(Siciliatoday.net)

Calcio, Catania-Cesena (2-0): pagelle

ANDUJAR 6. Serata decisamente tranquilla per l’argentino. Corre rischi con il contagocce e ad impensierirlo è solo una conclusione di Malonga nel finale, simile a quella ravvicinata di Seedorf sabato a S.Siro. Ma meno potente ed ancor più facile da neutralizzare. Per il resto ordinaria amministrazione.

POTENZA 7. Prestazione convincente. Dopo Ronaldinho deve domare Giaccherini, avversario meno blasonato ma di certo molto più rapido ed imprevedibile. Ci riesce bene, mostrando un solo calo d’attenzione ad inizio ripresa quando è tutta la squadra a rientrare in campo in maniera fin troppo soft. Stasera è piaciuta l’interpretazione del ruolo anche in fase propositiva. Ha corso e si è proposto molto, specie nel primo tempo scambiandosi il binario di destra con Gomez. Probabile che al momento offra quel quid in più rispetto ad Alvarez in termini di concentrazione.

SILVESTRE 7. Una certezza che riserva sempre meno eccezioni. Altra gara intrisa di personalità, prontezza e reattività. Obiettivamente ha raggiunto da tempi il top dell’intesa con Spolli. Affidabilità ad alti livelli e grande merito per aver sbloccato con una precisa capocciata una partita da quel momento in discesa. Se si escludono le poche big (quelle vere) di questo campionato, non è facile trovare un centrale difensivo della sua continuità di rendimento, affidabilità ed esperienza di anno in anno sempre più corposa.

SPOLLI 6.5. La previsione che stasera Bogdani sarebbe tornato alla sua dimensione di normale centravanti e nulla più si è rivelata giusta. Nicolas e Mati si sono alternati nella marcatura dell’albanese lasciandogli meno che le briciole. Sicuro e possente come al solito, si addormenta solo su un cross nel finale da sinistra, facendo scorrere una sfera che per miracolo non trova il tap in vincente. Ingenuo nel commettere fallo da dietro a centrocampo, con conseguente evitabilissimo giallo.

CAPUANO 6. Con ancora in corpo la sbronza post miracolo al Meazza gioca una partita di estrema efficacia difensiva. Soffre un po’ in quando la squadra si schiaccia troppo e Schelotto gioca le insidiose carte della rapidità. Ma nel complesso resiste più che bene, limita le proiezioni offensive ma si guadagna una abbondante sufficienza.

CARBONI 7,5. Prestazione sensazionale del Vichingo. Sono stato personalmente infastidito dalle ottuse critiche che negli ultimi mesi gli sono state riservate. Ingiuste verso chi ha sempre dato il mazzo per questa squadra. E dopo la buona prova di Milano stasera ha migliorato ancora più sé stesso, risultando con Ledesma il migliore dei 22 in campo. Copertura su tutta la linea mediana, estrema lucidità fino all’ultimo minuto, preziosissimo tatticamente quanto intelligente nel piazzarsi là dove sa arriverà il pallone. Stoico finale col turbante.

LEDESMA 7,5. Ecco il match che il popolo rossazzurro aspettava da un anno e mezzo. Quello della rinascita di Pablito. Rapido, senza fronzoli, dotato di corsa e contrasti duri quasi tutti vincenti. E soprattutto propositivo nel verticalizzare. Non più solo timide giocate all’indietro o orizzontali. Spesso grazie alle sue aperture il gioco rossazzurro arieggia come da tempo non riusciva a fare. Il tocco a liberare Maxi per il 2-0 è sintomo di grande intelligenza e lucidità. Ben tornato Pablito.

BIAGIANTI 6 Nel giorno della duecentesima da professionista si guadagna la pagnotta, senza fare cose eccelse. Il ruolo di mezzala lo restituisce a competenze non propriamente sua, ma nella quali spesso e volentieri si adatta praticamente dalla sua prima vestizione in rossazzurro. E’ anche merito suo se Appiah e Parolo, i due interni ospiti, non diventano mai pericolosi. Un’eccessiva irruenza gli costa l’ammonizione. Limita fin troppo, e non è una novità, gli inserimenti senza palla.

GOMEZ 7. Prima da titolare attesa da un intero popolo, desideroso di ammirare il suo nuovo gioiello. Ha le caratteristiche da ala pura, incredibile soprattutto nel primo scatto dopo aver controllato il pallone. Un scheggia palla al piede che dopo pochi minuti taglia in due la difesa bianconera convergendo al centro sfiora un gol, che avrebbe messo a dura prova le fondamenta del Massimino. Generoso quanto utile in copertura sul pericolo Giaccherini.

MASCARA 7. Quanta sostanza, quanta corsa dietro palla ed avversari. Risulterò noioso e me ne scuso, ma è impossibile sottolineare il sacrificio di questa bandiera autentica. Nel primo tempo è pimpante anche in fase d’attacco. Sua la pennellata depositata sulla testa di Silvestre per il vantaggio rossazzurro. Un duetto con Maxi nella ripresa concluso con un destro morbido a giro meritava miglior fortuna.

MAXI LOPEZ 6,5. Il gesto subito dopo l’agognata rete, a scrollarsi di dosso il peso di critiche fuori luogo e sfortune spiega tutto: Maxi si è liberato ed è guarito con l’unica medicina che poteva tornargli utile. Si è sbloccato anche lui nel giorno della rinascita di diversi bomber, da Milito a Gilardino passando per Ibra. Maxi non voleva mancare. Prima e dopo il gol tanto lavoro per la squadra, sponde precise scaricate sugli esterni e pressing sul portatore. La partita con il Milan era stato un segnale inequivocabile, stava per tornare. Ora che è più mobile, che le gambe girano sempre meglio e che il supporto di rifinitori esterni e per vien centrali inizia a lievitare sembra molto probabile che la Galina possa tornare a comparire sul tabellino dei marcatori spesso e volentieri. Non è un augurio, ma una certezza.

*ALVAREZ 6. Poco ed esclusivo lavoro di contenimento, al posto di Capuano nella fascia che non è di sua competenza normalmente.

*IZCO 6. Dentro al posto di Gomez per garantire più lucidità e freschezza in coperture e ripartenze.
*ANTENUCCI s.v. Scampoli al posto di Mascara largo a sinistra, con un paio di accelerazioni a tenere lontana la palla da brutte sorprese. E’tonico e si vede anche nei soli 7 minuti che trascorre in campo.

All. GIAMPAOLO 7. Sarebbe interessante trovarsi stasera faccia a faccia con la pattuglia, difficilmente quantificabile, che dopo due e dico due partite aveva vessato questo tecnico con le solite manfrine di bassa lega. Dalla mediocrità innegabile della prestazione vincente contro il Parma si è repentinamente passati ad una squadra enormemente più organizzata ed ordinata in campo, con una precisa impostazione tattica e che di giornata in giornata palesa miglioramenti in fatto di tenuta atletica con margini di miglioramento. La difficoltà anticipata del match di oggi si è rivelata tutta sul campo, al cospetto di una squadra cortissima e pronta con tre passaggi a catapultarsi dalle parti di Andujar. Servivano grande attenzione e pazienza. Il Catania le ha avute entrambe. E laddove le maglie ospiti si stringevano fin troppo per le trame palla a terra, si èriusciti a passare con un’arma invocata proprio da Giampaolo alla vigilia, la palla inattiva. Una mediana tonica e reattiva, in cui Ledesma ha usufruito del riposo di cui ha goduto a Milano per sfoderare la miglior prova da un anno e mezzo ad oggi. Perché è stata con la superiorità a centrocampo che oggi si è vinta la partita. E’ certo che nel modulo quanto spesso nell’atteggiamento questa squadra ha ancora tanto della passata stagione. Meglio così, perché è grazie a quel preziosissimo patrimonio che oggi l’ex tecnico di Ascoli, Cagliari e Siena sta potendo costruire mattone dopo mattone il suo progetto tattico e tecnico. Intanto ci si è riappropriati di Maxi tornato al gol. Intanto si è trovati in Ledesma un nuovo fondamentale nuovo acquisto. Intanto si può continuare a contare su una solidità difensiva rimasta immutata ad un anno fa. Per incominciare, poi il resto si dovrà ancora vedere…avanti con fiducia.

Arbitro DE MARCO 6-. Due ammonizioni da protagonista quelle su Biagianti e soprattutto Maxi Lopez. Ceccarelli viene ammonito solo alla quarta scorrettezza. Plauso al guardalinee sul gol di Maxi, che a primo impatto faceva pensare ad un vistoso fuorigioco erroneamente non segnalato. Obiettivamente però mi sembra davvero poco per potersi lamentare del suo operato. Visto quello che hanno combinato i suoi colleghi

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