Calcio, Catania-Napoli: le pagelle

ANDUJAR 6,5. Di solito trascorre le partite tra ordinaria amministrazione e palle da raccogliere in fondo al sacco. Stavolta è chiamato ad uno, ma decisivo intervento, su Lavezzi lanciato a rete. Evita la clamorosa beffa.

BELLUSCI 6. Schierato nella difesa a tre, non demerita dimostrando reattività e tonicità. Si becca un’ammonizione,ma è ben spesa perché Lavezzi andava diritto in porta. Dopo 40’ deve uscire, tormentato da oramai cronici guai fisici.

TERLIZZI 6. Seconda prova da titolare, e seconda prestazione convincente. Sicuro e senza sbavature, è esente da affanni per l’intera gara. Se giocasse con questa decisione e determinazione, potrebbe tornare utile nell’arco della stagione.

POTENZA 5,5, Si colloca sul centrosinistra e non demerita. Limita al massimo gli affanni, serrando i ranghi quando è necessario. Compie però una grossolana indecisione, spalancando una prateria allo sciupone Lavezzi. Un’ingenuità che poteva tramutarsi in errore capitale.

ALVAREZ 6,5. Con ogni probabilità la miglior prestazione da quando veste rossazzurro. Si tiene basso nel primo tempo, chiudendo gli spazi con grinta e diligenza. Nella ripresa prova a dare apporto in avanti, cercando di sostituirsi all’infortunato Llama.Pochi i cross interessanti, ma in compenso annulla Maggio in ogni suo tentativo di incursione offensiva.

IZCO 6. Tonico e ordinato, svolge in maniera accettabile la doppia fase che il 3-5-2 gli impone. Forse meglio in copertura, ma anche dalla metà campo in su prova con generosità a dare il proprio contributo. Scodella in mezzo anche un paio di traversoni bassi insidiosi.

BIAGIANTI 6. Col tempo sta riacquisendo la miglior condizione. Pressa tanto, non commette errori e quando può tenta di appoggiare anche un paio di sortite offensive. Meglio di Carboni stasera in quanto a corsa e determinazione, la stanchezza lo mette fuori causa negli ultimi 5 minuti.

CARBONI 5,5. Il Vichingo argentino sta rifiatando. Impensabile tenere ritmi forsennati per 20 partite consecutive, impossibile risultare sempre o quasi il migliore dei rossazzurri. Pecca un po’ in lucidità e corsa, un paio di volte preso in mezzo dalle seppur rare incursioni centrali dei partenopei. Per il resto volontà e abnegazione sono come sempre encomiabili.

LLAMA 7. Al momento il giocatore più in forma dell’intera rosa. Riprende da dove aveva lasciato a Firenze: corsa, nessuna paura nei contrasti, fisico e tanti tantissimi cross appetitosi a centro area. Peccato che la serata di Morimoto non sia di quelle da ricordare. E peccato, molto di più, che un infortunio muscolare lo costringa ad uscire dal campo. Per quello che sta dando ultimamente, sarebbe una perdita grave.

MASCARA 5. Non trova mai il guizzo. Indietreggia, si sacrifica e corre come sempre. Ma di giocate decisive non v’è traccia. La facilità di saltare l’uomo e concludere a rete non c’è. E dopo pochi minuti schiaccia clamorosamente alto da due passi. Finisce esterno destro nel confusionario ma volenteroso finale. Deve ritrovarsi, perché non è in fiducia, ed è troppo importante.

MORIMOTO 5. Lo dicevamo prima, non è una serata da ricordare. Anzi, è probabilmente la partita nella quale si trova a disporre del maggior numero di occasioni, senza tramutarne in gol nemmeno una. Su tutte la pallonata addosso a De Sanctis a 3 metri dalla porta. Quando lascia il cuore dell’area per fare l’ala destra ci mette il solito encomiabile impegno, ma non basta.

*AUGUSTYN 6. Rileva l’infortunato Bellusci. Con mestiere e ordine riesce a non soffire né Lavezzi né Quagliarella. Una sola leggerezza su quest’ultimo a centroarea, per fortuna non pagata a caro prezzo.

* PLASMATI 4,5. Ennesima occasione concessa, ennesima toppata. Ha a disposizione circa mezz’ora per impensierire la retroguardia ospite, ma i confusi palloni lanciati in avanti si tramutano in falli ai danni dei difensori partenopei o palle morte tra le braccia del portiere. E’ vero che gli son venuti a mancare i traversoni al bacio di Llama, ma l’attenuante regge fino ad un certo punto, perchla squadra con lui non riesce a salire né a conquistare punizioni dal limite.

*PESCE s.v. Entra negli ultimi 5 minuti nel tentativo, vano, di proporre traversoni in mezzo all’area di rigore.

All. ATZORI 5,5. Fa di necessità virtù, e le scelta di uomini e modulo iniziali ci appaiono logiche. La difesa a 3 regge bene, la densità creata a centrocampo permette di non essere soffocati dai mediani napoletani, e le palle gol di certo non mancano. La buona stella, però, non conosce proprio Atzori: si può discutere quanto si vuole, dire che Ricchiuti tra le linee nelle voragini centrali degli ultimi 20 minuti di gara avrebbe potuto quantomeno scombinare un Napoli arrendevole ed oramai arroccato dietro per conquistare il pareggio. Si può anche contestare l’ingresso francamente superfluo di Pesce per Biagianti al 86esimo. Ma in particolar modo stasera, 2 sostituzioni su 3 imposte dagli infortuni e le diverse occasioni (un paio clamorose) non tramutate in rete da chi dovrebbe vivere di pane e gol, in parte lo scagionano. Ha il difetto di lasciar troppo spesso gli scettici col beneficio del dubbio di una sostituzione mai effettuata (Ricchiuti per Llama, oppure per Biagianti, rischiando il tutto per tutto, ad almeno 10-15 minuti dalla fine).

Arbitro ROSETTI 5. Irrita più volte, restìo ad estrarre cartellini nei confronti degli ospiti. Il primo è Aronica, ma solo dopo segnalazione col auricolare del guardalinee. Frettoloso nel giallo a Terlizzi, non da la sensazione di un pieno controllo della gara. Che, per fortuna, non si scalda. Anche un paio di solari falli al limite dell’area partenopea non sanzionati.

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