Assemblea d’Ateneo a Catania, Recca: «Rilanciamo la didattica e i servizi agli studenti»
«Tenere aperto il dialogo e rispettare l’equilibrio fra tutte le componenti dell’Ateneo, senza protagonismi e con umiltà». È con questo spirito che il rettore dell’Università di Catania Antonino Recca conta di poter continuare a lavorare, affinché l’ateneo raggiunga traguardi sempre più alti. Lo ha ricordato oggi, nel corso dell’assemblea convocata alla facoltà di Ingegneria con tutte le componenti della comunità accademica. «Discutere insieme degli obiettivi raggiunti e dei problemi ancora da affrontare – ha aggiunto -, e proporsi sempre nuovi e più alti traguardi».
Una platea affollata di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti ha ascoltato oggi il rettore che ha voluto un incontro aperto, nel quale l’alternanza dei punti di vista facesse da filo conduttore. Un appuntamento all’insegna del dialogo, dunque, nel corso del quale il rettore che ha tenuto a sottolineare come le criticità riguardano purtroppo l’intero sistema universitario nazionale: «È di ieri – ha spiegato – la notizia del taglio di 500 milioni di euro destinati all’Università, e l’ateneo di Catania, nonostante le notizie poco rassicuranti, e superato il periodo di “fervore elettorale” dovuto al rinnovo degli organi collegiali e della presidenza di alcune facoltà, non andrà di certo in ferie».
Stabilire un preciso e rigido regolamento per i corsi di studio è una delle priorità dell’amministrazione Recca che non si dichiara a tutt’oggi pienamente soddisfatto dei miglioramenti della didattica, elemento fondamentale e imprescindibile per un ottimale funzionamento dell’Università.
«Oggi – ha affermato - gli atenei sono valutati sulla base della preparazione dei loro laureati e quindi sulla qualità dell’insegnamento. In una realtà in cui ormai il valore legale del titolo di studio è sempre meno importante – ha aggiunto - è fondamentale lavorare al meglio per gli studenti. È per questa ragione che, di concerto con il prof. Giuseppe Cozzo, delegato alla Didattica, entreremo nel tessuto “vitale” delle nostre facoltà per rimettere proprio la didattica al primo posto in classifica».
Notevoli rimangono comunque i traguardi raggiunti fino ad oggi: «L’80% del programma che mi ero proposto di realizzare è stato rispettato – afferma -. Dal contatto continuo e diretto che la comunità universitaria ha stabilito con i vertici dell’Ateneo al coinvolgimento collettivo e immediato, reso possibile anche grazie allo strumento del Bollettino d’Ateneo (l’organo di comunicazione ufficiale dell’Università che riceve sempre più consensi), fino al recente lancio della “Carta Unict” e della “Carta Mps Spider Unict”, che vedono oggi l’Università di Catania in prima linea nel processo di innovazione dei servizi telematici e digitali offerti».
Un posto a sé nella lunga “conversazione” ha avuto poi la ricerca scientifica, annosa questione che riguarda tutte le università italiane. Anche su questo punto l’ateneo non si accontenta ancora: «Le potenzialità che abbiamo sono enormi», «È determinante – gli fa eco il neo eletto preside di Farmacia, Giuseppe Ronsisvalle - creare una “learning community” nella quale possano convivere la dimensione internazionale della comunità scientifica e l’esigenza del dialogo con il territorio, come peraltro ha già stabilito il Senato accademico».
Anche il direttore amministrativo dell’Università di Catania Federico Portoghese, che ha affiancato il rettore durante l’assemblea, è intervenuto all’incontro, sottolineando – tra gli altri punti - l’importanza del percorso di stabilizzazione del precariato che l’ateneo ha avviato, facendo rilevare inoltre gli importanti traguardi raggiunti grazie all’utilizzo del protocollo informatico, che oggi consente lo snellimento delle procedure burocratiche, l’accorpamento delle aree didattiche secondo la tipologia di attività, e la messa a regime del Centro linguistico multimediale d’Ateneo, citato come esempio di strumento strategico affinché l’ateneo si doti di strutture sempre più moderne ed efficienti.

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