(Siciliatoday.net)

Calcio, Catania: Walter vola via

Record raggiunto, Walter One vola via
Era stato posto come obiettivo suppletivo, “ciliegina” finale su una torta già ricca, ed è stato raggiunto grazie a una kermesse conclusiva tipica di fine stagione, caratterizzata da ritmi “estivi”, ma impreziosita da un paio di reti di squisita fattura, seppure “facilitate” dalla non eccezionale reattività dei due portieri in campo, Kosicky e Navarro. Il record, il famoso record di punti in Serie A, è cosa fatta. Adesso, dopo la vittoria sul Napoli di Donadoni (disastrosa, finora, la sua esperienza alle falde del Vesuvio), sono 43 i punti raccolti dal Catania in quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata la migliore stagione in chiave rossazzurra dai mitici anni ’60 a oggi, finale “rilassato” o meno.
Peccato che, ad abbassare i toni delle celebrazioni, ci abbia subito pensato il mitico Zenga con un annuncio tutt’altro che inatteso, eppure ugualmente doloroso. Dopo 14 mesi di successi, perché solo così possono essere considerate le due salvezze consecutive acquisite, il tecnico meneghino dice basta, non allenerà più a Catania.
Vola via. Walt... Air One, come la compagnia aerea, ci si scusi l'involontaria citazione pubblicitaria. Non sappiamo quale sarà il velivolo che lo porterà prima a casa (Milano), poi forse a Bergamo (vicino casa) o a Roma (sponda Lazio) oppure a Genova (lato Samp), ma da qulche parte Walter andrà. Giusto, legittimo. Vuole cimentarsi con “altri” ambienti calcistici, magari provare a raggiungere “altri” obiettivi, certamente più prestigiosi. Permettetemi, tuttavia, da “zenghiano” (nel senso di ammiratore sincero e mai, come spesso capita dalle nostre parti, “lecchino” – ho parlato con lui una sola volta in vita mia - dello Zenga allenatore), di rimanere un pizzico deluso e amareggiato, in quanto, alla luce di un rinnovo databile a non più di qualche mese fa, pensavo che intendesse concludere il percorso avviato, consolidandosi un altro anno in Serie A e cercando di ottenere, con la squadra che ha mostrato di saper ben condurre, risultati ancor più importanti. Ma, si sa, il calcio è questo.
Tanti “in bocca al lupo” a Walter One; rimango convinto che diverrà un allenatore da club di prima fascia a livello mondiale (ne ha tutte le caratteristiche, tecniche, carismatiche e mediatiche), ma le strade “convergenti” da ora in poi cominciano a divergere inesorabilmente fino a divenire parallele. E, come è noto, due rette parallele non si toccheranno mai. È matematica. A Catania, del resto, è necessario programmare il futuro. Probabilmente giungerà un emergente, con gli ex Atzori e Pane in pole position, forse qualcun altro, staremo a vedere. Giudicheremo solo in base ai risultati, come abbiamo sempre fatto finora nei confronti della stessa società, dei tecnici, dei giocatori. E i risultati, dati alla mano, hanno sempre dato ragione a queste tre componenti. Azzardando una minima previsione riguardo al futuro, si può dire che in genere Pulvirenti e Lo Monaco “ci prendono” con gli allenatori. Non contando quel gran signore di Maurizio Costantini, sicuramente troppo presto catapultato, al “primo tentativo”, in una "piazza" calcistica molto complessa e difficile, a oggi è stata fallita una volta sola la scelta del tecnico, quando si contrattualizzò Baldini, un “nome” in cerca di riscatto, come successore di Marino. I risultati disastrosi e il “dimissionamento”, checché se ne dica, evidenziano l’infelicità della scelta. Per il resto, solo successi, compreso Sonetti. Pertanto, guardiamo al futuro tecnico con fiducia, sebbene rimanga il rimpianto di una “incompiuta meneghina". Ma forse doveva finire così, da Napoli a Napoli. La città di Eduardo è forse la più "consonante" a livello culturale con quella dell'Elefante. Il colpo di scena, in entrata e in uscita, non poteva che giungere nell'ambito di una sfida con gli azzurri.

Topolinik “dodicesimo”
Dati i contenuti e i ritmi di questa tipica gara di fine stagione, non mi azzarderò a intavolare alcun discorso tecnico-tattico. Giusto, di contro, soffermarsi sugli spunti e le individualità che hanno in ogni caso rallegrato il caldissimo (35 gradi) pomeriggio etneo. Partiamo da Topolinik Mascara. Vera e propria “bandiera” rossazzurra, ha oggi firmato su rigore la dodicesima perla stagionale. Dodicesima come la valenza di questo attaccante-centrocampista tuttofare rivelatosi autentica anima della squadra, dodicesimo uomo in campo. A giugno, a quanto pare, verrà convocato da Lippi per l’amichevole contro l’Irlanda del Nord. Un premio meritato.

”Maremoto”, già un campioncino
Sta convincendo tutti. A 20 anni è già un piccolo "crac". È centravanti velocissimo, tecnico, letale sotto porta. Con un pizzico di esperienza e cattiveria in più potrebbe diventare fenomenale. Troppo facile per lui anticipare centrali difensivi lenti come Aronica o Contini, ma la sua sesta rete in campionato vale oro. Aureo pure il sorriso della cinquantina di inviati nipponici giunti da ogni dove per celebrare il “Ronaldo del Sol Levante”: già sognano una Nazionale da “Maremoto”… In attacco, con Taka, il Catania appare già avvantaggiato sulle dirette concorrenti anche in proiezione prossima stagione. Ma il giapponesino deve stare bene. Per questo sarà necessario affiancargli un’altra punta centrale. Ma questo la società lo sa.

”Falco”, che sberla!
Siglare il primo gol in Serie A è sempre un’emozione unica. Far crollare il “banco” con un “golazo” da Maracanà si inscrive più nella dimensione del sogno da fumetto che nella realtà. Eppure, Falconieri ha coronato la sua breve performance odierna con una rete pazzesca, alla Mascara per intenderci. Seppure restiamo convinti della poca “dinamicità” di Navarro (altro portiere straniero inguardabile, come spesso capita di trovare in massima serie, chissà perché), l’esecuzione è da grande giocatore. Un biglietto da visita importante. Si giocherà nel prossimo ritiro le proprie chance di disputare almeno una prima mezza stagione nel “Paradiso” del calcio italiano.

Izco e Llama, altra delusione
Nel campionato di calcio italiano la continuità di rendimento è il primo discrimine per valutare la forza reale di un giocatore, non quella "supposta". I due esterni argentini, del resto, vivono situazioni simili e contemporaneamente diverse. Marianito la continuità la sta mostrando, ma quasi mai in positivo. Evidenti, solari, i limiti tecnici anche oggi mostrati al pubblico catanese. Non puoi fare il titolare in Serie A se sbagli sistematicamente 8 appoggi, anche semplici, su 10. Llama, invece, alterna “mezzore” eroiche come quella di Roma a “scene mute” come quella di oggi. Per certi versi una situazione anche meno "rosea". Evidentemente non è ancora pronto. C’è da lavorarci su, molto approfonditamente. La realtà dei fatti, del "campo", dei numeri (e non le parole al vento) dice che sugli esterni di centrocampo v’è da intervenire sul mercato.

Sciacca da far crescere
In tribuna già qualche “intenditore” ha cominciato a storcere il muso: “Vuoi vedere che si è montato la testa?”. Io dico di lasciarlo crescere in pace. Non ha giocato benissimo, ma mostra la capacità di gestirsi anche in giornate non positivissime. Ha bisogno di fiducia, di continuità e di tranquillità, visto che le qualità ci sono, e anche corpose. E non si è montato la testa. Questo lo sappiamo di certo.

Un'estate fa...
Un’estate fa (non è una canzone…), i catanesi, in occasione dell’ultima gara di campionato, ballavano la "samba del batticuore", arzigogolando statistiche, previsioni algoritmiche, quaterne al Lotto che neanche Pico della Mirandola... Adesso tocca ad altri "soggetti", segnatamente bolognesi e torinisti. Non posso dire di non essere soddisfatto e, per questo, grido: GRAZIE, Catania! Però, significativamente, sarà ancora il team etneo a sguazzare nel drammatico pelago dell’adrenalina da “ultima spiaggia”, seppur da partner “disinteressato”. A Bologna si augurano di trovare una squadra in zoccoli e asciugamano. Vedremo. Io mi permetto di ricordare ai giocatori che, con il Torino, i tifosi ci tenevano particolarmente che si giocasse una gara “poco marinara”. Tali “desiderata” non furono esauditi. Chissà, forse questa sarà la volta buona.

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