Bergamo, ennesima disfatta esterna per il Catania (Siciliatoday.net)

Calcio, Atalanta-Catania: il commento del match

Catania inguardabile, ma Costa da fermare per 2 mesi
Il peggior Catania stagionale. Sconfitta giusta, meritata. In pratica, in 97’ (compresi i recuperi), nessun tiro di una qualche pericolosità verso la porta di Consigli, peraltro apparso assolutamente sfarfalleggiante in uscita e nei rinvii di piede, nonché insicuro anche nella semplice “camminata” da un palo all’altro. Inguardabile il Catania in difesa, con al centro un Terlizzi eufemisticamente “distratto” (e meno male che il solito ottimo Stovini ogni tanto, per non dire sempre, ci mette una pezza...) e i due esterni Silvestre e Capuano presi in mezzo sistematicamente dai due laterali nerazzurri posizionati da Del Neri sulle due fasce (Garics e F. Pinto; Bellini e Padoin); senza un briciolo di idee e qualità in mezzo, dove con i tre mediani Carboni, Biagianti e Baiocco non si crea gioco, si sbagliano perennemente passaggi elementari e nessuno si inserisce e si propone al tiro; fumoso in attacco dove Mascara corre a tutto campo sfiancandosi senza costrutto, Paolucci e poi Morimoto lottano senza fortuna fra i due centrali atalantini Manfredini (ah,m se lo vedesse adesso Sonetti...) e Talamonti, Martinez... be’ lasciamo perdere! Eppure, ci chiediamo: quante volte un buon Catania (simile, tanto per dire, all’Atalanta di oggi) è stato punito immeritatamente nel finale da un avversario fortunato? Nel calcio ci sta. Sembrerebbe, purtroppo, non starci per il Catania. Siamo giunti, se la memoria non ci inganna, al sesto errore decisivo consecutivo, sempre ai danni dei rossazzurri, dallo scoraggiante Tommasi al collaboratore di linea di Dondarini (peraltro bravo in generale nella conduzione della gara) Costa, protagonista di un errore inspiegabile. Come si può, al 93’, sbagliare un off-side di un metro, essendo in linea con l’azione? La rete di Mascara, regolarissima, avrebbe concesso un immeritato pareggio al Catania, ma, come detto, il calcio è questo. Che Costa non l’abbia pensata così e si sia erto a “Giustiziere della Coppola dello Zio Vincenzo”? Altra domanda: com’è possibile che gli errori capitino tutti a discapito dei rossazzurri? La stessa dirigenza etnea recentemente ha sottolineato come non sia il caso di prendersela per determinati errori, considerato che alla fine dare e avere si equilibrano a vicenda. Ma dove, come, quando, perché? Diteci quando il Catania abbia potuto usufruire, in questo torneo, di errori “a favore” come, per esempio, la minchiata megagalattica di Gervasoni a Milano, il fischio da barzelletta di Celi a Napoli, le supermegaminchiatone di Ayroldi al “Massimino” in occasione della gara contro il Bologna, il cervellotico (e inesistente) “gioco pericoloso” inventato di sana pianta dall’internazionale (nel vero senso della parola) Rocchi!!! Ditecelo, perché siamo in attesa di fare il conto. La dirigenza rossazzurra, dopo il match odierno, dovrebbe fare una sola azione diretta verso due obiettivi: alzare la voce. Alzare la voce nei confronti della squadra, protagonista di una prova di nessuna personalità, per di più inspiegabile dopo le due ultime incoraggianti prestazioni; alzare la voce nei confronti di Collina, giacché ci pare ce la misura stia per diventare colma. Il profilo basso, considerato che il Catania subisce almeno un torto a partita, non ci pare sia strategia vincente nel calcio italiano. La Fiorentina, con Della valle, ha sollevato un polverone inaudito dopo aver subito la metà dei torti Purtroppo. Che sia chiara, comunque, una cosa: recriminare al 93’ per un goal annullato dopo una prova sconclusionata siffatta, sarebbe creare alibi pericolosissimi ai giocatori. Il Catania deve recriminare per la complessiva scarsa “attenzione” della classe arbitrale nei propri confronti, non certo per il match odierno in particolare.

Nodo Ledesma
Personalmente sono molto deluso. Attendevo Mascara e compagni a una grande prova dopo le due gare ben giocate con Genoa e Inter. Di contro, due passi indietro invece che uno avanti. Zenga ha presentato, più o meno, la formazione da tutti attesa, ma il 4-4-2 di Del Neri ne ha subito messo a nudo tutti i limiti attuali: poca qualità a centrocampo, difficoltà ad andare al tiro in avanti. Tralasciando le incomprensibili “terlizzate” (il giocatore, pur bravo, a volte pensa di essere la reincarnazione di Scirea: errore imperdonabile), non ci si può affidare sistematicamente al lancio lungo dalle retrovie contro una difesa ben munita come quella atalantina. Carboni, Baiocco e Biagianti sono mediani non deputati a inventare; inoltre, non hanno caratteristiche di tiratori (al Catania mancano le reti dei centrocampisti). Oltre tutto, hanno giocato maluccio, in specie nel primo tempo, venendo chiaramente messi in difficoltà dall’ottimo Cigarini e da Guarente, autore di un goal meritato ma fortunato, dato che Bizzarri, sul suo centralissimo tiro al volo dalla distanza, ha commesso un chiaro e decisivo errore. Pertanto nelle idee tattiche di Zenga, presumiamo, avrebbero dovuto essere Martinez e Mascara a creare gioco per Paolucci. Ebbene, Topolinik, peraltro non in grandissimo spolvero, si è sacrificato in uno sfiancante lavoro da centrocampista, mentre Martinez, sostanzialmente, non ha toccato palla, abbandonando l’ex atalantino al proprio destino. È vero che nella ripresa, complice un calo dei bergamaschi, i rossazzurri hanno tentato qualcosina in più (con gli inserimenti di Izco e Spinesi), ma senza cavarne un ragno da buco se non nei 5’ convulsi minuti di recupero finali. Giungiamo, quindi, al nodo cruciale. In estate il Catania aveva fatto un gran colpo di mercato: Ledesma, il centrocampista in grado di fornire qualità e inserimenti. Insomma, quel “qualcosa in più” che si richiedeva al centrocampo etneo dopo le esperienze pregresse. Ledesma, per problemi fisici, da molte partite è inutilizzabile o utilizzabile part-time. Sostanzialmente, il Catania gioca con la stessa mediana dello scorso anno, se si eccettua il pur bravo Carboni, che comunque non ha caratteristiche di regista. Infatti, la partita di oggi ci è parsa l’esatta fotocopia di una qualsiasi delle ultime 15 gare della stagione precedente. Ora, se i problemi di Pablo dovessero persistere, è chiaro che i rossazzurri si troverebbero in difficoltà. È un problema da risolvere.

Non scherzare con il fuoco
Anche perché, malgrado la società e Zenga continuino a ripetere che questo campionato sia un’altra storia, i numeri dicono che il pericolo di una “riproposizione” di vecchi incubi non sia del tutto campato in aria: 4 punti in 10 partite, media più che da retrocessione. Non solo. Dietro si cominciano a far punti: il Toro pareggia a Milano, la reggina ferma la Roma, Chievo e Lecce sanno vincere in trasferta, il Bologna, con un’altra vittoria, sostanzialmente ha raggiunto i rossazzurri, cosa impensabile fino a un mese fa. Il vantaggio si assottiglia e non si può assolutamente fare l’errore (già fatto in passato) di pensare: tanto ormai siamo salvi! Adesso i punti di vantaggio sul terz’ultimo posto sono 8 e domenica si gioca (presumibilmente in uno stadio in cui i tifosi della Juventus saranno preponderanti rispetto a quelli del Catania) contro una grande squadra proveniente da due sconfitte consecutive. Non si può scherzare, insomma. Invero, rispetto al passato, è assolutamente apprezzabile lo sforzo della società in sede di mercato invernale. Al di là dell’inevitabile “sfoltimento” della rosa, la dirigenza etnea ha cambiato, in meglio, i due esterni, come un po’ tutti invocavano: Potenza e Capuano vanno bene per un team come il Catania. Forse, si potrebbe fare un sforzo conclusivo in avanti, prendendo un giocatore di qualità, dato che il Catania, numeri alla mano, presenta, al momento, uno dei peggiori attacchi della categoria. Si segna con il contagocce e, quando si riesce a fare un gollettino striminzito, ce lo si ritrova annullato (Inter e Atalanta insegnano...)!

Servono punti
Otto sconfitte nelle ultime dieci partite sono tante, troppe. Bisogna tornare a far punti, che l’avversario sia la Juve o la Reggina. Contro i bianconeri bisognerà fare di tutto per portare a casa un risultato positivo. Magari inserendo Potenza, magari ritrovando (si spera) Ledesma. Magari giocando con più “cuore” rispetto a quello (non) mostrato a Bergamo. Magari, facendo goal. Un qualcosa che non accade spesso. Sarebbe ora di invertire la rotta. Non scherziamo con il fuoco, non scherziamo con il fuoco. Let’s go, Liotru, let’s go!!!


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