Andujar, provvidenziale contro il Parma (Siciliatoday.net)

Calcio, Catania-Parma (2-1): pagelle

ANDUJAR 7. Non è che nelle battute iniziali destasse grandissima concentrazione. Almeno due uscite alte a vuoto, parenti strette del Mariano fuori forma di inizio 2009. A fine partita invece bisogna dirgli grazie per due interventi che salvano porta e risultato. Istinto a mille su una capocciata ravvicinata nel primo tempo, strepitoso su Zaccardo che al volo da due passi urlava già al gol. Forse può fare di più sulla punizione gol di Giovinco che ne aveva calciata una identica ma sul palo pochi minuti prima. Entrambe le volte resta di sasso.

POTENZA 6. Sta meglio di Alvarez ed è condivisibile la scelta del tecnico di dargli la corsia destra da titolare. Ma soffre dannatamente per l’intera gara, e poco per responsabilità proprie. Il Parma corre il doppio e da quelle parti ha un portento che risponde al nome di Marques ed il quotato terzino del momento, Antonelli. Quando può ci mette una pezza, ma senza il supporto di Izco in copertura resistere è un’impresa. Lui se la cava. Di discese in avanti nemmeno l’ombra.

SILVESTRE 6. Senza infamia e senza lode, nonostante un inizio non iper reattivo. Deve alzare a mille il livello di attenzione perché se è vero che Bojinov non vede palla, di cross e tentativi di percussioni centrali gli ospiti ne esercitano a tempesta. Tiene con mestiere. In un match tutto difensivo fa la sua parte: esame superato per il buon Mati.

SPOLLI 6,5. Si riprende il posto a fianco di Silvestre e non delude. Anche per lui giornata di straordinari ma Bojinov prima e Crespo nei minuti finali non concludono mai. Enorme il merito nel procurarsi, con mestiere, il rigore del vantaggio rossazzurro. Provvidenziali e nel suo stile due interventi in scivolata portentosi, l’ultimo proprio sul centravanti argentino che poteva far male ad Andujar.

CAPUANO 7. Conferma quanto dedotto all’esordio di Verona: sta meglio di chiunque altro. Vuoi perchè deciso a riscattare una stagione in penombra, fatto sta che nel Capuano di adesso è palese una maggior decisione in qualunque fase di gioco. Come per Potenza, anche sulla corsia opposta lo attende un pomeriggio di passione. Lui ci mette fiato, corsa ed attenzione. Unico svarione è quello di non essere addosso a Zaccardo quando quest’ultimo spara su Andujar da due passi: poteva costar caro. Diverse le falcate che allungano felicemente una squadra in ginocchio e col fiato corto. Che duri più a lungo possibile…
IZCO 5. Completamente imbrigliato nella ragnatela centrale avversaria, riesce a far poco di quanto sa e può fare. Nessuna falcata a cambiar passo, pochi i palloni recuperati in una zona dove Marques ed Antonelli la fanno da padroni per lunghissimi tratti. Basa la sua forza sul vigore atletico: finchè questo mancherà non vedremo la portentosa mezzala della passata stagione. Esce stanco e lascia spazio a Gomez.

LEDESMA 6. Cresce, pian piano ma cresce. Manca ancora in rapidità di giocata ma in quanto a corsa e sicurezza nei contrasti pare migliorare di settimana in settimana. Gioca un match votato quasi esclusivamente al sacrificio di copertura. Troppo timido quando deve verticalizzare, non lo fa quasi mai. E’ troppo importante recuperarlo a pieno ritmo quanto prima…

BIAGIANTI 6,5. Comincia la stagione con una giornata di ritardo, ma è ben lieto il suo ritorno. Anzi bisognerebbe dire provvidenziale. Gioca nel suo ruolo ideale e non è un caso che Giovinco per creare e respirare un pò debba defilarsi costantemente. Come un anno fa, sono certo che tornerà s deliziare non appena la preparazione atletica (che in parte ha saltato) del precampionato darà i suoi frutti più maturi. Ma già va più che bene così. Tra mediana ed attacco nell’ultimo quarto d’ora per non sovrapporsi al neo entrato Carboni.

RICCHIUTI 5,5. Stavolta l’interpretazione del ruolo non gli riesce alla perfezione. E’ pimpante come al solito ma eccezion fatta per i primi minuti tocca pochi palloni ed altrettante poche volte riesce a ribaltare l’azione con rapidità. Troppa la differenza di passo con i ducali, con il resto del centrocampo che non lo supporta. Anche i tentativi di dialogo con Maxi vano tutti a vuoto. Classica sostituzione nella ripresa.

MASCARA 6. Di gambe non è ancora un portento, come tutti. Pochi spunti, poche accelerazioni, troppo alta la percentuale di calci piazzati battuti male. Un tiro telefonato da ottima posizione, poi il merito gigantesco del penalty su cui il Catania costruisce la sua vittoria finale. Rincula spesso perché il Parma ne ha sempre uno in più sulle fasce. Logica conseguenza è lasciare completamente solo Maxi in avanti.

MAXI LOPEZ 5. Parte lento come sempre, ma non carbura per
tutti gli 80 minuti che trascorre in campo. Gode, si fa per dire, di una solitudine in avanti da far paura. E siccome non sta al top di condizione, è facile preda di anticipi e chiusure avversarie. Si indispettisce quando Giampaolo lo richiama per Antenucci. E’ palpabile la delusione per non essersi ancora sbloccato, ma il Catania deve essere al di sopra di tutto…

*GOMEZ 6,5. Attesissimo gioca, e bene, uno sostanzioso scampolo di gara. A destra compie un paio di folate dove fa capire d’avere la rapidità e il dribbling tanto conclamati.

*CARBONI 6. Mette legna in cascina quando c’è da soffrire per gli assalti finali.

*ANTENUCCI 6,5. Chiude la gara e non è poco. Decisivo in due minuti. Tanto passa dall’ingresso in campo al rigore prima procurato con un ottimo spunto in area, e poi trasformato con freddezza. E’ un’alternativa valida.

All. GIAMPAOLO 6,5. Sembra più che evidente il motivo per cui il 4-4-2 giace ancora nel cassetto del tecnico di Bellinzona. Un gioco veloce, fatto di pressing, corsa e ritmi alti al momento è insostenibile per i rossazzurri. Poca benzina nel serbatoio, ed oggi come nel secondo tempo di Verona si è palesata la differenza di passo con gli avversari. Con la differenza che oggi è stata chiara per quasi 90 minuti, tanto da aver dato al mister una certezza su tutte: questa è una squadra che ha gli attributi e che sa soffrire, ma che deve compiere salti tripli in avanti in materia di condizione fisica. Oggi bisogna ammettere che “si è campati di rendita”, costruendo i tre punti con quel rigore di Mascara all’inizio e nulla più se non tanta ma tanta sofferenza. La fortuna ha aiutato è vero, ma giratela come volete: è innegabile che un anno fa di questi tempi si sarebbe tornati negli spogliatoi con zero punti in tasca. Non dico nemmeno uno, ma proprio zero. Le sostituzioni non hanno cambiato l’andamento della gara: sofferenza era e sofferenza è rimasta, fino alla fine. Ma quantomeno allungare la squadra con Gomez è stato possibile, così come aumentare la densità in una mediana che aveva fin troppo sofferto il ritmo e l’ordine dettati da un Marino confermatosi ancora una volta grande. L’optimus atletico arriverà, ci vuole tempo. Ed arriverà anche per quei giocatori che da lì in poi costituiranno il valore aggiunto di questa squadra. Per adesso c’è da prendere per oro colato, per i motivi suddetti, questa vittoria.

Arbitro TOMMASI 5,5. Fin troppo generoso sul primo penalty: Spolli e l’avversario si sbracciano a vicenda. Il secondo mi pare molto più evidente. Poca decisione nel dare solo giallo per due interventi ducali che meritavano più severità (su Ledesma a palla lontana e su Maxi lanciato in porta, entrambi nel primo tempo). Da poco promosso dalla serie cadetta, deve farsi le ossa ed è comprensibile.

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