Cous Cous Fest, l'Italia vince la 12^ edizione

L’Italia è il vincitore della dodicesima edizione del Cous Cous Fest, che si chiude domani (domenica) a San Vito Lo Capo. Con una ricetta di cous cous di pesce con finocchietto selvatico e medaglione di mostella, gli chef sanvitesi Giuseppe Favaloro e Vincenzo Caradonna, insieme al torinese Enrico Bricarello, selezionato durante l’anteprima dell’evento a giugno, hanno vinto il premio, offerto dal Banco di Sicilia e attribuito dalla giuria tecnica, guidata da Edoardo Raspelli, conduttore di Melaverde. Gli italiani, dal 2002, sono tornati a vincere, primeggiando tra gli altri sette paesi partecipanti alla competizione, Costa d'Avorio, Francia, Marocco, Palestina, Senegal, Tunisia e Israele.

Secondo il giudizio di dieci giornalisti ed esperti internazionali, il piatto italiano è stato apprezzato, come si legge nella motivazione, per la “semplicità, la linearità e un’esecuzione che ha rispettato al meglio terra, territorio e tradizione.”

«Abbiamo voluto rappresentare – hanno detto Giuseppe Favaloro, chef e titolare del ristorante Zingaro a San Vito Lo Capo e Vincenzo Caradonna, chef del camping la Pineta, a San Vito Lo Capo – la tradizione più autentica nella cucina del piatto, preparato con il pesce, secondo la ricetta della provincia di Trapani, e ingredienti siciliani come il finocchietto selvatico e le mandorle.»

Al Senegal, rappresentato da due donne chef, Ba Diatou e Fatou Mbelgue, è andato invece il premio del pubblico, offerto dai Premiati Oleifici Barbera. La loro ricetta di cous cous di pesce al forno è piaciuta al palato della giuria popolare ma ha anche emozionato il pubblico: una delle due chef, Fatou Mbelgue, ha infatti cucinato abbracciata alla sua piccola Eva di otto mesi, che ha tenuto sempre con sé, anche durante la premiazione ufficiale.

La cerimonia di premiazione, condotta da Donatella Bianchi e Vanessa Galipoli, si è svolta ieri sera sul palco in una affollatissima piazza Santuario. La serata si è conclusa con il concerto di Giuliano Palma e i Bluebeaters che hanno fatto ballare tutti i visitatori con i ritmi travolgenti delle cover in stile ska/rocksteady. Dalle note di Tutta mia la città a Messico e nuvole fino a Che cosa c’è, il repertorio della band raccoglie pezzi tratti da ambiti musicali anche molto diversi, tutti riarrangiati in un caratteristico mood giamaicano.

Il programma della rassegna, che si chiude domani (domenica), prosegue con degustazioni, laboratori gastronomici, incontri culturali e concerti.


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