Calcio, Catania-Bari: il commento del match
Un miracolo del sacrificio
Come non essere soddisfatti per il quasi miracoloso pareggio ottenuto al "San Nicola" da un Catania falcidiato da squalifiche e infortuni, al cospetto di un avversario non straordinario ma certamente in grande forma atletica e psicologica? Di più, a mio parere trattasi di un capolavoro tattico ottenuto con grande spirito di sacrificio da parte di una squadra dalle modeste qualità tecniche ma dal cuore grande come una casa. Insomma, al di là delle bellicose dichiarazioni della vigilia (che ci stanno), non si poteva fare di più in queste condizioni. Troppi giocatori importanti fuori. Troppi. In particolare, elementi come Carboni e Capuano risultano quasi insostituibili nell'ambito del gioco etneo. Senza di loro appare difficile anche solo immaginare di abbozzare convincenti azioni d'attacco. E, infatti, oggi i rossazzurri non hanno fatto un tiro uno nello specchio della porta, affacciandosi raramente dalle parti di Gillet. E giustamente, anche, perché rischiare non avrebbe avuto alcun senso. Meglio prendersi un buon punto, alimentare la striscia positiva (quattro pareggi consecutivi) e presentarsi, dopo la sosta, alla partita interna con il Cagliari nelle migliori condizioni psicologiche possibili. E con qualche giocatore importante in più all'interno del rettangolo verde... Mi sento di fare solo un plauso a tutti i giocatori andati in campo; in particolare ai due esterni bassi, Bellusci e Marchese, capaci di reggere la botta contro i migliori degli avversari, Alvarez e Rivas. Commovente il laterale mancino nisseno, in non straordinarie condizioni di forma, ma grintoso, attento e sempre "sul pezzo"; addirittura entusiasmante Bellusci, il più positivo dei suoi, straripante dal punto di vista atletico, quasi mai in difficoltà su Alvarez e talora propositivo in avanti.
Atzori ineccepibile
Con la situazione d'emergenza in cui si trovava, il tecnico etneo non poteva fare altro che quello che ha fatto, articolando un 4-4-1-1 adatto a contenere il Bari sugli esterni, chiedendo a Mascara e Llama il sacrificio nei raddoppi. Questa volta Topolinik non può lamentarsi, perché alternative non ce n'erano. Doveva fare quello che ha fatto, peraltro bene. Chiaramente, questo non può essere il suo ruolo; dalla prossima gara dovrà tornare, e di corsa, in attacco... Il Catania ha svolto al meglio il canovaccio tattico strutturato da Atzori, grazie anche alla buona partita in fase di contenimento giocata dai due mediani Izco e Biagianti, pronti a pressare alto su Gazzi e Donati, spegnendo sostanzialmente sul nascere le fonti del gioco barese. Così, con un centrocampo ben posizionato in fase di contenimento, il Catania ha concesso poco all'avversario, peraltro più o meno dello stesso livello (i pugliesi lotteranno insieme agli etnei fino al termine del campionato al fine di cercare di evitare la retrocessione). Conseguentemente, poco ha potuto fare in attacco, per lo più affidandosi a lanci lunghi assolutamente inadatti alla tipologia di attacco in campo (Morimoto-Ricchiuti) e al tipo di coppia centrale avversaria (Ranocchia-Bonucci, inappuntabili nel gioco aereo) o a sporadiche ripartenze condotte con il supporto di pochi uomini, per non sbilanciarsi troppo. In questo ambito, le occasioni potevano giungere solo da errori individuali. Ne sono state confezionate due, entrambe dal Bari. La prima, al 28', in virtù di un clamoroso errore in disimpegno di Andujar che consegna palla a Kutuzov, sciagurato a sparare sul palo da posizione invidiabile; la seconda a seguito di un mancato anticipo su Meggiorini di Silvestre che ha consentito al subentrato attaccante di casa di presentarsi solissimo davanti ad Andujar, questa volta miracoloso in uscita. Pronto riscatto per il portere della Nazionale argentina, il quale mi sembra ancora nella fase di acclimatamento nel nostro calcio. Deve capire al più presto che si trova nel Catania e non nell'Estudiantes, nelle zone basse della classifica e non nella finale di Libertadores...
Paradosso Llama
L'argentino ha giocato, dal punto di vista della quantità, la sua miglior partita in rossazzurro. Tante le palle "maneggiate", tante le incursioni, pure qualche tiro dalla distanza. Un solo problema: non ha azzeccato un cross uno. Qualitativamente un disastro. Un incredibile paradosso. Peccato, perché questa sua attitudine alla percussione poteva essere sfruttata meglio, magari indirizzando qualche tirettino in più verso la porta avversaria. Llama deve migliorare, e tanto, in fatto di incisività giacché un giocatore come lui, con le sue caratteristiche, deve giocoforza risultare decisivo in fase di assist. Ancora siamo rimasti al cross vincente per la testa di Martinez in un Catania-Palermo di un anno fa...
Contro il Cagliari serve solo vincere
Il punto conquistato oggi, a mio avviso, è fondamentale. Servirà ad approcciare nel modo più consono la gara del "Massimino" contro il Cagliari dopo la sosta. Una sosta che avrà un valore terapeutico essenziale, in quanto sarà utile per recuperare gli acciaccati. E non dimentichiamo che Pablito Ledesma oggi ha assaggiato la panchina. Chissa se... Quella di Allegri non è certamente una formazione facile da affrontare, piena di elementi di valore come l'ex Jeda; prova ne siano i risultati delle ultime partite. Ma questa volta non ci si potrà accontentare, bisognerà vincere per non rimanere troppo attardati in classifica. Una gara "bivio", insomma. C'è tempo per prepararla nel migliore dei modi. L'imperativo, per l'ambiente, è lasciare tranquilli questi ragazzi e questo allenatore che, sul campo, stanno dando ampie prove di attaccamento alla maglia. Meritano solo rispetto. Let's go, Liotru, let's go!!!
