Calcio, Catania-Roma: le pagelle
ANDUJAR 6. Resta praticamente inoperoso per l’intero match, durante il quale vede solo sorvolare sopra la traversa un paio di conclusioni firmate Vucinic. Subito dopo il gol rincorre il guardalinee, uno dei tanti a protestare vivamente, guadagnando così la seconda ammonizione in 4 giorni. Nel “pallone” dopo la rete giallorossa, spara su Totti un rinvio che per poco non finisce dentro la sua porta...
POTENZA 6,5. Gioca una gara giudiziosa, attenta e concentrata. Grazie anche al sostegno di Mascara (non è una svista, volevamo scrivere proprio Mascara), annulla quasi del tutto le incursioni di Riise e Perrotta sulla fascia di competenza. Sorprendentemente rivitalizzato dopo le ultime prove opache, dà l’impressione di essere sulla via del completo recupero atletico.
SILVESTRE 6. L’affiatamento con Spolli cresce, così da fargli riacquistare gradualmente fiducia e la giusta dose di concentrazione per tutto l’incontro. Stringe bene in mezzo quando gli avversari trovano a sfondare con rapidi scambi sul breve. Se con l’Atalanta i buoni segnali parevano essere stati agevolati dalla poca consistenza bergamasca, l’assenza di sbavature contro gli avanti giallorossi è l’ulteriore riprova di un rendimento in crescita.
SPOLLI 7. Prende in consegna Totti in maniera esemplare, non concedendogli mai l’uno contro uno e piazzando decisi e puliti interventi d’anticipo. Corregge la consueta irruenza, non concedendo mai all’arbitro la possibilità di pizzicarlo con il “giallo”. Su una incursione di Vucinic compie un recupero prodigioso, importante quanto un gol, sradicando il pallone dai piedi del montenegrino. Ha il carattere del leader di reparto; con un po’ d’esperienza in più nel campionato nostrano l’eredità di Lorenzo Stovini potrebbe diventare meno pesante. E’ costretto ad uscire in barella per un infortunio di cui urge conoscere subito l’entità...
CAPUANO 6,5. Nella prima frazione compie diverse e ficcanti incursioni, duetta a meraviglia con Ricchiuti e mette in crisi Cassetti ed il subentrato Motta. Va alla conclusione in porta e fa lievitare il numero di traversoni buoni in mezzo all’area. Nella ripresa limita le discese e tira il fiato, dedicandosi alla copertura e soffrendo quando si trova davanti il fresco Cerci.
CARBONI 7. Un’altra prova encomiabile del “Vichingo”. Solita grinta, solito enorme dispendio di energie a rincorrere, contrastare, rubare palloni e disporsi come difensore aggiunto quando gli avversari fanno girare palla. Il tutto sempre con estrema lucidità, evitando appoggi frettolosi ed imprecisi. Il mediano perfetto che si integrerebbe a meraviglia con un ragionatore ed organizzatore di gioco. Poco da aggiungere, un vero esempio.
BIAGIANTI 5,5. Come a Bergamo corre e contrasta, ma stenta a trovare ritmo e guizzi del mediano spumeggiante ammirato lo scorso anno. Pecca ancora di lucidità in alcuni frangenti. Non si risparmia né tira indietro la gamba, ma perché si possa esprimere al meglio dovrà necessariamente tirare a lucido una condizione ottimale per gli interi 90 minuti.
IZCO 6. Appare titubante nei primi minuti. Volenteroso ma impreciso in controlli elementari ed anche in facili avanzate palla al piede. Col passare dei minuti entra in partita e si fa notare per un paio di ottime incursioni sulla destra, frutto di scambi pregevoli con un ispiratissimo Ricchiuti. La seconda frazione parte sulla falsariga della prima, poi viene tirato fuori dalla mischia.
RICCHIUTI 7. Galleggia tra le linee con una dinamicità incredibile. Tocca tantissimi palloni, dando il “la” a tutte le azioni pericolose. Destra, sinistra ed al centro alle spalle di Morimoto, che prova più volte a mandare in porta. Degne di nota anche un paio di incursioni, che prendono sul tempo Mexes e Burdisso. Adrian è anche il primo a disturbare sul nascere le manovre avversarie con un pressing spesso efficace. Esce stanchissimo e tra gli applausi.
MASCARA 5. Il sacrificio tattico a cui viene settimanalmente chiamato trova in questa partita la sua massima espressione. Spesso sulla linea dei difensori in marcatura su Riise, esterno destro di centrocampo nel 4-4-1-1 successivo all’ingresso di Llama. Ha il demerito, ahinoi grande, di mandare alle ortiche tre nitide occasioni per chiudere i conti. L’ultima in ordine di tempo è una ciccata clamorosa, fotografia indiscutibile del Mascara svuotato che siamo costretti a vedere sotto porta.
MORIMOTO 6,5. Rappresenta un costante spina nel fianco per gli avversari. Dopo pochi minuti è lanciato a rete, ma tira sul conclude addosso al portiere un’occasione che pare la fotocopia del primo gol siglato un anno fa, sempre ai giallorossi. Trova il guizzo in mischia in un impeto d’opportunismo, poi lotta e scatta ripetutamente cercando di sorprendere la lenta difesa avversaria.
*LLAMA 6. Si colloca a sinistra in un centrocampo ridisegnato in linea. Lotta e stavolta fa valore la sua freschezza atletica, evitando di girare a vuoto. Compie anche un paio di buone incursioni in velocità.
*BELLUSCI 6. Buono il suo impatto nella bagarre degli ultimi 20 minuti. Spazza e pulisce l’area con precisione e senza fronzoli.
*DELVECCHIO 4. Entra al posto di Ricchiuti per interpretare lo stesso ruolo, ovviamente con una metodica diversa. Dovrebbe infatti far valere il fisico, produrre spizzate buone per Morimoto, conquistare punizioni preziose a guadagnare campo facendo rifiatare la squadra. Ancora una volta invece gli riesce ben poco, è impreciso e nella tumultuoso finale si fa espellere.
All. ATZORI 6,5. La scelta di collocare Ricchiuti a cucire i due reparti avanzati è giusta, e come tale dà i suoi frutti. Come ci sembra sia accaduto finora, il tecnico è di nuovo inappuntabile bella preparazione ed interpretazione iniziale della sfida. E stavolta appaiono compresibili anche le sostituzioni a match in corso. Fermo restando che chiedere a Mascara di fare il terzino continuerà a risultarci un sacrificio francamente poco compresibile, forse pecca nel ridare fiducia a Delvecchio. Difficile pensare che le consegne da rispettare per l’ex doriano fossero quelle poi mostrate in campo, così come ci sta tirar fuori un Ricchiuti ottimo ma alle corde in quanto a fiato. Ma probabilmente gli stessi compiti, magari con esiti migliori, potevano essere delegati a Martinez. Una mossa simile (precisiamo sempre che si parla col beneficio del dubbio) avrebbe potuto far male ad una Roma mai in palla ed annebbiata, assestandole il colpo di grazia. Al di là delle occasionissime capitate sui piedi del “terzino” Mascara.
Arbitro SACCANI 2. Incommentabile. Vuole ergersi ad assoluto protagonista dell’incontro, purtroppo riuscendo nel suo intento. Insieme ai collaboratori di linea mette a punto un mix disarmante di fuorigioco quantomeno dubbi, punizioni non date, cartellini sbandierati con criteri sconosciuti. Il tutto sino alla perla finale, quando dà retta al collaboratore assegnando un calcio d’angolo inesistente. E dire che in Genoa-Juve di appena tre giorni fa aveva guadagnato con pieno merito la palma di protagonista (ovviamente in negativo) della partita. Non soddisfatto, ha voluto ripetere ed anzi migliorare la sua già poco invidiabile performance, il cui giudizio di oggi espresso in numeri risulta riduttivo.
