Maxi e Biagianti, entrambi in quel di Lecce (calciocatania.com)

Calcio, Lecce-Catania (1-0): pagelle

ANDUJAR s.v. Un film visto e rivisto. Praticamente disimpegnato per 90 minuti, si ritrova a dover raccogliere la palla in fondo alla propria rete e solo in quell’occasione lo si nota. Ed è una rete decisiva, frutto di un cattivo posizionamento della sua difesa, dove lui non può farci assolutamente nulla.

POTENZA 5,5. Il tecnico gli riaffida i gradi di titolare e quantitativamente prova a fare il suo proponendosi con discreta continuità in zona offensiva. La chiave tattica del match proponeva quasi esclusivamente quello, ed attenzione nelle poche ripartenze avversarie. Grave è però la situazione in cui concede troppo tempo e spazio ad Olivera, in occasione del cross che decide la partita. Una diagonale eccessiva, visto che in area si difendeva già in superiorità numerica di quattro contro due.

SILVESTRE 6. Non avesse malauguratamente spizzato quel cross di Olivera oggi commenteremmo un’altra partita. Invece il tocco di Mati spiazza l’intera retroguardia, comunque colpevole in occasione del gol preso. Appena questa sventura non deve fare nulla di che, ingabbiando con estrema facilità per il resto della gara il match winner Corvia e le timidissime mezze punte salentine.

SPOLLI 6. I compiti principali deve svolgerli nell’impostare da dietro la manovra, piuttosto che a difendere. Di fatto gli avversari entrano in area forse due volte (una letale) e lui quando è chiamato in causa non fatica mai nel gestire contrasti fisici o rinviare senza fronzoli. Forse nel piazzamento è quello che ha meno colpe quando Corvia ci trafigge.

CAPUANO 6-. Dipendesse dalla pro positività in avanti oggi non si può dire che abbia disputato una cattiva gara. Anzi arriva sul fondo a crossare diverse volte, con intraprendenza. Ma il tipo di partita quasi lo imponeva. Invece è cronaca la svista in occasione della rete leccese, che per dinamica ne ricorda più d’uno subito dal Catania. L’avversario gli sfreccia alle spalle senza che lui riesca ad intervenire.

CARBONI 6,5. A me sinceramente non era dispiaciuto affatto. Puntualissimo e preciso, in tutto la frazione in cui è stato impiegato ha chiuso ogni varco. La solita diligente prova, insomma tatticamente è stato inappuntabile. Poi la sostituzione, credendo che nel dover inseguire non servisse più il suo lavoro.

BIAGIANTI 5. Da mezzala o davanti la difesa, non cambia la sostanza di una prestazione opaca. Nel primo tempo non si vede proprio, chiamato in causa in pochissime azioni ed impegnato solo a contenere qualche sporadica manovra d’alleggerimento dei padroni di casa. Nella ripresa si piazza nella mattonella di competenza, quella a schermo davanti la difesa. Ma anche qui prosegue con una serie poco lucida di appoggi sbagliati, imprecisione e poco mordente. E’ da ritrovare quanto prima.

IZCO 5,5. Prima di qualunque giudizio bisogna precisare che ha giocato in un ruolo che non gli appartiene, ovvero quello di esterno destro. Ci si adatta con i mezzi che ha, quali quantità e corsa. Ma con i risultati che ovviamente non possono essere brillanti, essendo solo ed esclusivamente una mezzala pura. Nemmeno le qualità da contropiedista negli spazi si potevano sposare con un match che vedeva le maglie salentine tutte dietro la linea della palla. Che poi, a prescindere dalla collocazione tattica, non sia al top è evidente.

RICCHIUTI 5,5. Si vede troppo poco ed a sprazzi. La buona partenza fatta di scambi stretti e solito ronzìo fastidioso tra le linee si spegne progressivamente col passare dei minuti. Non riesce a suggerire come saprebbe e dovrebbe, sfiancandosi prima del dovuto nel fare il pendolo tra chi imposta da dietro e chi rifinisce in appoggio ravvicinato a Maxi.

MASCARA 5. Pronti via confeziona una palla per Maxi solo da spingere in rete. Poi la gara gli fa risparmiare le consuete rinculate a coprire, ma questo non gli permette di esprimersi al meglio in avanti. Poco presente col passare dei minuti trova pochi spunti che invece servirebbero eccome. Nella ripresa una sventagliata fantastica per Izco. Poi il nulla.

MAXI LOPEZ 5. Ognuno avrà fatto l’analisi che può gli concerne su Maxi. Preziosissimo perché su di lui poggiano sempre e comunque il peso e la pericolosità di un’intera squadra, oppure clamoroso sciupone che quanto prima dovrebbe darsi una “regolata”? Eccessivo, ma forse qualcuno l’ha pensato. Modestamente propendo più per la prima versione. La galina è troppo importante ed al contempo attraversa un momento negativo nella fase di “inquadratura” della porta. Anche il gol divorato oggi è figlio di un eccesso di sicurezza, di chi va lì sicuro di metterla perché abituato a farlo. Quando salta il portiere e prova col rasoterra avrebbe dovuto alzare la sfera un po’ e l’avversario non sarebbe riuscito ad evitare il gol. Non mi pare nemmeno che il tecnico gli richieda un gioco diverso dalla scorsa stagione. E’ il terminale unico, su di lui sono finalizzate quasi tutte le palle gol rossazzurre, fa le sponde come un anno fa e qualche volta si defila per aprire gli spazi trascinandosi mezza difesa (lo ha fatto anche oggi). Per il resto solo la pazienza e la testardaggine possono restuirci l’amabile cecchino che tutti conosciamo. Arriverà.

*LEDESMA 6. Discreto impatto sulla gara, con alcuni contrasti vinti con decisione e tentativi non troppo convinti di verticalizzare la manovra.

*ANTENUCCI 6,5. Scuote più di tutti il torpore offensivo. Subito alle spalle di Maxi accelera diverse volte e crea apprensione. S esi trova il modo di farli coesistere la sensazione è che, con entrambi al top, ci si possa divertire…

*GOMEZ 6. A destra è quello più adatto a fare il gioco che è stato chiesto invano al buon Izco per oltre 70 minuti. Rapido piazza qualche accelerazione pericolosa, ma gioca forse poco e con le maglie avversarie ormai troppo strette per poter incidere davvero.

All. GIAMPAOLO 5,5. Oggi ha fatto una scelta conservativa. Optare per il modulo risultato proficuo ultimamente (4-1-4-1), rimanendo al “credo” di non far coesistere per motivi di leggerezza in mediana (ipotizzo) Ricchiuti e Gomez. Così Izco va a finire dirottato a destra, mentre Potenza finora degno interprete di un ruolo dispendioso non ottiene quel turno di riposo forse utile anche per far prendere ritmo ad Alvarez. Ma al di là di una scelta piuttosto che un’altra, è stato in primis l’atteggiamento in gara a convincere poco. Troppi fraseggi senza il coraggio né il piglio di concludere in porta, imprecisione sotto porta e in generale pochissima cattiveria nello sfondare il muro giallorosso. Il mister si aspettava un Lecce dai ritmi alti ed era pronto ad agire di rimessa, invece si è trovato a dover fare la partita con un undici da contropiede. Il gol preso sull’unico affondo subìto, al di là della distrazione (ed anche sfortuna perché senza la spizzata di Silvestre la palla non arriva a Corvia), ha intriso di difficoltà una gara già complicata. Peccato perché il Lecce, compagine enormemente generosa, ancorchè priva di importanti pedina. È apparsa comunque dagli evidenti limiti ed ampiamente alla portata dei rosszzurri. E’ stata la poca freschezza di uomini in genere decisivi a mancare, vedi Mascara e Ricchiuti oltre Lopez che deve ancora trovare la definitiva chiave di volta della stagione. Una prestazione dove non mi pare ci sia stata qualcosa da salvare, ma che va gettata semplicemente e quanto prima alle spalle. Aborro chi attacca il mister e una o due settimane fa lo elogiava. Avanti con fiducia.

Arbitro PIERPAOLI 6. Mi è sembrato cambiare condotta di gara. Prima lascia correre all’inglese, nella ripresa diventa molto più fiscale. Un mani in area leccese troppo ravvicinato per dare rigore, una trattenuta prolungata su Maxi nella ripresa, anche quella di rivedere. Poco per giudicarlo insufficiente. Al di là di qualche inezia non incide su una partita decisa da ben altri motivi.

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