Calcio, Siena-Catania (3-2): le pagelle
ANDUJAR 5. Si conferma la regola non scritta di quest’anno per l’estremo argentino. Quasi tutti i tiri subiti all’interno dello specchio si tramutano in gol avversari. A volte scevro da responsabilità, come in occasione del 2-2 di Terzi. Ma sembra poco reattivo sull’uscita bassa che determina il primo pareggio di Calaiò. Grave l’indecisione sulla segnatura di Paolucci, dove non si accorda con Capuano. Ma con il pallone che scorre al centro dell’area piccola, un portiere si dovrebbe avventare senza titubanza alcuna e farlo suo.
BELLUSCI 6. Denota personalità e sicurezza, in un ruolo sulla carta non suo ma che potrebbe presto diventarlo. Regala anche l’assist del momentaneo 1-2. Le sofferenze su Maccarone, praticamente azzerate nel primo tempo, emergono tutte nella ripresa specie spesso in inferiorità e poco sostenuto da un Ledesma a corto di fiato.
SILVESTRE 5. Match dai due volti, per lui così come per l’intera squadra. Sicuro e ordinato prima, incerto goffo e poco lucido in quei “maledetti” 15 minuti. Se nel primo tempo si limita a controllare sfuriate disorganizzate di Maccarone e Ghezzal, gli ingressi di Paolucci e Calaiò lo mandano sull’orlo della confusione. Svirgola clamorosamente in occasione dell’1-1 di Calaiò.
SPOLLI 5,5. Per lui vale lo stesso identico discorso fatto per Silvestre. A suo vantaggio ci sono un paio di chiusure e l’aver vinto quasi tutti i confronti aerei. Oltre ad un paio imperfezioni, pecca quando sfiora il gol per ben 2 volte. Situazioni analoghe, su calci da fermo. Ma sia nel tentare la botta al volo di destro, che di testa solissimo, conclude con poca convinzione e scarsi risultati.
CAPUANO 4,5. Rientrato titolare dopo diverse settimane d’assenza, conferma il momento di scarsa condizione e lucidità. Si limita al compitino nella prima frazione, non approfittando delle lacune di un centravanti schierato terzino dinanzi a lui e cioè Reginaldo. Nella ripresa va in barca, commette diversi falli e in coabitazione con Andujar “confeziona” il pasticcio del gol vittoria di Paolucci. Di discese e cross in mezzo nemmeno l’odore…
LEDESMA 6. Finchè il fiato e le gambe lo hanno sostenuto, ha fatto rivedere le abilità tipiche del suo repertorio. Ottimo palleggio, mai una palla a casaccio, distribuzione ordinata del gioco. Sfiora il gol con uno splendido pallonetto sventato di un soffio da Curci. Poi, come nella logica di chi non gioca da mesi, perde corsa e ritmo e Atzori lo tira fuori dalla mischia.
CARBONI 6,5. Randella e sgobba da 1’ al 90’, facendo intuire d’aver riacquisito la condizione dei primi due mesi di stagione. Toglie un bel po’ di volte le castagne dal fuoco. Inoltre appare “confortato” dalla presenza di Ledesma al suo fianco, uno a cui può appoggiare gli innumerevoli palloni recuperati. Anche lui in difficoltà come tutti nella ripresa “terribile”, ma da tutto sino al termine.
BIAGIANTI 5,5. Parte bene, rompe e riparte con personalità. Poi è forse uno di quelli che accusa di più il ritorno degli avversari. Sparisce progressivamente dal campo, facendo rimpiangere e non poco il buon filtro garantito nei primi 45 minuti.
MASCARA 5. Inutile ribadire l’ormai canonico spirito di sacrificio e l’abnegazione nel prender palla 50 metri lontano dalla porta avversaria. Commette però più di una inutile leziosità e sparisce neal ripresa. Non riesce, specie nel primo tempo, ad approfittare di un Reginaldo fuori ruolo. Il brasiliano alla fine fa un figurone, ma né lui né Capuano hanno messo i mezzi per farlo sentire a disagio nell’inedita posizione datagli da Malesani.
MARTINEZ 7,5. L’unico a riuscire a fare la differenza. Realizza due gol, entrambi da centravanti puro. Gioca con animo da lottatore e conquista punizioni a raffica. Combatte fino alla fine, concetrato su tutti i palloni, riesce ad essere pure concreto e non vanificare le molteplici giocate effettuate. Si sta rivelando, al momento, l’unico vero terminale offensivo degno d’esser considerato tale.
MORIMOTO 5. Di palla davvero giocabile riceve solo una, ma con l’aria che tira ultimamente difficilemente si poteva sperare che la buttasse dentro. Taka si da un gran da fare, nella generale positività della prima frazione riesce quasi sempre a far salire la squadra, lottando su ogni palla e conquistando diverse punizioni a favore. Ma non incide e nel secondo tempo esce completamente di scena, prima che Atzori lo sostituisca con Ricchiuti.
*LLAMA 5. Entra con cmpiti di puro fluidificante di sinistra. Solo un paio di cross e parecchia inutle frenesia.
* RICCHIUTI 5,5. Spaesato per i primi minuti, riesce a costruirsi una sola ma ghiotta palla in rete. Peccato concluda debolmente di sinistro.
All. ATZORI 5,5. In una sconfitta maturata in condizioni troppo simili ad altri k.o, non è facile intuire dove cominciano le colpe del tecnico e dove invece inizino quelle di una squadra che gioca un tempo, per poi sparire letteralmente dal campo. Ciò che ipotizziamo si possa imputare all’allenatore rossazzurro è, probabilmente, di non aver preso le giuste contromisure allo sbilanciamento in avanti senese. L’innesto avversario di due punte veloci come Calaiò e Paolucci, richiamavano forse ad un centrocampo più coperto e compatto, in grado di supportare i 4 difensori e limitare le sofferenze. Ma è pur vero che, visti i primi 45 minuti, anche il più catastrofico dei “gufi”, non avrebbe potuto prevedere un crollo simile ed una totale perdita di controllo della gara. La squadra prestato il fianco agli avversari, contribuendo molto ad esaltare un ambiente ed 11 giocatori fin lì atrofizzati ed abulici. Sono venuti a mancare quegli elementi in grado di mettersi il Catania sulle spalle, stringere i denti e resistere. Ma su ciò le responsablità di Atzori sono pressoché nulle.
Arbitro TAGLIAVENTO 7. Condotta di gara ineccepibile. Fischia tutto quello che c’è da fischiare, cartellini compresi. Tiene in mano dall’inizio alla fine una gara di per sé corretta, ma che avrebbe potuto scaldarsi visto l’andamento.
