Gomez, uno dei migliori contro la Fiorentina (calciocatania.com)

Calcio, Catania-Fiorentina (0-0): pagelle

ANDUJAR 6. Apre il conto con Mutu e chiude in suo favore la pratica dopo pochi minuti. Il tempo di guizzare su un’insidiosa girata di testa e controllare in due tempi un destro dal limite, sempre del rumeno. Così si guadagna la pagnotta, perché per il resto gli tocca fare lo spettatore.

POTENZA 5,5. Finchè il diretto avversario, Santana, ha benzina nel serbatoio, lui lo soffre. Passa più tempo ad inseguire che a chiudere i varchi con autorità. Poco lucido quelle poche volte che si propone oltre la propria metà campo, riuscendo ad aiutare poco e niente Gomez sullo stesso binario di competenza. A suo merito il fatto di dare comunque sempre tutto, in una prestazione globale dove luci ed ombre stentano ad equilibrarsi.

SILVESTRE 6. Non vengono meno le garanzie che è solito dare. Solido e concentrato, col partner di reparto annulla di fatto un cliente scomodo come Gilardino. Anche il pericolo Mutu, inizialmente pimpante, viene alla fine domato e tenuto a debita distanza da dove poter fare danni. Quando i ritmi della squadra, lunga e sfilacciata a dismisura, scendono vertiginosamente a lui tocca spesso l’ingrato compito di dover impostare da dietro. E quello quasi sempre la spia inequivocabile delle difficoltà di manovra del Catania…

SPOLLI 6. Come spesso accade suddivide la bontà della prestazione ed i meriti col compagno Silvestre. Attento, arcigno e con pochi fronzoli su Gilardino reso innocuo, compie un intervento provvidenziale quanto spettacolare in scivolata su Mutu lanciato a rete nel primo tempo. Tutto bene fino al rovinoso contrasto col centravanti viola, che lo obbliga ad un’uscita anzitempo forzata.

CAPUANO 6. La sua gara dura un tempo, finchè nell’effettuare un cross si fa male e rilevato da Alvarez. Fino a quel momento si limita sufficientemente all’attenzione difensiva, riuscendo a limitare Marchionni. Qualche volta viene avanti ma senza trovare gloria.

BIAGIANTI 6. Nei primi minuti l’uomo a cui dovrebbe francobollarsi, Mutu, si rende fin troppo insidioso. Poi prende le misure e non soffre, trovando una buona dose di contrasti vinti e chiusure vincenti. Poco accompagnato quando tenta di accelerare le ripartenze, pare rimanere qualche volta imbrigliato tra le maglie dello stesso centrocampo rossazzurro, stasera tutto fuorchè agile ed elastico. Senza infamia e senza lode, comunque gioca dignitosamente contro la squadra della sua città.

IZCO 5,5. Mezzo punto in più solo perché chiude in crescendo, con grinta e corsa, una prestazione nel complesso largamente insufficiente. Troppo fugaci quegli sprazzi del miglior Mariano, per 80 minuti nascosto tra le pieghe di un mediano confuso e poco lucido anche nelle giocate più semplici. Errate quasi tutte le ripartenze provate, errati gli appoggi in profondità, quasi mai con l’intenzione di effettuare quel dai e vai che tanto male ha fatto un anno fa a diverse compagini avversarie. Al di là di una condizione fisico-mentale magari ancora da ottimizzare, bisogna vedere anche quanto queste prestazioni non certo da urlo sia figlie di determinati dettami tattici che gli si chiede di mettere in pratica…

GOMEZ 6+. Tutto o quasi ciò che di imprevedibile e rapido possono combinare i rossazzurri poggia sul suo metro e sessantaquattro centimetri. Nel corso dei 90 minuti parte largo a destra per poi accentrarsi progressivamente. Incredibile ma vero, il pericolo più grande lo porta a Frey di testa, spizzando sul primo palo un corner di Mascara con palla di poco alta. Mette spesso in difficoltà Pasqual, ma anche le sue accelerazioni se non assistite da un moto propositivo collettivo finiscono per diventare sterili prediche nel deserto…

RICCHIUTI 5,5. Da fantasista puro dietro Antenucci e per la prima volta insieme a Gomez dall’inizio non gioca un match memorabile. Meno ficcante del solito, si inserisce poco senza palla e sono poche anche le volte che riesce col suo movimento a farsi dar palla con qualche metro libero per avanzare o suggerire. Gli capita una occasione quasi uguale a quella di Genova al 90esimo sette giorni fa, ma la spreca praticamente allo stesso modo, tergiversando nella conclusione. Visti anche i due cambi obbligati per Giampaolo gioca, forse per la prima volta da quando è a Catania, una partita intera. Logico un secondo tempo estremamente ad intermittenza.

MASCARA 6-. Rischia di purgare i viola al pronti via come l’anno passato, ma che non sia serata lo preannuncia l’incrocio pieno che centra con una magistrale punizione a giro: Frey era lì che contemplava. Poi gli arcinoti ripiegamenti, i tentativi di ripartenza, qualche buon cambio di gioco ma ben poco che si annoveri alla voce “pericolo per l’avversario”. Stremato, stavolta Giampaolo gli risparmia gli ultimi 10 minuti…

ANTENUCCI 6+. Conferma l’impressione data nei diversi sprazzi di gara disputati finora: sta bene. E’ guizzante, sa lottare e fare a sportellate anche con chi è più grosso di lui avendo spesso pure la meglio. Quando gli viene dato il giusto supporto crea apprensione alla difesa ospite. Un paio di volte nel primo tempo perde quel millisecondo necessario per battere a rete con probabile profitto. Porta la sua firma, quasi allo scadere e imbeccato da Gomez, l’unica conclusione su azione verticalizzata dell’intero match.

*ALVAREZ 6. Un infortunio di Capuano lo catapulta in campo per metà partita. E sfrutta l’occasione dimostrando di non essere poi così in ritardo di condizione, smentendo la prestazione negativa di mercoledì sera in Coppa Italia. Arcigno e curo come ai vecchi tempi su Marchionni prima e Cerci nel finale.

*BELLUSCI 5,5. Al centro della difesa per metà secondo tempo al posto dell’infortunato Spolli. Ma denota poca sicurezza ed un pizzico di indecisione più d’una volta.

*LLAMA sv. Scampoli sull’out sinistro al posto di Mascara.

All. GIAMPAOLO 5,5. Il silenzio stampa settimanale si sperava francamente portasse frutti un po’ più gustosi. E invece nella gara che sanciva il ritorno dell’apprezzato ex Mihajlovic al Massimino, il Catania guidato dal tecnico svizzero ha lasciato intravedere quelli che un collega pochi giorni fa ha felicemente ribattezzato “i soliti sospetti”. Vale a dire certi aspetti lacunosi che col passare delle domeniche stanno diventando cronici nella compagine etnea. In primis l’atteggiamento. Francamente oggi mi è sembrato di vedere una squadra senza il coltello tra i denti, ancora alla ricerca di quella cattiveria agonistica capace ancorchè necessaria per farti saltare addosso all’avversario, tambureggiarlo e colpirlo al corpo fino a mandarlo ko. E così, salvo mortiferi errori che stavolta non ci sono stati, la retroguardia si è confermata reparto comunque solido ed affidabile. Ma dalla mediana in su (che oggi ha pagato carissima l’inferiorità numerica a favore degli ospiti) si ha sempre l’idea che il costrutto per far male all’avversario sia dettato più che altro da impeti individuali. E questi ultimi, venendo a mancare coralità di manovra, finiscono per diventare vane prediche nel deserto. Un atteggiamento che il più delle volte osa poco, che punta a non prenderle piuttosto che a darle, e che sul campo si traduce con un baricentro di squadra eccessivamente basso, non permette quasi mai se non a sporadiche folate di alzare i ritmi, di mettere l’avversario alle corde con attacchi tambureggianti che prima o poi lo faranno cadere al tappeto. Volgarmente voglio dire che, non sempre ma più di qualche volta, mancano i presupposti per andare a fare gol. L’aspetto più preoccupante è che il cammino di crescita di questa squadra pare essersi interrotto bruscamente da qualche domenica, con prestazioni più o meno simili e con risultati che sono oscillati inequivocabilmente tra il pareggio e la sconfitta. Detto questo, non si può dimenticare che oggi due cambi su tre sono stati forzati da infortuni. Non si vede dimenticare nemmeno che, forse prestando l’orecchio a qualche benevola critica o forse no, il mister ha inserito dal 1’ i folletti Ricchiuti e Gomez, che con Mascara ed Antenucci fanno almeno sulla carta n° 4 giocatori offensivi. Non mi pare si siano viste cose funamboliche, né da loro né dal resto della squadra. Ciò per far capire che allo stato attuale equilibrare le critiche e prendersi un pezzetto di responsabilità ciascuno è la cosa più intelligente da fare, così da non offrire alibi a nessuno e dare tutti un di più di quanto dato finora.

Arbitro RIZZOLI 6-. Gioco all’inglese non sempre interpretato come tale. Qualche fischio e qualche cartellino risparmiati, ma nulla di compromettente e nel complesso accettabile.


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