Facoltà di Lingue, situazione “precaria” a Catania
Aria di tensione si è respirata per tutto il mese di novembre ai Benedettini, sede delle facoltà di Lettere e Lingue. In particolare i docenti precari hanno protestato vibratamente contro i tagli previsti dal ddl Gelmini e per chiedere i pagamenti arretrati all’Ateneo.
La protesta è stata chiamata “alta visibilità”: durante le sessioni di laurea di novembre, i docenti a contratto presenti alla seduta, hanno indossato dei giubotti catarifrangenti per testimoniare il loro malcontento.
Nella sola facoltà di Lingue sono ben 76 i docenti a contratto, oltre il 50% dell’intero corpo insegnanti. Essi hanno sospeso tutti gli esami della sessione straordinaria di novembre a casusa del “ritardo con cui sono stati emessi i bandi per le docenze a contratto e per le condizioni lavorative discriminanti, come la recente decisione di decurtare i compensi ed i tempi lunghissimi per la loro erogazione”.
Inoltre i docenti precari lamentano di essere trattati come “lavoratori di serie B pur offrendo una prestazione qualitativamente determinante per il funzionamento della facoltà”.
E proprio perchè il rapporto dei precari con la facoltà si è esaurito, secondo il vecchio bando, il 31 ottobre scorso i professori hanno deciso di sospendere gli esami di novembre.
Ciò che i docenti rivendicano è il diritto di firmare il contratto prima della prestazione e, in ogni caso, mai dopo la conclusione del loro insegnamento e richiedono una maggiore chiarezza nelle modalità di pagamento.
Uno dei prof. Precari, Fabio Chisari, docente di Storia sociale dei media, raggiunto telefonicamente ci ha spiegato meglio la decisione di voler sospendere la normale attività didattica.
Professore da cosa deriva in concreto una decisione così drastica?
“Deriva dal ritardo dell’emissione del bando per i vari insegnamenti e dalla situaizone lavorativa sempre più difficile”.
Difficile per via dei mancati pagamenti?
“Anche. Perchè il termine del contratto e la retribuzione non copre tutta la nostra prestazione. Il problema grosso è che i soldi dovrebbero essere percepiti subito e non quando fa comodo all’Ateneo”.
Proprio dall’Ateneo fanno sapere che i pagamenti sono in atto...
“Sì, è una situazione in evoluzione. Alcuni pagamenti sono avvenuti, altri non ancora. Noi chiediamo trattamenti più decorosi sotto il punto di vista professionale”.
Non sono quindi da escludere nuove proteste?
“Stiamo studiando una possibile vertenza sindacale, ma adesso le proteste sono sospese. Giorno 2 dicembre ci riuniremo ai Benedettini e prenderemo decisioni in merito e anche per organizzare nuove forme di dissenso contro il decreto Gelmini”.
La situazione, per adesso,sembra tornata alla normalità, però non sono escluse nuove e clamorose forme di protesta.
