Presentazione (SiciliaToday)

All'expobit si presenta il programma Faro Blu di Cutgana

Creare un sistema tra enti, pubblici e privati, che svolgono attività di ricerca, promozione e fruizione dei valori naturalistici e culturali del territorio, ma anche di prevenzione e controllo di rischi e reati ambientali dell’intera fascia jonica siculo-calabra.

E’ quanto prevede “Faro Blu”, il progetto integrato promosso dal Cutgana dell’Università di Catania insieme con altri partner (province di Catania, Enna e Siracusa ed i comuni di Aci Castello, San Gregorio, Villarosa e Melilli con Centro radioelettrico sperimentale Marconi di Roma, Hitec 2000, Centro siciliano di fisica nucleare e struttura della natura, Sinter, Consorzio ripopolamento ittico golfo di Catania, Osservatorio carta della natura, Maimone editore, Amp Isole Ciclopi, Soriser, Criea e Cevasabi) e a cui sono interessati il Git/Ads (Area dello Stretto di Messina) ed il Git/Reus (Reti ecologiche e uso sostenibile del territorio calabrese e siciliano) promossi dal ministero dell’Università.

“Il progetto Faro Blu permette di rendere più incisive le attività di tutela ed educazione ambientale con scuole ed associazioni culturali con pacchetti di itinerari pedagogici integrati che coinvolgono l’Amp Isole Ciclopi, il battello con il fondo trasparente Nautilus, l’Acquario Mediterraneo di Giarre, le sei riserve naturali gestite dal Cutgana nella Sicilia orientale e i laboratori didattico-naturalistici di San Gregorio, Melilli e Agira. Puntiamo ad ampliare il sistema di aree protette già realizzato dal Cutgana attuando una porzione di rete ecologica siculo-calabra con la messa a sistema delle aree protette, enti gestori e istituzionali – hanno spiegato il direttore del Cutgana, Concetto Amore, e il delegato del rettore per le Aree protette, Angelo Messina -, tra gli obiettivi la costituzione di una struttura integrata permanente di valutazione della qualità ambientale con attrezzature da laboratorio e da campo del Cutgana, attività di prevenzione e controllo dei rischi e reati ambientali come discariche abusive, scarichi di acque reflue e di sentina delle petroliere, incendi e focolai di incendi dolosi da mettere a disposizione degli enti pubblici e privati grazie a strumentazioni sofisticate aeree, sistemi informativi territoriali e attrezzature già presenti nei locali dell’Osservatorio ambientale di San Gregorio, a bordo della nave scuola Europa I e nel Centro polifunzionale Archimede di Villarosa. Predisposto anche un piano di controllo e monitoraggio per i processi di erosione sulla costa e di desertificazione dell’entroterra siciliano”.

Per Matteo Gangemi, presidente Git/Ads, “il progetto Faro Blu rappresenta l’avvio di una serie di azioni sinergiche capaci di coinvolgere in un’ottica di sistema enti pubblici e privati per promuovere nuovi processi di sviluppo per cittadini e imprese basati sulla valorizzazione della ricerca, dell’innovazione e della formazione”. Per il deputato regionale Nino D’Asero “il progetto, ed in particolar modo la strada di fare sistema tra enti, rappresenta un’opportunità occupazionale importante nel settore turistico e del monitoraggio del territorio”.

Ai lavori hanno preso parte anche Giovanni Cancellieri del Cresm, Vincenzo Piccione del Criea, Salvatore Lo Nigro del Csfnsm, Emanuele Mollica dell’Amp Isole Ciclopi, Luciano Signorello del Cevasabi, Michele Cattoi dell’Utri spa, Antonio Rossi della Selex Galileo e Giuseppe Moschella della Sinter, Antonino Zanghì del Consorzio ittico Golfo di Catania, il sindaco di Villarosa Gabriele Zaffora, Carlo Campisano dell’Hitec, Antonino Cuspilici dell’Ufficio speciale Aerca, Giuseppe Bova della Motorizzazione Ctc Reggio Calabria, Giuseppe Castellana del parco dell’Alcantara.



blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Scuola&Università