Calcio, Catania-Forentina (1-0): pagelle

ANDUJAR 7. Oggi almeno tre interventi salva-risultato. Due da distanza ravvcinatissima nel primo tempo, uno sull’ultimo sussulto di gara, con Jovetic si vede negare la gioia del gol da una splendida smanacciata sopra la traversa. Poi tante e puntuali uscite in presa alta. Uno degli inqquivocabili segnali di grande serenità mentale. Bisogna ammettere che la solidità difensiva, ottimizzata di settimana in settimana, è in buona parte merito della sicurezza che l’argentino è da tempo capace di offrire.

AUGUSTYN 6. La recente condizione di jolly difensivo in cui si trova lo dirotta terzino destro, vista l’indisponibilità di Alvarez. Quarto ruolo stagionale, e dire che deve penare non poco soprattutto su avversario onestamente fortissimo come Jovetic. Stenta a prendere le misure, e dopo il ko di Capuano passa sinistra. Passa un po’ prima che riesca a prendere le misure a Santana, e diverse volte lo salvano i ripieghi prodigiosi di Mascara. Ma nel complesso è apprezzabile lo spirito di sacrificio e abnegazione.

SILVESTRE 6,5. Gioca una partita perfetta, esente da distrazioni e con un paio di spettacolari chiusure basse. Col compagno di reparto Terlizzi si scambia, con buoni risultati, la marcatura di Gilardino: morsa stretta e bomber viola imprigionato. Qualche apprensione la crea il baby Babacar, specie di testa.

TERLIZZI 6,5. Per lui vale tutto quello che è stato scritto per Silvestre. Buona gara, sempre presente nel gioco aereo, mai irruento negli interventi.

CAPUANO s.v. Già in dubbio alla vigilia, si tira fuori dopo pochi minuti per infortunio.

BIAGIANTI 7. Prosegue nella striscia di prestazioni sopra la sufficienza. Presentissimo in mediana (dove oggi c’era da sgobbare e non poco), quanto in veste di difensore aggiunto quando l’avversario sfondava sugli esterni. Il tipo di partita tutta cuore, difesa e ripartenze ne esalta le doti di tamponatore e al contempo molla per le transizioni offensive. Non è un caso che Jovetic riesca quasi sempre a sfondare, tranne quando capiti proprio dalle sue parti. L’ingresso di Carboni ne sposta leggermente il raggio d’azione, ma con identici risultati.

IZCO 6,5 Un pizzico meno esplosivo del solito, assolutamente non per demerito ma per bravura d’altri. La Viola ci schiaccia per quasi una partita intera e lui deve passarla quasi tutta a coprire e rincorrere avversari e pallone. Logico che perda un po’ di lucidità nei momenti in cui di solito riesce a creare importanti break per l’intera squadra e farla allungare. Comunque encomiabile per l’impegno, ha l’enorme merito di mettere sulla testa di Mascara il pallone per il gol-lampo, poi decisivo. Deliziosi un paio di scambi nello stretto con Martinez nella prima frazione.

RICCHIUTI 6. Il centrocampo era stasera più di tutti il reparto chiave del match, senza uomini di sostanza poteva sprofondare tutta la compagine. E lui, che di sostanza non lo era ma è diventato, non si tira indietro e sgobba da matti. Sua la percussione centrale apripista alla rete di Topolinik, sue le giocate su cui si poggiano le ripartenze rossazzurre. Si spegne progressivamente come da copione, ed esce rilevato da Carboni.

MARTINEZ 6. Dopo una serie incredibile di prestazioni da urlo, torna sulla terra. Fà il suo, evitando di far spellare le mani sugli spalti. Non trova insomma le giocate di cui è specialista, ma in compenso ripiega e gioca per la squadra. Rispetto al consueto inverte la rotta: brillate ed esplosivo in avvio, progressivamente meno rapido e lucido, ma ci sta ampiamente.

MASCARA 8. Strepitoso. E’ ovunque. Fà la punta, segna quando molti non hanno ancora fatto in tempo a prendere posto sugli spalti con grande opportunismo e senso della posizione in area. Si prodiga come nessuno nei ripiegamenti, sbucando spesso dal nulla a risolvere situazioni complicatissime. Oggi ha davvero giocato per due. Autentica anima della squadra e, senza offese per nessuno, modello d’attaccamento alla città per l’intera Catania sportiva, non solo calcistica. Da oggi è il miglior cannoniere (30 gol) di sempre del Catania in serie A, superando Prenna : giù il cappello.

MAXI LOPEZ 7. Nella partita in cui non va in rete, offre forse la miglior prestazione in termini di sostegno alla manovra. Protezioni di palla spalle alla porta, sponde, mantenimento della sfera negli spazi stretti. Un cliente durissimo per l’intera retroguardia viola. Mi è sembrato ancora più presente ed attivo delle altre volte, con molti più palloni toccati e forse nessuna giocata sbagliata. Avrebbe l’occasione per il gol, ma conclude debolmente un contropiede in tandem con Martinez. La prima finalizzazione mancata dal suo arrivo a Catania.

*BELLUSCI 6. Vale quanto detto per Augustyn. Sbalzato in campo
dopo mesi di panchina non trova certo in Jovetic un avversario morbido. Perde qualche duello, ma nel complesso l’esposività fisica di cui è dotato lo aiuta a cavarsela.

* CARBONI 6. Rileva Ricchiuti, dando un importante contributo in termini di corsa e cattiveria agonistica. Spirito gladiatorio, in perfetta simbiosi col tema della gara.

* DELVECCHIO s.v. Altra manciata di minuti al poso di un esausto Biagianti, per tamponare e far respirare la la squadra in preda agli asfissianti attacchi avversari.

All. MIHAJLOVIC 8. Meriti a fiumi per Miha. Con qualche defezione dell’ultimo minuto (Alvarez) ed una in corso d’opera (Capuano) riesce comunque mettere sul tavolo un undici altamente competitivo e con la testa ad un unico obiettivo: la vittoria. E’ probabilmente il successo che meglio incarna la gestione del tecnico serbo. Pur con qualche punta si spettacolo, l’anima del suo Catania è certamente un’altra: operaia, battagliera e cazzuta, nella piena consapevolezza delle proprie forze. Si è anche sottolineato a buon diritto come quella buona sorte tanto quanto vanamente invocata nella prima fase di stagione, abbia più d’una volta deciso di albergare in zone rossazzurre. Ma anche quella Miha se l’è cercata, azzeccando quasi sempre le mosse, dai titolari, alle sostituzioni. E soprattutto l’approccio mentale da riversare sul campo. Anche oggi una partenza a mille, con l’obiettivo di far gol e gestire le avanzate di un avversario che credo sia stato il migliore visto, fino a questo punto della stagione, qui a Catania. E questo lo puoi prima progettare e poi realizzare solo se sai d’avere una squadra con certi mezzi, quei mezzi che Miha ha trasmesso in pieno.

Arbitro GERVASONI 5,5. Si è capito che mi piace quando gli arbitri lasciano correre. Gioco più scorrevole e divertente, meglio ancora se il metro di giudizio viene coerentemente applicato durante tutta la partita. E questo lo fa. Le uniche cose che non si capiscono sono due: come faccia a non prendere provvedimenti sull’entrataccia di Felipe ai danni di Martinez da tergo, e per qual motivo non sospenda subito il gioco (ma dando un’inutile regola del vantaggio al Catania a 70 metri dalla porta avversaria) dopo il violentissimo scontro Gilardino-Andujar, costato l’uscita in barella alla punta della nazionale.

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