Calcio, Catania-Napoli 0-0: il commento del match
Impegno 10 e lode
A una squadra che gioca come il Catania oggi, cosa vorresti rimproverare? A un allenatore che, limitato da assenze importantissime, mette in campo una squadra così "tosta", cosa vorresti imputare? Facciamo un po' mente locale. Il Catania ha affrontato una delle squadre più in forma del campionato, in serata a dire il vero assai "grigia" (ma più per meriti rossazzurri che per colpe proprie), schierando contemporaneamente dal primo minuto cinque ipotetiche "riserve": Bellusci, Terlizzi, Alvarez, Izco, Llama. Eppure, si è vista una sola squadra in campo per tutti i 90'. Solo una volta Lavezzi si è presentato davanti a un monumentale Andujar (convincente in maniera completa), a seguito di un grave errore difensivo di Potenza. Di contro, ben quattro volte il Catania ha fallito la facilissima rete davanti al bravo De Sanctis, fallendo clamorosamente le conclusioni con Mascara e Morimoto. Incredibili, soprattutto, assolutamente incredibili le due reti "mangiate" dal giovane nipponico, dimostratosi assai poco "freddo" davanti alla porta napoletana. Nella posizione di classifica e nel momento vissuti dai rossazzurri non ce lo si può permettere in alcun modo. Solo questo è mancato al Catania. Può sembrare poco, ma nel calcio è tutto. Il pareggio, quindi, risulta bugiardo, perché gli etnei avrebbero ampiamente meritato la vittoria, obiettivamente. Tuttavia, nel calcio contano i risultati e se pareggi in casa e perdi in trasferta irrimediabilmente retrocedi. Allo stato attuale, il Catania rimane in fondo alla classifica con 8 punti dopo 12 gare, penultimo in attesa del risultato del Siena (di scena a Genova contro i rossoblù di Gasperini). Una situazione sempre delicatissima che deve essere analizzata nel modo più articolato e completo possibile, al fine di non sbagliare la mossa decisiva. E questo è sicuramente il momento cruciale del campionato rossazzurro. Se si sbagliasse adesso, il baratro in modo ineluttabile si aprirebbe sotto i piedi degli uomini capitanati dal presidente Pulvirenti.
Modulo azzeccato
Tanto questo 3-5-2 non aveva convinto e condotto a risultati apprezzabili a Firenze, quanto stasera lo stesso schieramento tattico ha mostrato di funzionare in modo rilevante. Bravo Atzori a chiudere la fascia destra napoletana con Alvarez su Maggio e limitare Lavezzi e Quagliarella con gli attenti Terlizzi (tornato a livelli assai elevati) e Bellusci. Bravo Atzori a contrapporre ai pericolosi centrocampisti azzurri (deludenti Gargano e Hamsik, disastroso Cigarini) i tre mediani Biagianti (alla fine fra i migliori), Carboni e Llama, con quest'ultimo ancora una volta sugli scudi (bravissimo al cross dall'out mancino). Bravo Atzori a impostare una partita arrembante, aggressiva dal primo al 90'. Bravo Atzori. Bravo. Ma sfortunato, sfortunato come e più del ragioner Fantozzi. Che colpa ne ha il tenero Luca se, dopo aver preparato, questa volta sì (è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare), ad arte la "partita delle partite", si ritrova sulla strada un nipponico con le polveri bagnate e un "pennellone" come Plasmati che, a parte commettere inutili falli su falli, non inquadra nemmeno la bandierina del calcio d'angolo?
Non solo sfortuna
Però, attenzione, guai a imputare i guai attuali del Catania alla sola sfortuna. Si rivelerebbe un errore esiziale, sicuro prodromo al disastro finale. Il Catania ha "anche" sfortuna, sfortuna nera. Ma ha evidenti limiti di carattere tecnico che ne giustificano l'attuale classifica. E, purtroppo, l'esempio della gara odierna ne è la più fulgida delle "sacre rappresentazioni". Gli "orrori" sotto porta di Morimoto, infatti, risultano il "compendio" dell'errore di prospettiva più rilevante compiuto in estate: non aver dotato l'organico di un attaccante di peso in grado di fare da "chioccia" al giapponesino. Sia chiaro, io continuo a non nutrire dubbi su Morimoto. Per me è forte, ha qualità evidenti. Ma non si può, in Serie A, affidarsi unicamente (considerato che appariva scontata la non completa dioneità alla categoria del pur combattivo Plasmati) a un ragazzo, seppur promettentissimo, in un ruolo così decisivo per le sorti di un team di terza fascia. La società ha scommesso; la società ha perso la scommessa. Capita. Adesso si sta cercando di rimediare acquistando l'unico "svincolato" di un certo valore, Stellone (seppure sia anch'egli un punto interrogativo, e in termini di condizioni fisiche, e sotto il profilo della prolificità offensiva, avendo realizzato solo una decina di reti negli ultimi tre campionati di massima serie). Ma sono già andate via dodici partite, condite da un pericolosissimo penultimo posto. A ciò si aggiunga il "flop Delvecchio", con conseguente "buco" a centrocampo, cui manca qualità. Qualità che potrebbe essere riacquistata grazie al recupero di Ledesma. Ma, pure in questo caso, si sapeva abbondantemente che il pur fondamentale argentino sarebbe stato pronto al 100% per la fine dell'anno. Il campo dice, quindi, una cosa indiscutibile: si dovrà fare come in occasione della primissima "gestione Pulvirenti", stagione 2004/05. Come allora, a gennaio, furono acquistati elementi di superlusso per la Serie B, quali Fernando Menegazzo, Jeda e Serafini, raggiungendo una comoda salvezza (e, forse, con una prima punta che non fosse il "plasmatiano" Pellè, si sarebbe potuto sognare qualcosa di diverso...), così a inizio 2010 dovrà essere rimpinguato l'organico con alcuni "pezzi" importanti in grado di elevare in maniera consistente il tasso qualitativo della "rosa" etnea. Non giovani promettenti, ma "certezze" capaci di far compiere il salto di qualità, insomma. Pena, la retrocessione.
Alvarez e Llama, cuori oltre l'ostacolo
Io non sono mai stato tenero con questi due giocatori, giacché li vedevo spesso deludenti nelle loro prestazioni. Però, è necessario mantenersi equilibrati e "giusti" nei giudizi. Quando si gioca bene, è sacrosanto metterlo in rilievo. E fa più piacere quando si tratta di elementi assai criticati in passato. Alvarez, dopo il disastro di Firenze, si è riscattato disputando un ottimo incontro, sia in fase di chiusura, sia in quella di spinta. Llama, ancora una volta, si è rivelato uno dei migliori in campo. Continuità di gioco, da interno sinistro, e ottima qualità nei cross, questa volta tutti, e dico tutti, precisi e pericolosi. Peccato per l'infortunio, che oltre tutto ha privato il Catania del suo uomo migliore.
Nodo Atzori
Adesso, tutti si chiedono: cosa farà il Catania in merito alla questione allenatore? La risposta del presidente Pulvirenti è stata chiara, conferma dell'allenatore, ma la questione non è semplice. Mi spiego. Sicuramente la sfortunata partita odierna, condita da impegno indefettibile, dimostra la vicinanza dei giocatori al tecnico. La prestazione c'è stata e potrebbe presupporre un'ulteriore chance. Tuttavia, c'è un problema, un problema grosso. La prossima gara non è una partita, ma è "la partita": il derby con il Palermo. Se fai risultato, ti cambia la stagione, se perdi, piombi in un incubo infinito. In più, è da considerare fortemente la rilevante "criticità" della prossima sosta. In buona sostanza, può il Catania rischiare il tutto per tutto, consapevole che, perdendo il derby, la posizione di Atzori diverrebbe comunque insostenibile e, per di più, avrebbe, appunto, gettato alle ortiche il provvidenziale stop di campionato, fondamentale in caso di nuova guida tecnica, la quale avrebbe il tempo per "plasmare" almeno in parte la squadra con le sue idee? Può permetterselo il Catania?
Derby "spartiacque"
In ogni caso, il prossimo derby diventa non una "festa dello sport" siciliana, ma una partita drammatica per una sola squadra, il Catania. Ancora una volta una gara che non si può perdere, per di più in un campo arroventato e al cospetto di un team indubbiamente superiore; come superiore, del resto, era "sulla carta" il Napoli odierno... L'importante, al di là di tutto, sarà dimenticare i fasti del derby precedente, quel magico 0-4 che già fa parte della storia. Sarà una gara completamente diversa, perché diversi sono gli organici delle due squadre e diversi sono i momenti vissuti dalle due compagini. Il Catania ritroverà Walter Zenga. Il fatto che sia passato al rivale storico non può far dimenticare al tifoso catanese che la migliore stagione rossazzurra dopo gli anni '60 è indissolubilmente legata proprio al tecnico meneghino. Uno dei migliori allenatori italiani. Quindi, tranquillità, rispetto e grinta, grinta a iosa. Solo così si potrà sperare di fare risultato. Intanto, sotto con la sosta. Lavoro, lavoro, lavoro. E pensiero. Pensiero "forte". Non si può assolutamente sbagliare la mossa in questo momento. Let's go, Liotru, let's go!!!
