Palermo, alla biblioteca comunale la “festa delle culture” all’insegna dell’integrazione con cena tipica e spettacoli

I rappresentanti di cinque paesi parteciperanno domani sera, a partire dalle 20, alla Biblioteca comunale di Casa Professa, alla Festa delle Culture, organizzata dal Consorzio Comunità Nuova, nell’ambito del progetto “Città plurale – Abito il mondo”, volto alla piena integrazione nel tessuto sociale palermitano dei giovani immigrati e non di seconda generazione. Sarà presente anche l’assessore alle Attività sociali Giampiero Cannella.

Si comincerà alle 20 con un’esibizione hip hop dei ragazzi del Centro, che ha sede in via Fratelli De Benedetto (angolo via Santa Rosalia, traversa di via Roma). Subito dopo si partirà per un ‘viaggio’ tra le comunità con gli occhi dei bambini che racconteranno la storia dei loro Paesi attraverso le attività di laboratorio (cartelloni, racconti, fotografie ed altro), portate avanti in queste settimane nell’ambito del progetto, che gode dei finanziamenti del Ministero della Solidarietà sociale.
Bangladesh, Ecuador, Costa d’Avorio, Mauritius e Romania avranno uno stand dove esporranno le specialità gastronomiche preparate dagli immigrati che vivono in città i quali, per l’occasione, saranno vestiti in abiti tradizionali dei Paesi d’origine. Naturalmente, sarà possibile gustare piatti tipici come, per esempio, il riso bianco basmati con pollo al curry, il riso fritto con gamberetti, verdure e salsa di soia (Mauritius), il riso con polpette di pesce, pomodoro e verdure e la banana fritta ‘aloko’ (Costa d’Avorio), la carne di maiale al forno con insalata e patate (Ecuador) tutto annaffiato da limonata, succo di zenzero e succo di soia.

Alle 22.30 è previsto un piccolo spettacolo teatrale, subito dopo i tamburi del Ghana e alle 23.30 “Istantanea creativa”, ci saranno dei tabelloni ai quali verranno attaccati i messaggi dei bambini. Durante la serata saranno proiettati i momenti più rappresentativi dei laboratori che si sono svolti nelle ultime settimane.

Il Centro aggregativo, che opera prevalentemente nella Prima circoscrizione, si rivolge anche alle famiglie. Il progetto prevede, così come si sta già facendo, l’organizzazione di laboratori artistici, workshop, seminari, feste interetniche, concerti e spettacoli per rispondere con creatività ed efficienza al difficile problema e alla sfida della coesione sociale che interessa i giovani immigrati di seconda generazione, vero ponte tra i due mondi, quello della famiglia d’origine e quello imperante della società che frequentano a scuola e nelle attività extrascolastiche.

Il primo appuntamento è stato messo a punto il 22 maggio scorso con l’organizzazione della Giornata europea del dialogo interculturale.

Il centro è aperto tutti i pomeriggi dal lunedì al giovedì, dalle 15 alle 19, ed il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e si avvale di operatori specializzati e di tre mediatori culturali stranieri, grazie a queste attività dedicate ai giovani, sia figli di immigrati che palermitani, è uno spazio unico di integrazione interculturale per Palermo ed è supportato da professionisti in grado anche di implementare la cultura del recupero della marginalità sociale attraverso azioni di prevenzione e di integrazione.

Per informazioni: Consorzio Comunità Nuova (segreteria organizzativa via Mariano Stabile 261). Tel.0916622215, sito internet www.cittapluralepalermo.org, email: info@cittapluralepalermo.org. La serata è ad inviti che si possono ritirare nella sede del Centro aggregativo in via F. De Benedetto negli orari d’apertura indicati.

“Ritengo che il progetto che è stato messo a punto e che il Consorzio Comunità Nuova sta portando avanti – afferma l’assessore alle Attività sociali Giampiero Cannella – è fondamentale per una reale e concreta integrazione fra immigrati e palermitani. Il fatto che si operi con i giovani immigrati e con i palermitani assieme – continua Cannella – rende l’azione particolarmente interessante e di buon auspicio perché è dall’infanzia che si deve cominciare a creare il circolo virtuoso verso una serena e pacifica convivenza civile fra popoli di diverse culture”.

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