Papilloma virus, riparte la vaccinazione a Siracusa

Siracusa - Riprende dal I° luglio la campagna di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus (HPV) che era stata temporaneamente interrotta per problemi legati alla fornitura del vaccino risolta con l’aggiudicazione della gara regionale, curata dall’Ausl 8 di Siracusa, al prezzo più basso d’Italia

A darne notizia è il commissario straordinario dell’Ausl 8 Franco Maniscalco il quale informa che la vaccinazione verrà eseguita presso tutti gli ambulatori di vaccinazione dell’Azienda e sarà offerta attivamente e gratuitamente alla popolazione giovanile nata nel 1996 e 1997 mentre si attende conferma per le nate nel 1998.

Per la popolazione femminile appartenente alle coorti di nascita precedenti al 1996 e fino all’età di 26 anni, la vaccinazione potrà essere effettuata previo pagamento all’Ausl 8 di 56,80 euro, la mettà rispetto al prezzo pagato lo scorso anno ad inizio di campagna vaccinale.

Il vaccino viene somministrato in tre dosi distinte praticate in una prima somministrazione, a due mesi ed a sei mesi dalla prima.
La vaccinazione serve per proteggere le donne dallo sviluppo del tumore al collo dell’utero, di cui è provata la causa certa in un’infezione virale che in alcuni casi porta al tumore. Il tumore al collo dell’utero è il secondo tumore femminile dopo quello al seno. In Itala, si registrano circa 3550 nuovi casi ogni anno, con circa 1700 decessi.

“Il vaccino attualmente disponibile contro il Papilloma virus – spiega il direttore dell’Unità operativa di Epidemiologia dell’Ausl 8 Lia Contrino - è un vaccino quadrivalente contro i quattro tipi di HPV (6,11,16,18) più diffusi che sono responsabili del 70% circa dei tumori del collo dell’utero.

E’ un vaccino sicuro, ben tollerato e garantisce una elevata efficacia protettiva anche nei confronti delle altre patologie causate da questi 4 tipi di HPV, cioè le lesioni genitali precancerose (del collo dell’utero, della vulva e della vagina) e le lesioni genitali esterne (condilomi acuminati).

Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV e solo pochissime delle donne con infezione da Papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell’utero. Inoltre, ci vogliono molti anni (decenni) perché le lesioni provocate dall’HPV si trasformino in carcinoma della cervice uterina. Questo lungo tempo di latenza consente la prevenzione secondaria attraverso lo screening del pap test, che rimane l’indagine di elezione garantendo la vera copertura generalizzata a tutte le donne. Infatti, questo semplice esame permette di evidenziare tutte le lesioni del collo dell’utero, anche quelle che non sono dovute ai ceppi presenti nel vaccino”.

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