Messina, presentato lo spettacolo 'Pali' di Scimone e Sframeli
“L’Università di Messina ha seguito con grande attenzione l’evento tragico dello scorso 1 ottobre e si è subito attivata con iniziative di supporto”.
Così il prorettore, prof. Giuseppe Calabrò, ha introdotto la conferenza stampa di presentazione, nella Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, dello spettacolo “Pali” della Compagnia teatrale messinese Scimone – Sframeli, che andrà in scena domani alle 21 al Teatro Vittorio Emanuele.
Il ricavato dello spettacolo servirà, infatti, per finanziare alcune borse di studio che, secondo le misure di premialità, saranno destinate agli studenti di Giampilieri e Scaletta.
“Un evento unico e un’occasione straordinaria, uno spettacolo di grande impatto anche per i contenuti che riportano alla tragedia che ha colpito la nostra città”, ha spiegato il prof. Dario Tomasello, docente della facoltà di Lettere e Filosofia e promotore dell’iniziativa. Per la prima volta, tra l’altro, sarà rappresentato a Messina, il nuovo lavoro del duo messinese, recentemente proposto, con successo, al Teatro Valle di Roma che a Spiro Scimone e Francesco Sframeli ha dedicato tre settimane di appuntamenti.
Ed è stato lo stesso Scimone a spiegare la scelta della compagnia: “Abbiamo subito accettato la proposta dell’Università e abbiamo deciso di portare in scena ”Pali“ perché fornisce spunti di riflessione che richiamano la tragedia, nonostante sia stato scritto prima. Lo scopo dell’iniziativa – ha continuato Scimone – è un motivo in più per proporre questo spettacolo: siamo felici soprattutto perché avrà come fine i giovani e la loro cultura, è da loro infatti soprattutto attraverso l’arte che bisogna partire per far rinascere un Paese”. E l’appello del regista messinese, che come la compagnia, composta da Gianluca Cesale e Salvatore Arena, e i tecnici ha offerto il proprio lavoro a titolo gratuito, è rivolto alla città: “Ora tocca ai messinesi e alla loro generosità perché tutti siamo stati toccati dalla tragedia. È importante l’aspetto economico, ma anche dimostrare la propria vicinanza alla popolazione alluvionata e dimostrare che la tragedia non è stata dimenticata”.
