Calcio, Catania-Siena (2-2): pagelle

ANDUJAR 6. Gli eventi di oggi non lo portano a compiere interventi strepitosi, ma allo stesso tempo a subire due reti (fatto piuttosto insolito da tempo tra le mura amiche). Sia sull’incornata di Maccarone che sulla conclusione sporcata di Vergassola non pare avere responsabilità, anche se mi concedo una seppur minima riserva sul secondo gol, in quanto a reattività. Ma sarebbe servita una vera prodezza. Nel complesso comunque è un pizzico meno attento rispetto all’abitudinario.

ALVAREZ 7,5. Prestazione stratosferica. Corre senza sosta lungo tutto l’out destro, sfidando a duello uno degli attaccanti secondo me più sottovalutati della serie A, quel Maccarone continuamente sollecitato e anima dei senesi. Roccioso nei contrasti, sempre meno superabile negli uno contro uno, si concede un numero davvero alto di diagonali difensive strappa-applausi. Non è purtroppo un caso che nell’unica occasione in cui allenta sul diretto avversario, questo svetti su Silvestre e chiuda in gol. Anche qualche scorribanda negli spazi, finisce stremato una prestazione comunque da standing ovation.

SILVESTRE 5,5. E’ inappuntabile per l’intero primo tempo, per concentrazione e concretezza nel difendere l’area. Ma come saltuariamente gli capita l’unica vera disattenzione di cui si rende protagonista costa il pareggio di Maccarone. Bruciato nello stacco nel cuore dell’area, non deve accadere. Poi stringe i denti, sapendo nel complesso soffrire in una partita che nel finale poteva anche paradossalmente finire in beffa totale.

TERLIZZI 6. Gioca una gara dal buon rendimento. Nella serie di ottimi anticipi su Larrondo (tutto fuorchè un fenomeno per la verità) e nei classici disimpegni senza mai buttar via la palla, si concede forse una sola distrazione col classico contorno di brividi regalato alle tribune. Per il resto l’altezza e l’esperienza lo sostengono in quasi tutti gli interventi, prendendosi buona parte del merito se i timori provocati dal Siena arrivino per lo più dai lati e non dal centro.

CAPUANO 6,5. A mio avviso gioca una delle migliori partite dell’ultimo periodo. Laddove spesso non ha brillato stavolta invece mi ha soddisfatto. Intendo nel prendere spesso il tempo all’avversario di turno, nel non farsi saltare, e qualche volta anche nel proporsi con buono spirito d’iniziativa. Nella seconda parte della ripresa gli viene a mancare la copertura dinanzi (Morimoto non è Mascara), e così è lecito che qualche patema lo debba vivere, trovandosi in inferiorità numerica.

CARBONI 5,5. Non è il mediano perfetto di inizio stagione.Ha tirato la carretta quando tutto andava male, sputando l’anima in campo, ma bisogna ammettere che adesso manca della consueta lucidità. Detto più volte che lanci lunghi e ripartenze non sono e non devono essere il suo forte, è altresì vero che pure la fase di interdizione non è continua ed ottimale nelle sue corde. Il cuore ce lo mette sempre, ma il periodo di inattività gli ha di certo tolto parecchio smalto.

BIAGIANTI 7. Il contributo in termini di quantità e, in certe fasi, qualità, lo ha dato anche questa domenica. Un pò defilato per la compresenza di Carboni, risulta prezioso quando spizza per l’inserimento vincente di Maxi. La “galina de oro” gli torna il favore, lui sprinta e chiude in diagonale: gol fotocopia di quello realizzato con l’Udinese. La constatazione è comunque sempre la stessa: da mezz’ala entra meno nel vivo della manovra mentre quest’ultima subisce di certo un rallentamento in fase di impostazione centrale (sveltendo lui molto di più i tempi del compassato Vichingo). Nella stanchezza generale conclusiva pare quello che ha un po’ più di benzina in corpo.

IZCO 6. Non si risparmia dal gettare in campo pure oggi le armi che gli sono proprie, iperdinamismo e cambi di passo fulminanti. Fare però il terzo di destra in attacco e comunque lo penalizza, avendo già registrato egregiamente una posizione più interna e maggiormente fastidiosa per gli avversari. Fà comunque il suo, specie nel primo tempo. Cala nella ripresa, lasciando il posto a Sciacca.

RICCHIUTI 6. Meno zanzara di sempre. Quando prende palla tra le linee si vede lontano un miglio che è capace di creare scompiglio e suggerire: il fatto è che rispetto al solito viene un po’ meno a cercarsi la sfera, mentre l’assenza di Mascara e Martinez gli toglie parte della sua consueta ispirazione. Probabilmente è perché siamo abituati a vedergli fare cose stratosferiche, oggi ha semplicemente giocato una partita onesta e normale.

MORIMOTO 5,5. Qui dovrei elaborare due giudizi distinti e separati: 8 per l’abnegazione, non oltre la mediocrità per la cattiveria in zona gol. Taka ci mette davvero l’anima nel ruolo meno congeniale ad uno che fà il centravanti di mestiere. Defilato non rende, seppur qualche spunto nello stretto gli riesca ed anche bene. In uno di questi si procaccia anche il penalty, che io in Maxi gli avrei concesso pure di calciare. Un gol lo avrebbe di certo gratificato e sbloccato. La sorte però gliene concede però altri due di penalty, solo che in movimento. In entrambe le circostanze fa tutto fuorchè il killer d’area, gigioneggiando come spesso gli capita e mandando il fumo il colpo del k.o.

MAXI LOPEZ 7,5. Se avesse segnato il rigore del 3-1 questo personale voto sarebbe schizzato non so fino a dove. Purtroppo lo fallisce, con l’aggravante di condizionare mentalmente e parecchio l’andamento della gara da quell’istante in poi. Ma se si fa lo sforzo di estromettere il rigore sbagliato dal giudizio, ecco che ne viene fuori l’ennesima prestazione da paura. Ragazzi, questo è un fenomeno, a me fa personalmente impazzire. Al primo pallone toccato lo difende col fisico e lo scaraventa sotto la traversa, si tiene dietro costantemente due difensori, la media di palle perse o sprecate è pressoché nulla, tocchi di palla vellutati appoggia a Biagianti la giocata per il momentaneo vantaggio, altre due le regala a Morimoto che spreca.

*DELVECCHIO 5,5. Non riesce a dare la sostanza richiesta ad una mediana in difficoltà, stentando anche oggi a trovare una precisa collocazione tattica.

*SCIACCA 5,5. Rileva Izco in un centrocampo sfibrato e col fiatone. Si colloca a destra ma dà l’impressione di non avere per nulla nelle gambe la forza per qualche cambio di passo: accelerazioni che sarebbero servite a spezzare il ritmo e far respirare la squadra in avanti.

*LEDESMA s.v. Nel recupero solo per tamponare.

All. MIHAJLOVIC 6. Incurante delle defezioni rimane fedele al proprio credo tattico, che sulla carta non si sposta di una virgola. Ma Sinisa era il primo a sapere che cambiando gli interpreti, soprattutto Morimoto per Mascara, non avrebbe totalmente snaturato ma difficilmente avrebbe raccolto i medesimi frutti. Così sono venuti a mancare i cambi di gioco e spesso e volentieri i raddoppi proprio sulla corsia mancina. Il serbo non se l’è sentita di (ipotizzo) creare un rombo con Rcchiuti vertice alto a supporto delle due punte. Probabilmente considerate le carte a disposizione e la poca fiducia nelle riserve, questa immagino potesse anche essere una soluzione. Col sennò di poi, ovviamente, perché è vero che alla fine si poteva addirittura perdere, ma la sensazione generale è che col cinismo abitudinario ed un filo di concentrazione in più in fase difensiva , questa gara si poteva ampiamente portare a casa col massimo bottino. Ma a prescindere da quel che poteva essere (il Catania vero che abbiamo spesso ammirato avrebbe fatto un sol boccone di un Siena comunque generoso ma pur sempre disperato e che lasciava spazi invitanti), il mattone me lo prendo comunque volentieri, costatando come il muro sia pressoché ultimato.

Arbitro GAVA 5. Insufficiente non tanto nel complesso (gara facile e mai sfuggita di mano), ma nell’interpretazione di tanti piccoli episodi. In almeno tre occasioni ha invertito completamente le decisioni su situazioni oggettivamente lampanti.

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