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Calcio, Cagliari-Catania (2-2): pagelle
Mar 7, 2010 - 7:07:39 PM

ANDUJAR 6. I problemi non vengono certo dalle punte avversarie, mai in grado di impensierirlo. A far male sono Lazzari e Cossu, ma sia sul missile del primo che sulla conclusione in controtempo del secondo le colpe del portiere argentino sono praticamente nulle.

POTENZA 5,5. Naturale sostituto di un Alvarez al momento insostituibile, torna titolare dopo mesi di panchina. Tale discriminante si rivela incisiva solo in parte, se è vero che nel complesso si disimpegna in maniera dignitosa e qualche volta sostiene lo sviluppo della manovra offensiva. Spartiacque tra una prestazione buona ed una costellata di affanni è però l’ingresso in campo del folletto Cossu, che non a caso si piazza proprio dalle sue parti e non nella posizione di trequartista dietro le punte. L’ex viola ne patisce rapidità e vivacità, latitando in specie sul pareggio siglato dal numero 7 sardo.

SILVESTRE 6. Il solito, senza sbavature. Stringe le maglie senza eccedere in irruenza, e controlla con esperienza e scevro da patimenti gli avversari che gli tocca marcare.

TERLIZZI 6. Per la seconda domenica consecutiva offre un buon rendimento. Pulito e preciso nei disimpegni e mai in sofferenza, contribuisce a rendere innocui Matri e Nenè. Impatta di testa da posizione favorevole su calcio d’angolo, concludendo però oltre la traversa.

CAPUANO 5,5. Il latitante smalto atletico non gli permette di proporsi con continuità. Prestazione in linea con quelle delle ultime settimane, con un paio di duelli persi troppo facilmente con il diretto avversario. Uno di questi contro Biondini è decisivo: una ferita sul lato sinistro della difesa che propizia il pareggio degli uomini di Allegri.

IZCO 7. Conferma il periodo felice, sia atletico che mentale. Molla ideale per le ripartenze rossazzure, risulta al momento l’uomo in più della mediana perché in grado di svolgere copertura e supporto offensivo con eguali quanto apprezzabili risultati. Sui suoi piedi la chance di chiudere il match, ma la traversa gliene nega la gioia.

BIAGIANTI 6. Per lunghi tratti della partita imbriglia bene la mediana avversaria, ad esclusione dei primissimi minuti e della sfuriata finale rossoblu guidata da Cossu dopo il pareggio. Imposta il gioco per come è nelle sue corde, cioè facendo prevalere la quantità alle giocate di fioretto. Difetta in lucidità in un paio di facili disimpegni e si fa ammonire.

RICCHIUTI 6. Nel complesso entra meno del necessario nelle manovre offensive. Più lo fa e più di maggior qualità si arricchisce il gioco rossazzurro, dimostrazione lampante ne è l’ultimo passaggio dettato a Maxi in occasione del momentaneo vantaggio. Insieme a Mascara è l’unico ad avere nelle proprie corde l’assist sotto porta, pertanto va sfruttato il più possibile dalla cintola in su senza dimenticare che, fino alla sistematica sostituzione (anche oggi benzina finita intorno al minuto 60), sgobba come un mediano.

LLAMA s.v. Mostra vivacità e sembra in stato di grazia. Dribbling facile e corsa, prima di un infortunio di cui al momento si disconosce la gravità.

*MARTINEZ 6,5. Disputa 90 minuti non messi in conto, causa la botta in nazionale e la panchina di inizio gara. La prestazione è comunque di alto livello, dimostrandosi imprescindibile per accelerazioni e cambi di passo in zona d’attacco. Dopo essersi procurato il rigore che vale il pareggio di Mascara, Cerca e conquista punizioni in quantità, contribuendo a diverse ammonizioni avversarie. Cerca un’intesa con Maxi Lopez non ancora del tutto registrata e, ribadisco, potenziale punto di estrema forza per questo Catania.

MASCARA 6,5. Con l’intraprendenza che lo contraddistingue guida la rimonta dopo il vantaggio sardo. E’ il reale geometra che prepara le azioni d’attacco, svariando con continuità da sinistra a destra. Freddo e preciso dagli undici metri, regala la perla dell’incontro in occasione del secondo gol: un sombrero da standing ovation in pochi centimetri di spazio, prima dello scarico sul rifinitore Ricchiuti. Partecipa meno alla manovra nella seconda frazione, quando cattiveria e buona sorte avrebbero potuto consegnare il match al Catania.

MAXI LOPEZ 6. Il rendimento odierno non si discosta da quello consueto. Spirito dedito alla lotta, qualche buona sponda ma anche un eccesso di scorrettezze sul diretto marcatore che impedisce alla squadra di alzare il baricentro in alcune occasioni. Si riscatta a meraviglia siglando un gol che, insieme a quello castiga-Lazio siglato all’Olimpico, è il manifesto del suo esser attaccante d’area: freddezza e tecnica di spessore, utili nel saltare il portiere e depositare il pallone nella porta sguarnita.

*DELVECCHIO 6. Rileva lo stanco Ricchiuti. Nella mischia con l’intento di sfruttarne freschezza ed inserimenti in area.

*MORIMOTO s.v. Scampoli al posto di Maxi al centro dell’attacco. Poco esplosivo in una situazione di uno contro uno poco distante dalla porta di Marchetti.

All. MIHAJLOVIC 5,5 Nell’economia di un voto dato all’allenatore conta in maniera notevole il risultato del campo. E la gara odierna, per le dinamiche in cui si è articolata poteva essere vinta senza patemi dell’altro mondo. Convincente il piglio iniziale, malgrado la botta castigatrice di Lazzari. Ma riassestatasi tatticamente ed anche mentalmente dalla prematura uscita di scena di Llama, la squadra ha di fatto tenuto le redini dell’incontro e lo ha ribaltato senza nemmeno sudare le proverbiali sette camicie. Situazione questa da capitalizzare nella ripresa, a maggior ragione dopo l’espulsione di Canini. Qui mi pare che probabilmente siano venuti a mancare alcuni accorgimenti. A Biagianti faceva comodo tirare il fiato e soprattutto non giocare con la paura della seconda ammonizione (timore fondato, visto che il rosso a Canini era stato incomprensibile e si poteva rischiare un riequilibrio numerico). Su fronte offensivo Maxi non sembrava così stanco da lasciare il posto a Morimoto. I se ed i ma non danno nessuna certezza, ma l’impressione è che se il tecnico serbo avesse sfoderato l’inappuntabilità di tante altre occasioni si sarebbe potuto cavare di più da questa trasferta.

Arbitro PIERPAOLI 5. Qualche incertezza disseminata qua è la nel corso del match. Priva di spiegazioni la seconda ammonizione a Canini che riduce il Cagliari in dieci uomini, così come eccessiva è l’ammonizione a Mascara. Ma il quest’ultima circostanza da censurare, ancor prima dell’arbitro, è la cecità del guardalinee che non segnala il tocco di spalla e non di braccio del fantasista catanese.