(SiciliaToday)

Calcio/Catania: Lo Monaco: occorre crescere e migliorarsi

Manca poco all’alba di una nuova stagione, la quarta consecutiva del Catania in serie A. In questi anni il club etneo è diventato un modello. Stabilità economica, fiducia nei giovani e sistematico rafforzamento della rosa albergano ormai in pianta stabile nel modo d’agire della società etnea.

Le scommesse di Lo Monaco, che se perse avrebbero voluto dire depotenziare la squadra, fino ad oggi hanno dato frutti eccezionali.

Ad un mese dall’inizio del campionato la filosofia del Catania è e deve rimanere la stessa. “Il calcio d’oggi ha tracciato una strada ben precisa, noi non facciamo altro che seguirla”. Chiosa sereno l’amministratore delegato dei rossazzurri, pronto a riscommettere sulla sua “creatura”.

“Tutti in estate sono convinti d’aver fatto una buona squadra, anche noi lo siamo. Poi sarà il campo a dire chi aveva ragione già a luglio e chi no”. La linea verde è un tragitto percorso sempre più spesso dalla società catanese, come testimoniato da diverse scelte di mercato: “Abbiamo salutato diversi giocatori in là con gli anni. Sono stati rimpiazzati da ragazzi nati tutti negli anni 80. Ricordo che alcuni volti nuovi del Catania si chiamano Bellusci classe 89, Catellani ed Augustyn classe 88. In più c’è Sciacca, nostro giovane di 20 anni che ha lavorato benissimo alla fine dello scorso campionato e potrà fare ottime cose”.

L’augurio, concretamente realizzabile, è che Bellusci, Sciacca e Catellani possano vestire la maglia dell’under 21, impegnata proprio quest’anno nella nascita di un biennio nuovo di zecca.

Sul fronte arrivi Lo Monaco parla di Spolli (classe ’83) ed ammette: “Se non succedono cose clamorose in settimana lo presenteremo. L’accordo è già stato trovato, manca solo la firma. Per Bergessio è dura, ma non molliamo perché resta un obiettivo”.

Ha un sottilissimo rimpianto Pietro Lo Monaco, che spiega così: “Il nostro più grande cruccio è non poter lavorare gia ad Assisi con Ledesma e Barrientos in squadra. Sono certo che il loro apporto sarebbe stato tutt’altro che indifferente già dal ritiro. Pazientiamo, se sono due o tre mesi adesso poco importa. Non mettiamogli fretta”.

Sul discorso abbonamenti dichiara l’amministratore: “Il sogno che tutti conoscono resta quello di avere l’intero Massimino pieno di abbonati, ma saremmo già contentissimi di superare anche di una sola tessera il numero dello scorso anno”.
Chiusura rivolta agli obiettivi stagionali. “A sette giornate dalla fine del campionato passato avevamo un punto in più dell’Udinese. Poi noi ci siamo seduti mentre loro hanno fatto 6 vittorie ed un pareggio. Il motivo? Questione di mentalità. Stiamo lavorando per questo, far capire a questi ragazzi che devono puntare sempre a migliorasi e crescere”. Dunque una modus operandi che il Catania cerca di trasmettere in maniera trasversale, dalle politica societaria fino al campo.

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