Calcio/Catania, Atzori: L’occasione della vita
A dominare lo stato d’animo dell’esordiente Atzori sono due sentimenti. L’enorme carica per la “prima” su una panchina di A. Ma ancora più forte è il senso di riconoscenza e la voglia di sdebitarsi verso chi ha scommesso forte su di lui. “Catania è l’occasione della mia vita. Sento un dovere grandissimo verso questa società, decisa a puntare su di me quando nessuno avrebbe messo un centesimo sul piatto”.
Voglia di fare e stimoli a mille, rafforzati dalla convinzione di essere capitato nella piazza giusta: “Per me Catania si presenta nel momento migliore. Ho 38 anni e se voglio affermarmi come tecnico non potevo chiedere di meglio”.
Del resto a parlare è la storia recente del Catania, capace di sfornare tecnici coi fiocchi, non ultimi Marino e Zenga. Oculatezza e cura certosina dei particolari sono gli ingredienti essenziali del metodo Atzori, che ieri ha richiamato alla disciplina alcuni giocatori. Erano rei d’essersi seduti per bere, prolungando di troppo una pausa. “Se ci sediamo in campo ci fanno gol” ha sentenziato Atzori con sorriso mal celato. Sulla preparazione in corso il mister dichiara di essere soddisfatto del lavoro svolto finora, dichiarando l’obiettivo di raggiungere il top della forma per l’esordio in campionato.
Intanto a battesimo del nuovo Catania un’amichevole di grande prestigio, domenica a Istanbul contro il Besiktas. Sorride Atzori: “Sembra di fare la Coppa dei Campioni. Sarà una partita dall’enorme fascino per noi. E’ ovvio che ci troveremo davanti una squadra al 70% della condizione, mentre noi saremo si e no al 50%. Ma questo è l’ultimo aspetto che mi interessa. L’importante è verificare i progressi graduali fatti dai ragazzi”.
Sul modulo il tecnico ha ribadito l’intenso lavoro sul 4-3-3 e la volontà di plasmare il suo Catania, almeno inizialmente, secondo questo credo tattico.
Le ultime battute, stimolate da una giornalista del Sol Levante, sono per Morimoto: “Mori per me è fortissimo. Ha la caratteristica principe dei grandi bomber, ovvero il saper rubare il tempo al difensore. Se sai fare questo non c’è miglior marcatore che tenga. Mi ricorda Montella che ho avuto la sfortuna di marcare”.
