Il cannolo sfida i dolci balcanici

PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO), 16 MAR – Una sfida gastronomica che metterà a confronto il cannolo siciliano con i dolci tipici dei paesi balcanici. Sarà questo il momento centrale della seconda edizione di Cannoli & Friends, il festival di dolci e culture in programma a Piana degli Albanesi dal 9 all’11 aprile, dedicato alla promozione e alla valorizzazione del cannolo, dolce simbolo nel mondo della cittadina. La manifestazione quest’anno è inserita nell’ambito dei festeggiamenti della Pasqua Bizantina che si aprono il 26 marzo in tutte le comunità albanesi della Provincia di Palermo per concludersi, a Palermo, il 21 aprile con la manifestazione di Shega. In programma ci saranno degustazioni di dolci siciliani ed internazionali, spettacoli, incontri e momenti culturali.

“L’evento promuoverà a livello internazionale il nostro patrimonio culturale e paesaggistico – ha spiegato Gaetano Caramanno, sindaco di Piana degli Albanesi - oltre che il nostro speciale cannolo, la cui valorizzazione fa parte degli obiettivi del distretto produttivo Dolce Sicilia, in attesa di riconoscimento, che raggruppa circa 360 aziende. L’evento sarà una dolce occasione per conoscere più da vicino il mondo della pasticceria dei paesi balcanici e siciliana, con le loro antiche tradizioni.”


Madrina della manifestazione sarà l’affascinante Michaela Hola, top model della Repubblica Ceca che ha anche prestato il volto per la realizzazione del calendario di Piana degli Albanesi.

Cannoli and Friends Award
Momento centrale di Cannoli & Friends sarà la gara di pasticceria internazionale, in programma sabato 10 aprile, che vedrà il cannolo di Piana degli Albanesi “sfidare” dolci tipici di paesi balcanici come l’Albania, la Grecia, la Turchia, il Kossovo o la Bosnia. A giudicare i dolci in gara ci sarà una giuria di vip, esperti e giornalisti, presieduta da Laura Ravaioli, chef del Gambero Rosso e giornalista esperta di food, e una popolare che individueranno il dolce vincitore del Cannoli and Friends Award.

La storia del cannolo
Dal cannolo di Cicerone alle delizie degli Emiri

Marco Tullio Cicerone, prima di diventare console romano fu questore in Sicilia, dove, dicono le cronache, conobbe ed apprezzò il: “Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus”, ossia: “cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo”. Non era ancora il cannolo come lo conosciamo noi, ma ci si avvicinava parecchio. Andando più avanti nel tempo, una leggenda narra che la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, l’antica “Kalt El Nissa”, “Castello delle donne”, sede di numerosi harem di emiri saraceni. Si ipotizza che le donne, per passare il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze e, in particolare, di dolci. Durante uno dei tanti esperimenti culinari si suppone che abbiano “inventato” il cannolo, ad imitazione di un dolce arabo, simile per forma ad una banana, ripieno di ricotta, mandorle e miele. Un’altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati preparati per la prima volta in un convento siciliano nei pressi di Caltanissetta. Si racconta che, in occasione del Carnevale, le monache “inventarono” un dolce caratterizzato da un involucro (‘a scorcia) preparato con farina, uova, strutto e zucchero, e da una farcia preparata con una crema di ricotta e zucchero ed arricchita con “cucuzzata”, pezzetti di cioccolato e granella di mandorle. Proviamo a “sposare” le due leggende: alla fine della dominazione araba in Sicilia, gli harem si svuotarono. Una o più donne, ormai libere, convertitesi al Cristianesimo, entrarono in convento. Qui potrebbero avere riprodotto alcune delle ricette preparate per gli Emiri, tra le quali quella dei “cannoli”.

Ogni cannolu è scettru di Re
“Beddi cannuola di Carnivali… su biniditti spisi li dinari… ogni cannolu è scettru di Re…” Così un verseggiatore dell’800 inneggiava al mitico cannolo siciliano, nato come dolce di carnevale ma divenuto presto immancabile squisitezza di tutto l’anno.
Deliziosa e complessa la ricetta. La pasta è a base di farina e zucchero ma la peculiarità sta nel ripieno di crema di ricotta di pecora freschissima, che, specie in primavera, assume un sapore inimitabile, grazie all'erba nuova, tenera e profumata.
La scuola pasticcera catanese prevede per la versione classica soltanto farina, zucchero, margarina vegetale, sale, uova e vino (usato anche per dare acidità all'impasto). Per conferire alla scorza la tipica forma cilindrica e allungata, anticamente si usavano le canne di bambù, mentre oggi le cannule su cui si avvolge la pasta sono di metallo. Alla ricotta di pecora setacciata si aggiungono pezzetti di zucca morbida e cioccolato fondente. Per la decorazione vi sono alcune varianti, come l'uso dei pistacchi di Bronte, la "cirasa" o il tondino di scorza d'arancia candita all'estremità e, per finire, una spolverata di zucchero a velo. Esistono in commercio diverse versioni della cialda di questo goloso dolce barocco, da quella classica all’aromatizzata al pistacchio, al cacao, all'arancia e al mandarino.

Lo speciale cannolo di Piana degli Albanesi
Il cannolo è il dolce siciliano più noto al mondo. I cannoli di Piana degli Albanesi (canojet) sono particolarmente famosi per dimensioni (circa 20 cm) difficilmente riscontrabili in altre zone della Sicilia, e bontà. Il segreto sta tutto nella cialda (shkorça) croccante e friabile, preparata con farina, vino, strutto e sale e riempita con una freschissima ricotta di pecora, zuccherata e passata a setaccio, e schegge di cioccolato.

La ricetta classica del cannolo
Per realizzare circa 20 cannoli gli ingredienti sono:
Per le cialde: 250 g di farina, 50 g di zucchero, 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere, 40 g di burro, Marsala, sale, albume sbattuto, un po’ d’olio.
Per la crema di ricotta: 500 g. di ricotta fresca di pecora, 150 g. di zucchero, una bustina di vanillina, scaglie di cioccolato fondente.
Per la guarnitura: ciliegine candite, zucchero a velo.

Porre su una superficie piana ed asciutta la farina a fontana, unirvi il burro, un cucchiaio di Marsala, un pizzico di sale, un po’ di albume sbattuto, il cacao, lo zucchero, un cucchiaino di olio. Ottenere un impasto consistente e porre in frigo per un’ora, avvolto in un panno. Nel frattempo passare a setaccio la ricotta unita allo zucchero, alla vanillina, e alle scaglie di cioccolato fondente. Ricavare dalla pasta delle cialde una sfoglia e formare dischi di 10 cm circa. Ungere di olio gli stampi e su di essi avvolgere i dischetti, sigillando il punto di incontro delle due estremità con albume d’uovo. Friggere le scorze in una pentola con olio bollente. Dopo averle fatte raffreddare, sfilare i cilindri e riempirli con il ripieno. Guarnire, a secondo dei gusti, con le ciliegine candite, porli su un piatto di portata e spolverare con lo zucchero a velo.
La farcitura dei cannoli può variare rispetto ai gusti personali si può usare, per esempio, la cannella al posto della vanillina, o i canditi al posto delle scaglie di cioccolato e così via.
Nelle zone del Catanese i cannoli sono decorati con pistacchi tritati di Bronte, diversamente da Palermo dove le estremità, secondo la tradizione, vengono decorate con filetti di scorza d'arancia candita.

Non ci resta che tifare per il cannolo

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Sagre&Feste