Calcio, Catania-Parma (3-0): pagelle

ANDUJAR 6. S i guadagna la pagnotta con un intervento non impossibile sull’incornata di Amoruso. Rimane l’unico intervento che è costretto a compiere. Nota di merito quando ammette d’aver pizzicato il pallone con le dita, concedendo di fatto il corner agli avversari. Sull’1-0 non è da tutti.

ALVAREZ 7. E’ sotto gli occhi di tutti che comincia a prenderci gusto. Ennesima prestazione precisa, attenta , grintosa ed autoritaria. Il surplus della serata sono dapprima gli inserimenti tesi ad offendere, e proposti con costanza per quasi tutto il primo tempo. Poi il finale in crescendo, dove sbarra la strada a chiunque gli si pari davanti.

SILVESTRE 6. Zero sbavature, attenzione massima. Ci mette del suo per annientare gli sterili tentativi ospiti.

SPOLLI 7,5. Migliora di settimana in settimana alcune imperfezioni. Così la strada è spianata verso la consacrazione a leader difensivo. Probabilmente lo è già, se è vero che non sbaglia un anticipo, spadroneggia di testa e si procura anche un rigore. Presenza che si fa notare sia in avanti che dietro. Di spessore un intervento in scivolata, che annienta un gol praticamente fatto da Amoruso.

CAPUANO 6. Altro passo avanti, verso la riacquisizione di gamba e fiato per le propulsioni offensive. Dietro non sbraga mai, e dalle sue zone come dalla fascia opposta non proviene nemmeno l’ombra di un pericolo. Ristabilitosi quasi totalmente dal punto di vista mentale.

CARBONI 7. Ai box per una domenica, come prevedevo ne ha approfittato per ricaricarsi. Dopo un breve periodo di umanissima flessione, torna Vichingo. Coniuga corsa a perdifiato, precisione chirurgica negli interventi ed onnipresenza dalla cintola in giù dello scacchiere rossazzurro. Alla prima ed unica scorrettezza l’arbitro lo ammonisce.

BIAGIANTI 7,5. Tanto atteso, gradualmente in crescendo, oggi meglio di tutte le altre occasioni. Delega principalmente a Carboni il compito di randellare, lui lo fa anche e bene. Ma con il passare dei minuti diventa sempre più la molla per tutte le ripartenze etnee. Lucido, tonico e reattivo, se non si schiaccia troppo a ridosso della difesa (come oggi, e perché lo fa già Carboni), sfrutta al meglio il proprio dinamismo e dimostra di poter coesistere egregiamente con il biondo argentino.

LLAMA 6,5. Tipologia unica di giocatore nel “ventaglio” a disposizione di Mihajlovic, conferma anche stasera d’essere prezioso per la causa. Tutti suoi i calci piazzati, è grazie al suo mancino al veleno se Mascara sblocca il risultato e Spolli si procaccia un penalty.

RICCHIUTI 6. Interscambia con Mascara gli abiti del regista. Orchestra bene, senza però prendersi la briga di portar palla dalla propria metà campo come accadde sette giorni fa contro la Samp. Cuce bene, pressa e dimostra d’esser vivo. Da vedere cosa dirà il mercato, ma l’impressione netta è che voglia continuare a vestire rossazzurro. Cala vistosamente nella ripresa, ed esce.

MASCARA 6. I segnali di un risveglio si cominciano a toccare con mano. Qualche sprazzo ben augurante nei pochi minuti racimolati durante la “campagna” di Genova, oggi si sblocca aprendo il tabellino con un’intuizione felice di testa. Dall’ipotetica doppietta al rigore fallito il passo è stato purtroppo breve. Solo che è cresciuta la percentuale di giocate vincenti e produttive. Ripresa votata al sacrificio, specie quando il Parma dà una parvenza di reazione (poi mai vista in realtà). Non ancora eliminate del tutto le scorie di un inizio stagione claudicante, ma il sentiero intrapreso è quello giusto.

MARTINEZ 7. Probabilmente, delle ultime, è la prestazione meno folgorante. Ma il lavoro di pressing a perdifiato appresso a qualunque maglia diversa dalla sua ed i palloni tenuti su a mò di boa sono da applausi. Pecca di di cinismo, prima di farsi perdonare e chiudere l’incontro nel momento meno brillante della squadra. Dalla prossima sarà scevro dal massacrante lavoro dell’unico centavanti. E ciò pone presupposti succulenti…

*IZCO 6. Metà tempo a dare sostanza in copertura e gas nelle ripartenze a campo aperto.

*MORIMOTO 6. Torna al gol, dimostrando come fosse il suo desiderio maggiore. Dà la mazzata finale ai remissivi emiliani.

* MORETTI s.v. Entra negli ultimi due minuti. Pedina dalle prospettive non sottovalutabili.

All. MIHAJLOVIC 8. La filastrocca secondo la quale una squadra in campo riflette il carattere e la personalità del proprio allenatore oggi a Catania è molto più di una leggenda. Un collettivo che non ha palesato nessuno stravolgimento tattico. Dalla panchina non è venuta fuori nessuna formidabile intuizione tattica. Stessi uomini e stesso modulo (a grosse linee) di inizio stagione. Prestazioni e risultati diametralmente opposti. Innegabile che lo spirito nuovo sia merito del tecnico serbo. Si soffre quando si deve, si concretizza con più frequenza (in attesa di Maxi Lopez), si corre dal 1’ al 90’ ed oltre. Probabilmente la stagione nata più che male fa apparire oggi straordinario, mirabile e miracoloso il fatto che le sostituzioni avvengano al momento giusto e tra gli uomini giusti, che si torni ad essere prolifici e che si concede un tiro all’avversario non per forza questo debba terminare in rete. Io dico che riporta nella logica delle cose il rendimento mentale e fisico di un gruppo ritrovato, al quale mancava come l’aria di acquisire certezza, fiducia e consapevolezza nelle proprie forze.

Arbitro GERVASONI 6. Non eccelle in alcuni frangenti, poi sposa la causa del lasciar correre e concedere una partita maschia. Il rigore c’è e lo da, l’ammonizione a Carboni è eccessivamente severa.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Sport