Valle dei Templi, piantati i mandorli: il lavoro continua

AGRIGENTO – Nell’ambito della salvaguardia delle emergenze paesaggistiche del territorio, è stato illustrato stamattina, a Casa San Filippo, sede del parco archeologico della Valle dei Templi, il progetto “Mille mandorli nella Valle dei Templi”.
Dopo la presentazione, sono stati piantumati piccoli mandorli davanti al Tempio di Giunone e nel Piano San Gregorio, a sinistra della stradella che conduce al Tempio di Esculapio, ed è stata inaugurata la cartellonistica del parco archeologico.

L’evento nasce da un protocollo d’intesa siglato tra l’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste, l’assessorato ai Beni Culturali e Ambientali, il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, il dipartimento di Colture arboree dell’università di Palermo, il Fai (Fondo per l’ambiente italiano) e il feudo Principi di Butera.

“Una collaborazione importante tra partner diversi – spiega Michele Cimino, assessore regionale all’Agricoltura - che ha reso possibile questa iniziativa destinata a migliorare l’aspetto del Parco e a promuovere una politica di informazione e sensibilizzazione della collettività verso l’ambiente. L’individuazione delle zone più idonee del Parco, la piantumazione di queste mille piantine di mandorlo e la nuova cartellonistica sono la risposta concreta che l’obiettivo dell’intesa è stato raggiunto. Ma il lavoro non è finito. Sarà fondamentale seguire tutte le tecniche colturali e agronomiche necessarie a garantire una corretta gestione”.

E l’assessore tiene inoltre a sottolineare che, “per il futuro, sono già in cantiere una convenzione da sottoscrivere tra l'assessorato all'Agricoltura e quello dei Beni Culturali per continuare nel lavoro di salvaguardia dell'ambiente. Una volta, in questo parco -ricorda Cimino- c’era un patrimonio arboreo ricchissimo, che è andato perduto a causa di incendi e trascuratezza. Oggi, per me, agrigentino e assessore del governo regionale, è un vanto e un motivo di orgoglio poter contribuire alla ricostruzione di questo patrimonio che arricchisce uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greco classica siciliana, incastonato all’interno di un parco dove le stesse colture sono l’espressione della nostra antichissima civiltà agricola”.

Ciascuno dei partner ha avuto un ruolo attivo secondo i propri compiti istituzionali.

L’assessorato all’Agricoltura e Foreste ha coordinato le iniziative progettuali, sia in fase preliminare che in fase esecutiva, guidando le attività di comunicazione e di divulgazione dell’evento. Ha fornito le piante e mezzi tecnici necessari alla piantumazione e all’innesto. “L’evento testimonia – ha detto l’assessore - quella parte di attività istituzionale preziosissima indirizzata alla cura, alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’ambiente e di tutte quelle peculiarità che sono indissolubilmente legate a determinate aree del territorio”.

Il Parco, che attualmente cura la gestione paesaggistica e archeologica, ha individuato e predisposto le aree destinate alla piantumazione, con la collaborazione dell’istituto di Coltivazioni Arboree dell’università di Palermo che ha dato la sua consulenza scientifica nella scelta dei portinnesti, delle varietà e dei sistemi di impianto e delle tecniche colturali.

Al Fai, che si occupa di educazione e istruzione della collettività per la difesa dell'ambiente e del patrimonio artistico e ambientale, il protocollo ha assegnato il compito di promuovere l’iniziativa e sensibilizzare i cittadini alla conservazione del patrimonio ambientale della Valle. Mentre, al Feudo Principi di Butera (importante gruppo imprenditoriale presente da diversi anni in Sicilia), che insieme al Fai è stato il promotore dell’iniziativa, l’intesa ha destinato la fornitura delle maestranze per la piantumazione, la messa a dimora e l’innesto dei mandorli con varietà prelevate dalla collezione del museo Vivente del mandorlo.

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