Calcio, Fiorentina-Catania (3-1): le pagelle

ANDUJAR 6. Non deve mettersi in luce con particolari interventi. Ogni conclusione nello specchio è però un gol al passivo, a dire il vero senza responsabilità. Incolpevole sulle due conclusioni vincenti di Marchionni, prova vanamente a chiudere in uscita bassa su De Silvestri, prima che l’ex laziale appoggi a Gilardino per il gol che chiude l’incontro.

ALVAREZ 5. Insieme a Terlizzi rappresenta la grossa novità nell’undici iniziale. Ma è chiaro che non può avere la tenuta atletica e mentale per i 90 minuti. Vargas è in giornata di grazia: così l’arduo compito di arginarlo non ha buon fine, necessitando di continui raddoppi che spesso vengono a mancare. Fuori all’intervallo.

POTENZA 5. Schierato come terzo centrale a destra, ha il compito di sostenere Alvarez nell’arginare Vargas. Ma i frutti non sono particolarmente apprezzabili, complici qualche amnesìa di troppo e una tenuta atletica non egregia. Prova con generosità a supportare i confusi attacchi finali, ma senza risultati di rilievo.

TERLIZZI 6. Inaspettatamente in campo al posto dell’indisponibile Spolli, si fa trovare tutto sommato pronto. All’altezza di arginare un Gilardino non scintillante (il gol del finale non fa testo con la squadra totalmente sbilanciata), compie un paio di apprezzabili chiusure sfruttando mestiere e senso della posizione.

SILVESTRE 5,5. Come a Udine, dei tre centrali è quello che si posiziona inizialmente sul centro sinistra. Ma pure stavolta è responsabile di qualche distrazione. Quando dovrebbe, non stringe insieme a Capuano la marcatura su Marchionni. Per il resto fa valere il mestiere.

CAPUANO 4. Interpreta in modo positivo i primi minuti di gara, proponendosi con una discreta continuità nella metà campo avversaria. Ma sul gol che sblocca la partita è tutto fuorchè cattivo su Marchionni, concedendo troppo facilmente l’interno anziché farlo defilare sulla destra. Francamente imperdonabile la doppia ammonizione in cui incappa quando la squadra è in superiorità numerica: due cartellini spesi malissimo, con interventi a 60 metri dalla porta di Andujar. Condiziona pesantemente il match.

CARBONI 5,5. Fa per tre, ma ormai lo sanno tutti. Ma a forza di correre e metterci grinta a più non posso, è più che normale perdere lucidità e sbagliare anche un paio di appoggi facili. Pesca il giallo e dopo 3 minuti rischia l’espulsione per un braccio troppo largo che tocca il pallone.

BIAGIANTI 6. Sente la partita contro la squadra della sua città, ma la interpreta in maniera accettabile. Uno degli ultimi ad arrendersi ,forse difetta un po’ nella corsa quando la squadra torna in parità numerica e va in apnea subendo il ritorno dei padroni di casa.

LLAMA 6,5. Ancora un buon impatto dell’esterno argentino, che stavolta risulta addirittura il migliore dei rossazzurri. Uno dei pochi e portar palla, sfruttando la facilità di corsa per saltare l’uomo. Reattivo e duro nei contrasti, offre una palla d’oro a Plasmati nel primo tempo,sprecata poi dal centravanti. La sua sostituzione ci appare francamente un’ennesimo enigma.

MASCARA 6,5. La fortuna sembra voltargli definitivamente le spalle, con il palo rocambolesco che incoccia allo scadere del primo tempo su perfetta punizione. Ma ha il piede caldo, e lo dimostra con l’ennesimo gol da cineteca sotto l’incrocio alla destra di Frey. Della serie “o gol impossibili, o niente”. Nel momento di maggior difficoltà viene arretrato a centrocampo sul centrodestra. Nel finale non trova il guizzo.

PLASMATI 5. Per la prima volta titolare, non può certo considerarsi un re Mida. Sugli sviluppi di un corner tira molle addosso a Frey, poi sparacchia alle stelle tutto solo su assist di Llama. E siccome il Catania non costruisce caterve di palle gol, benché meno in trasferta, quelle poche e clamorose prodotte andrebbero trasformate. Troppe volte in fuorigioco non è produttivo nel gioco di fisico e sponde.

*RICCHIUTI 5,5. Relegato in panchina, entra dopo l’intervallo per sfruttare l’uomo in più. Ma, a differenza del solito, stenta a entrare nel vivo delle manovre, toccando pochissimi palloni. Ma con la squadra ridotta in 10 ed indietreggiante, diventa tutto più difficile.

*LEDESMA 5,5. Rileva Plasmati, ma il contributo di lucidità e tecnica stavolta non ha un felice riscontro in campo. Soffre pure lui la fisicità e lo strapotere fisico di Vargas, ma giustamente pensava più ad offendere che a difendere.

*MARCHESE 5. Rileva l’ottimo Llama, con le direttive di coprire le incursioni di De Silvestri e Marchionni. Ma mostra poco mordente, non si propone mai in avanti e ostacola Andujar anziché De Silvestri in occasione del terzo gol viola.

All. ATZORI 5. L’idea di coprirsi e ripartire appare stavolta meno scellerata, anche perché meno “folle” è la scelta degli interpreti. Ripescare Alvarez è quantomeno un azzardo, ma non è stata questa la mossa particolarmente dannosa, se si pensa che anche Potenza più largo nel suo ruolo naturale avrebbe sofferto un Vargas difficile da arginare. Ma ancora una volta, ciò che lascia a dir poco perplessi, sono i cambi della ripresa e la lettura della gara in corso. Togliere dal campo Llama per inserire Marchese, seppur dopo l’espulsione di Capuano, ha di fatto privato la squadra della corsa e dello spirito d’iniziativa del migliore dei suoi in campo, fino a quel momento. Errore che, inevitabilmente, si è scontato con gli interessi nel proseguo del match, quando l’inserimento di Ledesma ha coinciso con l’esclusione di Plasmati. Cambio tardivo, prima del quale Mascara è stato costretto a sperimentare l’ennesimo ruolo difensivo, cioè quello di interno di centrocampo. E per di più la squadra si privava di un attaccante (sì deludente) per un centrocampista, quando era passata in svantaggio e necessitava oramai solo di peso offensivo.

Arbitro TAGLIAVENTO 5. A suo modo ha condizionato l’andamento della partita, non influendone però più di tanto nel risultato. Obiettivamente fiscale nel secondo “giallo” a Dainelli. Grazia Mascara già ammonito; fa il suo mestiere sulla doppia scelleratezza di Capuano.

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