Università, gli studenti etnei contro l'aumento delle tasse

Continuano i malumori all'interno dell'Università di Catania. Dopo le settimane di protesta contro la paventata chiusura della facoltà di Lingue, con tanto di polemiche politiche e campanilistiche tra Catania e Ragusa, adesso a far scattare la mobilitazione degli studenti é il probabile aumento delle tasse che dal prossimo anno accademico si abbatterà sull'ateneo.

Ancora la decisione, peraltro anticipata dal Magnifico per tempo, non é stata ratificata dal Senato Accademico, ma appare molto probabile la sua conferma, in virtù della contrazione dei fondi di finanziamento ordinari tagliati dal Ministero.

Quindi, per evitare di far rimanere l'Università alla canna del gas con i soldi bastevoli per pagare gli stipendi, gli studenti
dovranno contribuire attraverso le tasse.

Si prospetta un aumento della prima rata, che passerebbe dagli attuali 290 euro a 500, e conseguentemente l'innalzamento della seconda in base alle cinque fasce di reddito esistenti e ci sarà una riduzione delle borse di studio.

Gli universitari, partendo dalla facoltà di Scienze Politiche, stanno svolgendo una campagna di informazione nelle varie sedi dell'ateneo, cercando di coinvolgere il numero più elevato di studenti per la manifestazione di venerdì in Piazza Università.

Proprio venerdì, infatti, ci sarà la riunione del Senato Accademico che dovrebbe votare per l'aumento delle tasse. La protesta si è estesa anche sul web: il sito noaumentotasse.tk e il relativo gruppo su facebook contano già migliaia di visitatori e di iscritti.

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