Calcio, Catania-Milan: le pagelle
ANDUJAR 4. Ha un ruolo delicato, e si sa. Un minimo errore può condizionare un’intero match e purtroppo è quello che accade al 90esimo, con l’argentino protagonista in negativo. Il maldestro tentativo di parata su Huntelaar costa tantissimo. Trafitto con l’unico tentativo nello specchio degli avversari. Non è la prima volta, ma di certo è quella che brucia più delle altre.
BELLUSCI 6. Gioca da terzino destro ed interpreta il ruolo come meglio non potrebbe, considerando il fatto che è un centrale naturale. Sa che con Ronaldinho deve necessariamente rischiare gli anticipi e non farsi puntare; lo fa quasi sempre in maniera egregia, mostrando ottima prestanza fisica ed anche buona corsa. Capita un paio di volte che venga preso d’infilata, ma l’interpretazione del ruolo e della partita sono ineccepibili.
SILVESTRE 6. Solido e concentrato per 90 minuti. Uno zero nella casella sbavature, non concede mai un tiro facile agli avversari. Con esperienza argina bene gli attacchi rossoneri, si tiene ben lontano da interventi irruenti ed ingenui. Con Spolli scambia la marcatura di Borriello ottenendo sempre risultati apprezzabili.
SPOLLI 6,5. Un’altra prestazione di buon livello per il centrale argentino. Fa valere forza fisica ed esperienza in ogni frangente, molto vicino ad annullare Borriello e difficilmente superabile sulle palle alte. Mai in affanno, dà l’impressione d’avere la personalità di un leader silenzioso.
ALVAREZ 6. Tenere a bada Pato è compito arduo, per alcuni proibitivo. Il terzino sudamericano, per la verità, mostra qualche affanno nei primi 25 minuti, sorpreso da lunghi lanci indirizzati verso l’attaccante rossonero. Spesso in inferiorità per le sovrapposizioni di Abate, riesce a cavarsela con grinta e volontà. Dopo lo sbandamento iniziale, anche lui riduce al minimo le sbavature.
BIAGIANTI 6,5. Moto perpetuo, corsa continua a tamponare i palleggiatori avversari e qualche, seppur timido, tentativo di proposizione in avanti. La mezzala toscana conclude l’ennesima partita in crescendo, in una gara quasi tutta sulla difensiva che avrebbe stremato chiunque. Al momento è forse, tra gli uomini della mediana, quello che mostra più gamba e lucidità.
CARBONI 6. Non si discosta molto dalle solite prestazioni. Trascorre novanta minuti a ringhiare sull’estenuante possesso palla avversario, sbaglia pochi appoggi e solo una volta viene realmente preso in mezzo in velocità. Resta il solito inamovibile punto fermo della mediana rossazzurra.
LLAMA 5,5. Qualche piccolo segnale di cedimento si era intravisto a Palermo, e stasera si è confermato. Non tanto in termini di corsa e voglia di proporsi, quanto in lucidità ed incisività nella manovra. Di conseguenza gli manca la destrezza sufficiente nel saltar l’uomo e crossare in mezzo. Probabilmente avrebbe bisogno di rifiatare un po’.
MASCARA 6. Comincia da sostegno a Morimoto, ma in realtà rappresenta la quarta pedina di centrocampo e più arretrato rispetto a Martinez. Interpreta la solita gara di enorme sacrificio, impazzando a tutto campo a pressare, prender palla e conquistare qualche punizione da scodellare in mezzo. A metà ripresa si piazza come esterno sinistro di centrocampo, dando più manforte ad Alvarez che alle sporadiche sortite offensive.
MARTINEZ 6. Il compito è quello di star vicino a Morimoto e disturbare col pressing ad inizio di manovra rossonera. La giocata a sorpresa non arriva, in compenso non sottrae sacrificio e qualche isolata folata in avanti. Conclude da prima punta quando esce il giapponese, ma lottare da solo contro Nesta e Thiago Silva non è per nulla facile.
MORIMOTO 6. Solita partita, dove non si esclude mai dalla lotta e dal provare a punzecchiare i due giganti di difesa avversari. Se non fa nemmeno un tiro in porta non è colpa sua, considerata l’assenza pressoché totale di compagni di reparto e di palloni invitanti. Prova ad allungare la squadra nelle poche sortite d’attacco.
*IZCO 6. Entra per restituire fiato e freschezza alla squadra, nella previsione di un forcing rossonero finale.
*RICCHIUTI 5,5 Prova a dare imprevedibilità ad un reparto stanco e poco produttivo, ma con risultati piuttosto poveri. Alla fine saranno solo un paio i palloni toccati. Forse un po’ arrugginito dalle ultime panchine.
*POTENZA s.v. Dentro nel finale, in risposta ai 4 attaccanti avversari.
All. ATZORI 6. Al termine della gara ci troviamo ad imbastire discorsi pressoché simili ad altri già fatti. Dove cominciano i limiti di Atzori e dove quelli di una rosa dalla quale, francamente, pare difficile ricavare molto di più? Difficile stasera rimproverare qualcosa al tecnico, e con tutta la buona intezione di non volersi mai appellare al singolo episodio, bisogna dire che senza “l’imbarcata” finale di Andujar, staremmo a commentare un pareggio contro una delle squadre più in forma e con organico da Champions. Limitare questo Milan, ridurre quasi totalmente un tridente atomico come quello rossonero era arduo,ed i ragazzi di Atzori c’erano riusciti in maniera egregia sino al 90esimo. Rimproverare di non aver osato, sinceramente ci pare inesatto. Il 4-3-2-1 non è certo un modulo da trincea, anche se per lunghi tratti non si è riusciti ad uscire dalla metà campo. Ma si deve sempre tener conto del livello nettamente superiore degli avversari, dando il giusto peso alle parole spese in settimana, che annunciavano un Catania combattivo e spregiudicato. Non si sono visti assalti all’arma bianca, è vero, ma ribadiamo che i valori in campo avrebbero comunque suggerito enorme prudenza. Nulla pare imputabile oggi a chi è sceso in campo ed ha dato tutto. Poco è imputabile a chi li ha guidati dalla panchina, perché alcune tanto rischieste sostituzioni in corso, poi non effettuate (Ledesma), non ci sembra avessero potuto cambiare il volto della gara.
Arbitro BRIGHI 5. Il match non è mai stato duro, difficile o ad alta tensione. Ma non ha convinto in pieno la direzione di gara, a momenti sfuggita di mano. In particolar modo diversi cartellini sono stati sventolati utilizzando metri di giudizio non proprio equi.
