Tagli nella scuola pubblica, a Catania 765 posti in meno

Continuano i tagli di personale nella scuola pubblica. Per quest’anno si prevedono 25 mila e 600 posti in meno e come al solito le regioni del sud sono le più colpite.

Per le scuole siciliane il taglio operato ammonta complessivamente a 3.329 posti, mentre per le scuole della la provincia di Catania la contrazione complessiva ammonta a 765 posti così ripartiti tra i vari ordini e gradi di scuola: Primaria 273; 1° grado 118; 2° grado 374.

Buone notizie per quanto riguarda i posti di sostegno, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale che riconosce a ogni alunno con handicap certificato di poter essere seguito da un insegnante unico.

In virtù dell’ampliamento dell’organico di diritto, in Sicilia avremo un incremento di 635 posti; a Catania, per effetto del riequilibrio regionale, andranno 280 posti.

Gli effetti per le scuole saranno pesantissimi: non sarà garantito il tempo pieno e nemmeno il tempo prolungato; i posti di lingua nella Primaria subiranno una contrazione di 500 unità e in sostituzione degli specialisti saranno utilizzati docenti con sole 50 ore di corso di formazione, tutto questo a discapito della didattica.

In tutti gli ordini e gradi di scuola si determinerà una condizione di soprannumerarietà diffusa; sul piano occupazionale ancora una volta molti precari non vedranno rinnovato l’incarico, creando un disagio economico non indifferente a molte famiglie.

La situazione per i precari meridionali sta diventando insostenibile, tantopiù che secondo le ultime dichiarazioni del Ministro Gelmini, si sta pensando a partire dal 2011 di creare delle graduatorie regionali, con degli sbarramenti per chi viene da fuori. Ad esempio garantendo un punteggio doppio ai residenti, o a chi insegna nella scuola della regione in maniera continuativa per più anni. Tutto questo in aperto contrasto con le direttive europee, di libera circolazione dei cittadini comunitari nel mercato del lavoro, garantendo pari diritti e opportunità.

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