e più gol e occasioni per farne. Nel calcio dei tre punti, sovente il pareggio si tramuta in una sconfitta. L'auspicio è che Giampaolo riesca a trovare la strada definitiva, quella che porti il Catania nella posizione di classifica consona al suo organico. Che non è quella attuale. Anche perché vedere un team come il Lecce, a dir poco inesistente, avanti in graduatoria (fortuna o non fortuna), appare un insulto al Dio del Calcio. In tutto questo, la speranza è che il "Massimino" si riempia, grazie anche alla nuova, giustissima politica (al ribasso) dei prezzi operata dalla società. Il sostegno dei tifosi diventa decisivo. Let's go, Liotru, let's go!!!

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