Quarto polo, la Kore detta le condizioni

Sembrava cosa fatta il quarto polo. C’era la volontà politica e ministeriale di supportare il progetto di una nuova università pubblica in Sicilia. Manca, al momento, il beneplacito decisivo della Kore di Enna.
Già nelle scorse settimane il cda dell’università ennese aveva stoppato gli entusiasmi, in virtù del fatto che tramite l’unione con Ragusa e Siracusa la Kore potrebbe perderci e ha quindi rivendicato il ruolo di capofila della nuova struttura accademica.

Ieri l’ennesimo affondo degli ennesi: il consiglio di amministrazione della Kore ha approvato all'unanimità una risoluzione con la quale ribadisce "la ferma contrarietà ad ogni iniziativa politica, in qualsivoglia livello o sede assunta, che pretenda di coinvolgere Enna in un nuovo ateneo statale, mettendone in discussione l'identità, la sede e la natura giuridica". Il Consiglio ha confermato, invece, la disponibilità a costruire "un'università a rete centrata sulla Kore".
In soldoni la Kore vuole comandare. E Siracusa e Ragusa non ci stanno, visti i trascorsi a volte burrascosi con l’Università di Catania.

Il consiglio ha rivendicato lo status giuridico di ateneo non statale, garantito dalla Fondazione Kore, sottolineando che "la condizione di libera università, inizialmente richiesta dal ministro Moratti, si e' nei fatti rivelata, alla luce dei primi cinque anni di attività, estremamente lungimirante sotto il profilo dell'efficienza e della produttività, come dimostrano gli straordinari risultati conseguiti nella organizzazione dei servizi, nella didattica, nella qualità della strutture scientifiche e nella gestione finanziaria, che e' stata ogni anno chiusa in attivo".

Il cda dell’università ennese ha fatto riferimento anche all’intesa sul quarto polo, stipulata l’otto giugno scorso senza il rappresentante legale della Kore e di conseguenza ritenuta “giuridicamente inefficace". Inoltre il consiglio ha inoltre respinto, con "profonda indignazione, quanto sostenuto nella dichiarazione dei tre rettori degli Atenei statali siciliani, non ritenendoli in nulla legittimati ad ergersi a valutatori o giudici della Kore, la quale si rimette, come sempre con fiducia, alla valutazione degli organi responsabili e competenti previsti dall'ordinamento universitario".

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