Calcio, Sampdoria-Catania (1-1): pagelle

ANDUJAR 6. Battuto solo da un rigore di Pazzini. Si mette in evidenza per una bella deviazione bassa su Ziegler ed una palla lemme lemme che gli ballonzola inspiegabilmente tra le mani prima che venga bloccata. L’impressione è che stia riacquistando gradualmente la totale sicurezza, ma non l’ha ancora del tutto acquisita.

ALVAREZ 6,5. Sulla carta doveva vedere le streghe, considerando Guberti e Cassano due bruttissime bestie. Ed invece, eccezion fatta per i primi 10 minuti di difficoltà, limita bene le incursioni dalle sue parti. Nella ripresa non sbaglia un colpo e cresce così come l’intera squadra. La sua è un’evoluzione tecnica e tattica che ci accontentiamo benissimo di non saper perfettamente spiegare….L’importante è che sia arrivata.

SILVESTRE 5,5. Non si discosta dal solito rendimento, ma più degli altri dà l’impressione di soffrire l’inizio (solo quello) arrembante dei padroni di casa. Penalizzato dall’eccessiva fiscalità di Morganti, ciò non toglie che mette i mezzi affinchè venga dato il penalty. Ingenuo e poco fortunato, controlla senza patemi nella seconda frazione di gara.

SPOLLI 6,5. Pazzini non è il cecchino implacabile di inizio stagione, ma per oscurarlo totalmente è comunque necessaria una prestazione di spessore. Concentrato e rude al punto giusto, oltre che ineccepibile sulle palle alte, come suo solito. Da evitare le consuete irruenze da dietro, a 50 metri dalla porta. Su cinque, quattro te le fischiano…

CAPUANO 6. Lo dico sottovoce, ma anche il terzino napoletano comincia forse ha godere della rigenerante cura Mihajlovic. Più sicuro e senza alcun fronzolo difensivo, soffre poco e nulla in una zona dove il gioco di Del Neri prevede di far male all’avversario. Se gradualmente acquistasse più gamba per arrivare sul fondo e crossare sarebbe ben accetto.

BIAGIANTI 6,5. La concomitante assenza di Carboni coincide, forse,con il Biagianti più ordinato della stagione. La Doria passa poche volte per vie centrali: quando lo fa difficilmente il 25enne fiorentino si fa trovare impreparato. Lui e Carboni sono due ottimi tamponi centrali, bisogna solo capire come e se farli coesistere.

IZCO 6. La solita gara nel ruolo di stakanovista e pendolo tra la copertura centrale e l’appoggio alle avanzate rossazzurre. Cuce tutto sommato bene, producendo un apprezzabile lavoro soprattutto in fase di disimpegno e ripartenza della manovra.

RICCHIUTI 6. Si accende ad intermittenza e nel complesso stramerita la sufficienza. Se dalle parti di Storari si limita ad una conclusione troppo centrale, è in fase di ripartenza che brilla. E’ di fatto il primo che si propone per raccogliere i palloni recuperati dalla mediana e provare a ripartire dialogando con Martinez o catapuntandosi con i buchi che centralmente la cerniera avversaria ha concesso. Con Martinez, e Mascara fuori, ha i piedi migliori del Catania. E questo nel finale risulta prezioso per tener palla contro un avversario stremato e senza idee.

MASCARA 6. Marassi non gli porta bene. Una manciata di minuti iniziali col Genoa, primo ad essere sostituito nella ripresa. Non la prende bene e si vede. In precedenza solito sacrificio a coprire e ripartire, oggi pù che mai necessario per sbarrare i temuti esterni blucerchiati. L’impressione è che risulti più lucido e deciso nelle giocate. Il vero Peppe, quando arriva, potrebbe essere l’arma in più…e qualche passo avanti c’è.

LLAMA 6,5. Si conferma uno dei pupilli di Mihajlovic. E lo ripaga con una prestazione più che dignitosa, correndo e rinculando sulla fascia di competenza. Corona il tutto con una prodezza su calcio di punizione. Vista l’enorme carenza di gol da parte dei centrocampisti e più in generale con conclusioni da fuori area, ci si augura che prenda il vizio…

MARTINEZ 7. Di nuovo una prestazione ciclopica. Ultimamente appare di una spanna sopra i ventidue in campo, quindi non solo tra quelli di maglia rossazzurra. Atleticamente è un portento, se è vero che pressa a tutto campo e quando tutti calano cresce esponenzialmente di tono e ritmo. Unico e notevole neo l’incespicata che, se vitata, gli avrebbe permesso un faccia a faccia con Storari che già profumava di gol. Con un compagno di reparto incisivo partite come queste probabilmente si portano a casa…

*LEDESMA 6. Pochi minuti, ma non disdegna spirito alla lotta ed apprezzabili geometrie al servizio della squadra.

*PLASMATI s.v. Entra nel finale per dare respiro a Martinez, ma non ha nessuna palla giocabile.

All. MIHAJLOVIC 7. Costretto ad assistere dalla piccionaia di Marassi, le sue scelte iniziali premiano un atteggiamento tutt’altro che remissivo d’una squadra gradualmente sempre più cosciente dei propri mezzi. Che la cattiveria non rientri nel dna del Catania è risaputo: questa come altre sfide potevano valere tre punti se solamente un’incisività maggiore avesse messo in ginocchio un avversario confuso e spremuto come appare oggi la compagine di Del Neri. Per questo ci si augura di raccogliere quanto prima i frutti sperati ed attesi dal mercato di riparazione. Soltanto l’istantaneo approccio alla gara non è apparso impeccabile. Per il resto è innegabile che dall’avvento del nuovo tecnico gli uomini in campo appaiano meglio predisposti alla lotta ed a resistere nei momenti di oggettiva difficoltà. Altro aspetto che fan ben sperare è il finale di gara, condotto in crescendo. Col puntello avanzato tanto atteso, l’optimus della condizione atletica su tutti i 90 minuti si potrebbe tradurre con notevole gruzzolo accumulabile in classifica.

Arbitro MORGANTI 5. Non ha enorme da fare, però il fischio sul contatto Silvestre-Pazzini ha del generoso. Episodio pesantissimo ai fini dell’esito finale. Ultra fiscali le ammonizioni a Ledesma e Ricchiuti.

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