Amatori Catania Rugby, parla Garozzo
Alle volte per raccontare bene qualcosa è necessario fare un passo indietro e spiegare cosa è successo: domenica ad Alghero l’Amatori Catania esce sconfitto dalla partita con i locali per 11-10. Sconfitta maturata a causa di diversi fattori, uno di questi è l’espulsione, eccessiva, di un giocatore ospite, Giovita, sanzionata dall’arbitro e che ha costretto i biancorossi a quasi settanta minuti di inferiorità numerica. Succede poi che il lunedì, nelle pagine sportive del quotidiano “La Sicilia”, la responsabilità di quel gesto viene attribuita a Salvo Garozzo reo di “aver colpito con un calcio un giocatore della squadra di casa”. La reazione della terza linea etnea, più volte campione d’Italia col Benetton Treviso, è forte, amareggiata e, naturalmente, stizzita.
“Sono deluso e amareggiato dal comportamento di questo giornalista, che pagato per svolgere questo lavoro, non può permettersi certi errori e scrivere certe cose facendomi apparire, all’opinione pubblica, come un violento. L’amarezza nasce dal fatto che, nel momento dell’espulsione, io fossi in panchina per la prima volta in stagione. Quelle sono parole gravi, anche perchè dare un calcio ad un avversario, nel rugby, è la massima espressione di antisportività e di slealtà. Non è assolutamente giusto colpevolizzarmi per una cosa che non ho fatto, come non è assolutamente giusto colpevolizzare Giovita, un ragazzo sempre corretto e leale, punito eccessivamente per un gesto assolutamente involontario. Ci tengo che questo messaggio passi in maniera forte perché sono stanco di vedermi sempre attribuito il ruolo del “cattivo” di turno, soprattutto considerando il fatto che, in tutta la mia carriera sportiva, avrò preso non più di dieci cartellini gialli. La mia è una difesa non solo personale ma rivolta a tutta la squadra: bisogna finirla di vedere sempre l’Amatori Catania come una squadra di criminali.”
Tornando invece a quella che sarà la partita di domenica contro il Piacenza (Monti Rossi, ore 14, ingresso gratuito), Garozzo ha un solo obiettivo: “domenica, in casa col Piacenza, dobbiamo assolutamente vincere, non esistono mezza misure. I quattro o cinque punti che siano, devono essere nostri. Nelle ultime due giornate, contro Verona e Alghero, abbiamo pagato la nostra scarsa concentrazione dovuta, anche, all’eccessive energie nervose spese nel derby contro il San Gregorio: da quella partita, poi, una serie di infortuni ha costretto il nostro allenatore a schierare una formazione assolutamente non ottimale con parecchie assenze in ruoli fondamentali e con molti giocatori costretti a giocare in ruoli non loro. A differenza, però, di quanto in molti affermano, quella di quest’anno non è assolutamente una stagione negativa, anzi. Non dimentichiamoci che sono tanti i giovani che quest’anno sono titolari, atleti forti e promettenti, ma che hanno ancora tanto da lavorare. Abbiamo un progetto, ovvero, quello di far crescere i ragazzi che fuoriescono dal nostro settore giovanile ma per fare questo c’è bisogno di tempo. La nostra squadra è un cantiere aperto che sta creando qualcosa di bello ed importante, disputando un campionato, quello di Serie A, competitivo e ancora assolutamente aperto. Inutile fare previsioni e fissare un obiettivo che vada oltre quello della salvezza: salviamoci prima e poi senza mettere limiti a niente cercheremo di ottenere da noi stessi il massimo che possiamo esprimere.”
