“La Primavera dell’Architettura”, così gli studenti di Stoccolma immaginano Ragusa

RAGUSA - Affascinanti e suggestive idee per la riqualificazione del belvedere di via Roma. Sono state presentate venerdì scorso nello stesso sito con una suggestiva installazione, nell’ambito della Notte bianca, primo appuntamento de “La Primavera dell’Architettura”, manifestazione con incontri, mostre, eventi collaterali, promossa dall’Ordine degli architetti della provincia di Ragusa.

Il presidente dell’Ordine, Giuseppe Cucuzzella, assieme al presidente della commissione Focus cultura, Gaetano Manganello, hanno illustrato le motivazioni del workshop Ragusa-Stoccolma che ha avuto inizio nel 2009, dal 26 settembre al 5 ottobre, quando 25 studenti provenienti dall’Università di Architettura di Stoccolma sono arrivati nel capoluogo ibleo allo scopo di studiarne il territorio. A coordinare il progetto l’architetto Giuseppe Gurrieri, assieme agli architetti Claudio Criscione, Valentina Giampiccolo e Giorgio Occhipinti. Il prof. Ori Merom è stato invece il referente responsabile per l’Università K.T.H. di Stoccolma.

“Dall’arrivo a Ragusa degli studenti svedesi – ha spiegato Gurrieri – ha avuto inizio il vero e proprio percorso progettuale, basato sull’acquisizione di informazioni tecniche, attraverso la visita e il rilievo dell’area di progetto e su esperienze di tipo cognitivo-emozionali, con visite guidate nei luoghi di maggiore interesse urbanistico e architettonico, escursioni naturalistiche e infine con percorsi olfattivi e gastronomici presso le aziende locali, necessari, a nostro avviso, a completare il quadro di analisi della zona. I due mesi successivi sono stati dedicati alla redazione di una prima fase progettuale, condotta dai singoli studenti sotto la supervisione degli organizzatori e dei professori. Nei mesi a seguire i venticinque progetti sono stati approfonditi, quattro di questi sono stati i protagonisti della mostra installata alla Rotonda di via Roma”.

Il tema individuato dall’Università di Stoccolma è stato il community centre, scaturito dall’evidente mancanza, nel cuore di Ragusa, di una serie di attività di natura sociale, culturale, ed economica che potrebbero riqualificare non solo l’area della rotonda, ma tutto il centro storico. Tale community centre prevede la presenza di hotel, info centre, internet point, strutture sportive, ristoranti e bar, mediateca, centro studi, centro di servizi sanitari, asilo, centro benessere e negozi di vario genere.

“La scelta del tema – ha detto ancora Gurrieri – non è la risposta al problema della riqualificazione urbana, ma vuole evidenziare l’assenza di attività che, qualora fossero presenti, permetterebbero al centro storico della città di Ragusa di godere dei vantaggi del vivere contemporaneo mantenendo, allo stesso tempo, il proprio fascino”.

È interessante notare come ogni studente si sia avvicinato all’argomento in maniera unica e personale. James Rosen propone moderni pontili lastricati in pietra, animati da un mercato alimentare ispirato alla vucciria di Palermo. Nelly Bonnet crea un sistema infrastrutturale di trasporti pubblici e di passeggiate che collegano Ragusa a Ibla. Mikael Westin crea una struttura intelaiata in cemento che convoglia il flusso proveniente da via Roma verso il cielo e la vallata. Päivi Eriksson, infine, si ispira ai colori e ai materiali della città per realizzare un edificio con una doppia pelle, quella esterna in blocchi di pietra, che rispetta la continuità materica e formale della città vecchia e quella interna in vetro modernamente hi-tech.

“L’obiettivo che ci siamo posti con questa manifestazione – dice il presidente Cucuzzella – è quello di far avvicinare la gente all’architettura, facendo comprendere l’importanza, per una crescita sostenibile delle città della nostra provincia, del discutere di architettura non solo tra gli addetti ai lavori ma anche tra la gente comune”.

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