Calcio/Catania, Capuano: affermazioni Miccoli inesatte

Con riferimento ai commenti espressi dal calciatore dell’U.S. Città di Palermo Fabrizio Miccoli sulle dichiarazioni rilasciate da Ciro Capuano nel corso della sua prima conferenza stampa da calciatore del Catania, lo stesso numero 33 rossazzurro interviene con serenità e puntualizza: “Dalle premesse alle conclusioni, le affermazioni di Miccoli sono integralmente inesatte, basate su errate interpretazioni ed ingenerose. Io non ho nulla da rimproverare né al presidente né al tecnico della società rosanero, anzitutto, come pure si potrebbe intuire dalle parole di Fabrizio (“Puoi avercela con il tecnico ed il presidente, ma attaccare il gruppo dopo solo un giorno è sbagliato” aveva detto Miccoli a stadionews.it).
Non ho mai attaccato il gruppo, ciò che sarebbe sempre sbagliato e non solo il primo giorno, ma ho semplicemente esternato la mia delusione per le scelte tecniche, ciò che credo sia onesto e professionalmente indice di passione e volontà di trovare spazio”.

Miccoli aveva detto inoltre: “Ha fatto anche dei nomi, e per me queste sono cose che non si fanno: non si può discutere gente come Cassani e Migliaccio”.

Capuano spiega: “Ho fatto dei nomi perché era giusto farli, tributando un riconoscimento a ragazzi che stimo e apprezzo, veri amici. Di Cassani ho detto che ha saputo dimostrare con un grande campionato quel che vale, non appena gli è stata concessa l’opportunità di giocare con continuità, auspicando di poter avere per me la stessa possibilità. Di Migliaccio ho addirittura detto che sarebbe un lusso per molte squadre, viste le sue qualità. Solo apprezzamenti per i miei ex compagni”.

Miccoli aveva inoltre commentato, con riferimento a Capuano: “Era benvoluto da tutti, ha chiesto consiglio a tutti prima di andare: è facile fare il palermitano quando si è a Palermo e il catanese a Catania. Ha cambiato completamente atteggiamento in due giorni, e questo non si fa. Lo consideriamo un amico: penso che qualcuno lo chiamerà, certamente non ci ha fatto piacere leggere sui giornali queste cose”.

Capuano replica: “Mi sono confrontato con i miei compagni all’interno dello spogliatoio, la sede naturale in cui il buon professionista analizza con i colleghi aspetti della professione come un trasferimento. Io non faccio il palermitano a Palermo, né il catanese a Catania: sono di Napoli, orgoglioso di appartenere ad un Meridione che mette insieme queste tre grandi città. Sono un professionista, in prestito con diritto di riscatto dal Palermo al Catania, contento di essere il mezzo di una convergenza tra le due più grandi e trainanti realtà del calcio siciliano”.

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