Calcio, Napoli-Catania (1-0): pagelle

ANDUJAR 7,5. Al San Paolo è il valore aggiunto dell’intera retroguardia. Strepitoso su Cannavaro, ci mette corpo e istinto su Campagnaro da due passi, riflessi a mille su un’altra conclusione sporcata nella traiettoria. Superato solo da un tiro ravvicinatissimo, su una palla che non doveva scorrere così lenta nel cuore dell’area…

BELLUSCI 5. La personalità non gli manca, ma spesso l’eccesso di questa si mescola alla giovanè età provocando qualche incertezza ed errore di troppo, con conseguenti patimenti sulla fascia di competenza. L’impressione è sempre la stessa: con un maggior equilibrio in certe situazioni risulterebbe un jolly difensivo di gran valore, ma ci vuole tempo. Nel finale prova più volte a sovrapporsi, senza però produrre i risultati sperati.

SILVESTRE 5,5. Gara accorta ma con una fatale incertezza: la marcatura poco ferrea su Quagliarella che permette al pallone di scorrere lemme lemme fino a Cannavaro autore del gol. Per il resto tiene bene sulle accelerazioni degli avanti partenopei.

SPOLLI 6. Titolare dopo quasi un mese, pronti via centra una traversa che ne conferma la pericolosità in area avversaria. Se la cava più d’una volta, sopperendo con fisico e mestiere alla maggior rapidità degli attaccanti avversari. Anche un paio di buone chiusure appariscenti, come nel suo stile. Bisogna ricordare che la pubalgia è una brutta bestia, e l'inattività prolungata per un corazziere come lui va recuperata con un pò di tempo. Stavolta non si esime dal giallo, che però non gli costerà il derby.

AUGUSTYN 6. Pesa sulle sue spalle, in comproprietà con Silvestre, la leggerezza che provoca il gol vittoria del Napoli. In compenso però è apprezzabile per l’impegno e la determinazione con la quale cerca di proporsi, utilizzato da terzino sinistro. In questi panni mi sembra ancora una volta meno incerto e con maggior personalità, pur commettendo qua e là qualche disattenzione. Il cartellino gli impedirà di giocare il derby sabato prossimo.

BIAGIANTI 6,5. Si conferma in ottime condizioni atletiche, probabilmente il migliore in campo dell’undici rossazzurro , Andujar escluso. Vince praticamente tutti i contrasti e se non ne esce palla al piede nella peggiore delle ipotesi guadagna punizione. E’ tonico, testimonianza ne è la presenza costante nei punti topici delle azioni, soprattutto in fase di copertura ed immediata ripartenza.

RICCHIUTI 6. Ormai totalmente calatosi nel ruolo, gioca una buona prima frazione come da consuetudine. Non è ficcante come spesso si dimostra, ma ronza più che bene nella trequarti e dà pochi riferimenti ai diretti avversari. Dialoga in maniera interesante con Mascara sul centrosinistra, prima del rituale oramai fisso della sostituzione del 60esimo circa, causa serbatoio agli sgoccioli.

IZCO 5,5. Molto ordinato, esercita bene ma senza strafare le solite consegne nel primo tempo: pressing e ripartenza cercando spesso il dialogo stretto con Martinez. Un po’ meno ispirato del solito, non trova guizzi per creare superiorità numerica specie nella ripresa, quando forse patisce l’atteggiamento un po’ più aggressivo della mediana avversaria (nulla di trascendentale comunque). Ci si ricordi anche che gioca con continuità oramai da mesi, è plausibile tirare lievemente il fiato.

MASCARA 6. Dopo il dispendio enorme di energie con la Fiorentina, riesce a dare quanto era plausibile aspettarsi. Il che è sempre tanto, visto il solito generoso lavoro svolto. Bene a sinistra nel primo tempo, qualche buona giocata senza nessuna clamorosa accelerazione. A metà ripresa cambia fascia e per un pelo manca di firmare con Maxi la fotocopia del gol contro la Lazio. Ci crede fino alla fine, come tutti, ma le iniziative non hanno buon fine.

MARTINEZ 5. Gioca una partita a sprazzi. Giocate di forza, qualche bella progressione ma anche inutili scorrettezze in attacco e qualche passaggio sbagliato nei momenti clou delle azioni. Tutto sommato comunque un bel primo tempo, partecipe di un paio di belle ed ariose manovre offensive. Un Campagnaro determinatissimo lo costringe poi a cambiar fascia nella ripresa, ma a sinistra si spegne progressivamente senza dare alcun contributo all’attacco.

MAXI LOPEZ 6. Nel complesso una prova convincente, giocata come al solito tutta sul fisico, protezione della palla fondamentale per far salire i compagni e qualche spunto pericoloso. Il Cannavaro del momento è un cliente ostico, ma lui riesce quasi a fregarlo in una circostanza, toccando di rapina col destro senza però riuscire a dar forza alla conclusione. Un ottimo spunto sull’out destro provoca un cross insidiosissimo, con tanto di fallo di mano di Maggio non rilevato da Valeri.

*DELVECCHIO 5,5. Il suo ingresso è di solito positivo quando però non si è sotto nel risultato. In caso contrario ci vorrebbe maggior spinta e dinamismo, cosa che lui non riesce a dare. Qualche fallo di troppo.

* MORIMOTO 6. Una manciata di minuti nel tentativo di scardinare la difesa avversaria, si mette a destra e se non altro fa movimento. Non può produrre di più.

All. MIHAJLOVIC 6,5. Pochi giorni dopo la faticaccia fisica e mentale dovuta alla gara con la Fiorentina, riesce a ricaricare le batterie e disporre un undici ben messo in campo, ordinato e produttore anche di qualche apprezzabile giocata offensiva, senza soffrire nulla nel primo tempo. Poi il gol da polli subito in apertura rovina tutto, è vero, ma credo che il bicchiere vada visto anche dopo questa sconfitta mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto. Probabilmente il dispendio di forze degli ultimi tempi, dopo aver prodotto risultati eccezionali, necessiterebbe una lievissima rotazione di uomini. Ma è anche vero che gli atleti utilizzati dal tecnico serbo sono sempre gli stessi, una ristretta cerchia (e ci sarà un motivo se Miha sceglie sempre gli stessi cambi), che fanno della rosa numerosa rossazzurra soltanto un’apparenza. Fa arrabbiare l’espulsione che impedirà a Miha di essere in panchina per il derby, specie perché rivedendo l’accaduto (tra l’altro giusta l’arrabbiatura per un fallo su Campagnaro che non c’è) non mi risultano irregolarità tali da meritare la cacciata di Valeri. Di nuovo onestissimo nel post-gara, dove riconosce il merito della vittoria partenopea.

Arbitro VALERI 5,5. Non commette errori per tre quarti di gara, ma la buona gestione finisce nel momento del presunto fallo da rigore di Maggio. Lì sbaglia due volte, perché non vede la scorrettezza di Delvecchio sullo stesso esterno napoletano, lascia correre e poi non vede la mano nettissima che si poggia sul pallone. Impreciso anche quando caccia Mihajlovic, ma probabilmente lì viene male assistito e mal informato dai suoi collaboratori.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Sport