Calcio, Chievo-Catania (1-1): pagelle

ANDUJAR 7. Efficacissimo per ben due volte in uscita su Pellissier prima e Bogdani poi: due interventi praticamente in fotocopia. Sicuro e tempestivo anche su un paio di uscite alte scaccia-pensieri. Esce per un problema muscolare. Ristabilitosi mentalmente ormai da tempo sarà importante averlo tra i pali quanto prima.

*KOSICKY 6,5. Dalla panchina al campo senza preavviso, giusto il tempo di subire un bombardamento da parte di Pellissier, l’unico a dannarsi l’anima tra i 22 in campo. Alla fine capitola incolpevolmente, non prima d’essersi opposto con buoni riflessi in più d’una occasione.

ALVAREZ 5. Inizialmente dirottato a sinistra, torna prestissimo nella sua posizione naturale causa l’infortunio di Potenza. Prendiamo atto della prima prestazione steccata dopo mesi di match da urlo. Ne ho volontariamente seguito piazzamento e movimenti in quei primi 20 minuti da brivido della ripresa: costantemente fuori posizione su un Pellissier libero di sprecare l’inverosimile. Completamente privo della consueta cattiveria agonistica.

POTENZA s.v. Un contrasto duro lo mette k.o dopo pochi minuti, sfortunato.

*SPOLLI 6. A freddo e dopo settimane di inattività causa pubalgia viene catapultato in campo dall’infortunio di Potenza. Compone un’inedita coppia centrale con Terlizzi, accusando nei primissimi minuti e nell’inizio orribile di secondo tempo il black out dell’intero reparto. Qua e là ci mette qualche pezza, con mestiere, e nel complesso si salva.

TERLIZZI 5,5. Mezzo punto in più causa un paio di uscite palla al piede e qualche disimpegno elegante. Ma soffre i ripetuti tagli di Pellissier, sbagliando in serie diversi fuori gioco. Completamente in barca nei minuti che precedono il gol clivense.

AUGUSTYN 7. Il migliore in campo, da quando si sposta sull’out sinistro della difesa. Lì gioca con maggior sicurezza, non sbaglia praticamente nulla e si propone con buona continuità. Rilevanti due sberle dal limite in risposta al vantaggio dei padroni di casa: avrebbero meritato certamente miglior fortuna. Un pensiero nell’interpretarlo come riserva di Capuano si potrebbe anche fare…

CARBONI 6. Titolare dopo diverse settimane, mostra le solite grinta e corsa. In più d’una occasione è difensore aggiunto, ripiegando con efficacia. Importante il suo agire da muro per schiacciare il Chievo e giungere al pareggio.

IZCO 5. Come Alvarez. Prestazione sottotono dopo mesi contraddistinti da un rendimento ben sopra le righe. Non riesce a concludere positivamente un dribbling, lascia qualche voragine sul centro-destra quando si tratta di dar manforte ad uno svogliato Alvarez. E dire che i ritmi lentissimi di buona parte di gara erano terreno fertile e ideale per qualche suo classica progressione.

BIAGIANTI 6,5. Torna a fare la mezzala, disimpegnandosi più che dignitosamente. Fino alla sua permanenza in campo mostra più degli altri vis agonistica, tentando qualche generosa accelerazione e soprattutto guadagnando una caterva di punizioni a favore. Una fortuita botta sotto al ginocchio ne provoca la sostituzione, apparsa però esclusivamente precauzionale.

LEDESMA 5.5. Mihajlovic gli concede la prima da titolare della sua gestione in campionato, con l’ unica finalità di incoraggiamento. Appare in notevole ritardo fisico, seppur mentalmente ormai da tempo non si preoccupi di affondare nei contrasti. Vivacchia un mediana senza brillare. Nessun cambio di passo, solo un po’ più nel vivo nella ripresa. Ribadisco, tutto comprensibilissimo data l’assenza ormai lunga dai ritmi partita. Oggi era comunque quella giusta per mettere minuti nelle gambe.

MASCARA 6. In assenza di Ricchiuti e Martinez tocca a lui impostare e tentare accelerazioni in zona gol. Lo fa senza esagerare, tanto nelle coperture quanto nelle rarissime azioni offensive. Pare avere sincera voglia d’affondare, ma alla fine si adegua ai ritmi pachidermici del match.

MAXI LOPEZ 6,5. Crea dal nulla il pareggio, procurandosi e trasformando il rigore che voleva battere a tutti i costi. Ed è certo un enorme merito quello d’aver rimesso in carreggiata una partita che poteva essere persa solo ed esclusivamente da una prestazione generale svogliatissima. Poco prima un gran diagonale a fil di palo, ancora da cavallo d’area di rigore. Per il resto molto poco appariscente, specie nella prima frazione quando sbaglia sistematicamente ogni appoggio, anche il più elementare.

*DELVECCHIO 6. Al posto di Biagianti, fà presenza sulla mediana e macina altri minuti utili per il totale recupero atletico.

All. MIHAJLOVIC 6. Battezzare le voci di un pareggio annunciato come “cazzate” in settimana è servito se non altro a distogliere la squadra da cattivi pensieri, si vada alle voci rilassatezza ed appagamento dopo la prestazione da mille e una notte contro l’Inter. Messaggio recepito a metà e facilitato dalla compiacenza di un Chievo al quale il punticino stava più che bene, così come del resto al Catania. Non mi pare scandaloso ammetterlo, non mi pare scandaloso soprattutto perché le fette di salame non sono calate dinanzi i miei occhi. Miha ha così ottenuto due piccioni con una fava. Un pareggio esterno che alimenta una continuità di risultati di rilievo e, a tre giorni dalla Fiorentina al Massimino, un preziosissimo risparmio di energie. Per chi non ha giocato ed anche per chi è sceso in campo. Saggio a questo punto della stagione, perché conservare quanto più a lungo possibile una forma atletica esplosiva potrà risultare a breve l’arma vincente all’ottenimento della salvezza.

Arbitro GIANNOCCARO 6. Una delle più facili partite dell’anno. Mi resta il dubbio se sia stato davvero generoso sul rigore concesso a Maxi, ma il replay personalmente consultato più d’una volta stenta ancora a risolvere i dubbi.

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