(Siciliatoday.net)

Calcio, Cagliari-Catania 1-0: il commento del match

Sconfitta indolore
Un pareggio sarebbe risultato il perfetto compendio di una gara dai due volti: prima frazione appannaggio di un Catania capace di creare almeno un paio di grosse occasioni da rete; secondo tempo più “colorato” di rossoblù, anche a seguito di un colpevole arretramento di baricentro degli etnei, sostanziato da alcune situazioni “scabrose” in area rossazzurra, compresa quella decisiva che conduce alla rete di Matri a 10’ dal termine del match. Ma ci sta, il calcio è questo. Talora può andare bene, addirittura puoi anche portare a casa il risultato pieno, in altre occasioni ti va male. Nulla da eccepire. Il Cagliari continua a sognare l’Europa, e lo merita, il Catania non subisce alcun contraccolpo nella sua tranquilla, tranquillissima corsa verso la salvezza. A 8 gare dalla fine del campionato rimangono 13 i punti di vantaggio su Torino e Lecce, terz’ultimi. Il traguardo appare davvero vicinissimo. Non ci sta, invece, l’arbitraggio di Pinzani. Casalingo, impreciso, deleterio per i giocatori in campo in fatto di posizione, come testimonia l’incredibile “rinvio” da difensore in occasione di un’importante azione d’attacco etnea sul finale della partita. Inaccettabile, poi, come abbia potuto permettere il fallo sistematico su Mascara, massacrato da centrocampisti e difensori di casa e spesso nemmeno gratificato da una sacrosanta punizione a favore. Ma anche questo ci sta. Ci sentiamo di predire, comunque, un’ottima carriera a Pinzani, perfettamente “in linea” rispetto agli standard italiani.

Primo tempo convincente
A mio avviso Zenga ha impostato la partita come doveva, sulla base delle defezioni (Ledesma e Martinez squalificati, Morimoto non al massimo) e delle caratteristiche dell’avversario. 4-4-2 solido, con Baiocco sulle tracce di Conti e Carboni davanti alla difesa a “parare” il folletto Cossu, Mascara a fluttuare fra le linee alle spalle di Paolucci. Anche l’atteggiamento si è rivelato giusto. Attenzione in difesa congiunta a pronta pro positività nelle ripartenze, in specie con Capuano sulla corsia sinistra. Veramente ottima la prestazione dell’ex palermitano, vicino al gol al 3’ di testa e al 4’ con un gran sinistro dal limite, a dimostrazione della bontà dell’operazione di mercato approntata a gennaio dalla società di Via Ferrante Aporti. Se a ciò aggiungiamo la bella girata di Mascara di poco a lato al 30’ e le “zero” occasioni da goal dei padroni di casa, possiamo, senza tema di smentite, affermare che la prima frazione avrebbe dovuto portare le due squadre negli spogliatoi con almeno una rete di gap a vantaggio dei rossazzurri. Molto bene la difesa, oltre che sulle fasce, anche al centro (ma Silvestre e Stovini saranno attenti fino all’ultimo, buona la loro prestazione), robusto Carboni in mezzo (molte le palle recuperate), bravo Baiocco (migliore dei suoi) a ripartire palla al piede (e talora tentare pure la conclusione sebbene sempre con scarsa fortuna), sempre pericoloso Mascara nei movimenti verso la porta. Insomma, una prestazione in linea rispetto alle ultime convincenti uscite.

Ripresa in frenata: Matri “spacca” la partita
Il principale limite della buona (finora) stagione del Catania risiede nell’intermittente capacità di mantenere un atteggiamento di sicura personalità nell’ambito dei 90 minuti. Limite manifestatosi in qualche modo anche oggi, seppure vi sia da sottolineare come non è che il Cagliari abbia fatto faville. Andando a rileggere la cronaca puntuale del match, da annotare solo tre giocate del subentrato Matri, autentico eroe del pomeriggio sardo: slalom con tocco sotto misura neutralizzato da Bizzarri, minuto 59’; gran tiro rasoterra mezzo metro a lato, minuto 65’; facile realizzazione a porta vuota a seguito di un gravissimo errore difensivo di Silvestri, entrato al posto dell’infortunato Potenza, minuto 80’. In ogni caso, evidente l’abbassamento del baricentro operato dal Catania, meno capace di far filtro in mezzo, con un Biagianti in tono minore, un Tedesco poco preciso, un Mascara in calo fisico e un Paolucci troppo isolato in avanti. Altrettanto evidente la crescita dei mediani rossoblù, in specie Conti e Biondini, nonché del trequartista Cossu. A proposito di Biagianti, pur ribadendo di non essere un tecnico e, quindi, di non poter assolutamente consigliare nulla a un bravissimo trainer come Zenga, sulla base del rendimento e dei risultati, mi pare poco contestabile che le migliori prestazioni le abbia offerte nella posizione di frangiflutti davanti alla difesa. La stessa del Vichingo Carboni, insomma… Scontate, a mio parere, anche le mosse del tecnico Milanese: fuori Biagianti per Llama, con Baiocco portato al centro; dentro Morimoto per Paolucci; inevitabile, Silvestri per Potenza. Tuttavia, la mossa vincente la opera Allegri, inserendo Matri a inizio ripresa e, paradossalmente, l’errore decisivo lo compie proprio Silvestri. Ma dare la croce addosso al grande professionista romano ci sembrerebbe ingiusto oltre che fuorviante. Piuttosto, in proiezione prossima stagione, mi pare evidente rimarcare come debba essere rimpolpato il parco difensori. Ne abbiamo 5, di cui 4 titolari inamovibili e uno in panca, peraltro ormai a fine carriera e talora non eccessivamente reattivo dal punto di vista atletico. Inutile sottolineare come Terlizzi non sia da prendere in considerazione in quanto non rientrante più nei piani societari. Comunque, oggi ha avuto ragione Allegri, onore ad Allegri, 1-0 per lui. Zenga, però, non esce ridimensionato dalla partita. L’impressione è che le due squadre siano più o meno allo stesso livello, con il Cagliari (come dimostra la classifica) maggiormente brillante in attacco, dove possiede un numero di soluzioni maggiore rispetto al Catania. E, soprattutto, possiede quell’abitudine alla Serie A, al calcio che conta, che ancora i rossazzurri non hanno compiutamente acquisito. Ma ci siamo quasi.

Nessuna pietà a Torino
Nessun dramma, quindi, per una sconfitta non drammatica. Tuttavia, alla prossima si andrà di nuovo in trasferta, a Torino, contro una squadra con l’acqua alla gola e, in pratica, all’ultima spiaggia. Non si potrà sbagliare ancora, questo è assodato. Non solo. Vorremmo che i vecchi ricordassero e che i nuovi sapessero che la gara con il Torino non potrà mai essere un match da sottovalutare. Dal caso Martinelli in poi si è rivelato sempre “difficoltoso” il rapporto con la società granata che più volte ha tentato di “affossare” il sodalizio etneo. Il presidente torinista Cairo deve capire che, nella vita, a ogni azione corrisponde una reazione, sempre leale e corretta, chiaramente, ma allo stesso tempo dura. I tifosi vogliono vedere sputare sangue in campo da parte di Baiocco e soci, questo è certo. Le (metaforiche, ovviamente…) “pedate nel sederino” in caso di prestazione “svogliata” all’Olimpico sarebbero di assoluta prammatica. Ma non accadrà. Nessuna pietà. Let’s go, Liotru, let’s go!!!

Animali da stia
Un’ultima considerazione, extratecnica. Con ribrezzo e raccapriccio apprendo la notizia dell’aggressione, avvenuta a Cagliari, di una comitiva di studenti messinesi “scambiati” per catanesi, da parte di imprecisati “tifosi” sardi. Ebbene, chi, sotto l’insegna di una “fede” calcistica, si rende protagonista di un vile e violento raid nei confronti di quattro pacifici ragazzi e un malcapitato professore in gita scolastica, non può essere considerato appartenente al genere umano. Sono animali, animali da stia. Gente del genere andrebbe elisa dalla vita sociale, perché incapace di comprenderne i fondamenti. Purtroppo, sognare un calcio italiano scevro da tali abomini appare ancora un’utopia. Peccato.

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