TEdesco e Beckam

Calcio, Catania: fuori l'orgoglio

Applausi per il Loco!
Partito con ottime credenziali ad inizio stagione, Juan Manuel Vargas è scivolato pian piano in un anonimato preoccupante divenendo quasi un oggetto misterioso all’interno della rosa gigliata. Ma da quando mister Prandelli ha “aperto gli occhi” schierando l’esterno peruviano lontano dalla linea difensiva, el Loco ha ripreso a correre e segnare come ai tempi di Catania. Tre reti nelle ultime quattro giornate certificano il ritorno ad altissimi livelli di Vargas, dopo una stagione passata quasi tutta al buio. Applausi, applausi ed ancora applausi: ecco cosa riserverà la platea catanese ad un calciatore che al Catania ha dato tanto in termine di prestazione e reti; contribuendo alla grande a due salvezze sofferte, soprattutto quella ottenuta la scorsa stagione. Sessantanove presenze e sei reti non si cancellano. Applausi per il Loco!

Dare un senso alla passione dei tifosi
Rispetto per chi vi sostiene. Dopo la brillante e vittoriosa prestazione contro la Lazio dello scorso 21 marzo la nave rossazzurra di Walter Zenga ha, per così dire, tirato i remi in barca, divenendo una “zatterina” facile preda di avversari tutt’altro che trascendentali, vedi Torino e Lecce. Quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, interrotte solo dall’exploit casalingo contro la Sampdoria che ha permesso agli etnei di tagliare la fatidica quota quaranta, ovvero l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione. Un exploit che certifica le potenzialità di una squadra nettamente superiore a Torino e Lecce. Due sconfitte, quelle rimediate all’Olimpico torinese e al Via del Mare, che bruciano ancora, perché giunte con un Catania ampiamente al di sotto delle proprie possibilità. Un autolesionismo che fa male a tutti quei tifosi che sostengono la squadra sia in casa che, soprattutto, fuori. La recente prestazione col Milan, poi, ha aumentato questo malessere. È vero che l’undici di Carlo Ancelotti è la formazione più in forma del torneo, ma è anche vero che il Catania, escludendo il palo di Martinez ad inizio gara, non ha quasi mai impegnato Dida. Il Milan è il Milan, ma il Catania qualche cosa in più, per rispetto del campionato e dei tifosi, poteva e doveva farla. A quattro giornate dalla fine la domanda è, sostanzialmente, una: ha senso assistere alle gare casalinghe contro Fiorentina e Napoli? Ha senso seguire le sfide di Roma e Bologna? Sintetizzando, ha senso andare ancora allo stadio? Purtroppo, questa è una situazione che, in Italia, si ripete da anni; figlia di una cultura calcistica da censurare. Il campionato del Catania non è finito il 21 marzo o, addirittura, dopo la fragorosa vittoria di Palermo: ci sono ancora 360’ più recupero da giocare ed onorare al meglio. La Fiorentina, florida di motivazioni, è in piena lotta per un posto nella prossima Champions e regalarle i tre punti con facilità non sarebbe corretto, soprattutto per le dirette rivali come il Genoa. Uno, perché la formazione di Gasperini, insieme al Cagliari, è la squadra che esprime il miglior calcio del torneo; due, per l’antica amicizia che lega la tifoseria etnea a quella genoana. Inoltre, poi, c’è sempre il record di punti in A (41) da migliorare. – 2 al record : “ Non importa il risultato, conta solo la prestazione. Onorare la maglia fino alla fine!”

Viola d’assalto
La stagione che sta per concludersi, per la Fiorentina di Cesare Prandelli, non è stata proprio delle migliori: partenza a singhiozzo con quattro punti nelle prime quattro giornate, prematura eliminazione dalla Champions ed, altrettanta, prematura estromissione dalla lotta per la Coppa Uefa. Una stagione tra alti e bassi: tra contestazioni, da parte della tifoseria, ad esaltanti vittorie ( 4 a 1 sulla Roma) capaci incendiare e rasserenare l’ambiente gigliato con una velocità disarmante. E proprio le recenti vittorie, cinque nelle ultime sei gare, hanno dato nuova linfa alle ambizioni del giglio viola, impegnato nel testa a testa con l’arrembante Genoa di Gasperini staccato di un solo punto. Margine minimo, ma preziosissimo che ad oggi garantisce a Gilardino e compagni il quarto posto, sinonimo di preliminari di Champions. L’obiettivo minimo di inizio stagione che, a questo punto, diventa il massimo; l’ultimo salvagente disponibile per salvare una stagione che rischia di diventare, quasi, fallimentare. Viola d’assalto, pronti ad espugnare il “Massimino” di Catania, come già accaduto la scorsa stagione, per continuare la lunga rincorsa verso l’Europa che conta. Uno scoglio, quello etneo, col punto interrogativo. Un Catania motivato avrebbe dato, sicuramente, del filo da torcere ai gigliati, ma le recenti scialbe prestazioni degli uomini di Walter One destano diversi dubbi al riguardo. In settimana il centrocampista argentino Llama ha dichiarato che sarà un Catania con il coltello tra i denti. L’amatissimo e rimpianto ex Juan Manuel Vargas, sulla stessa linea del dirimpettaio argentino, ha parlato di un Catania che non regalerà nulla. Come cantava Mina, saranno solo: parole, parole, parole?

Rendimento in casa del Catania
La formazione etnea nelle diciassette sfide disputate allo stadio “Angelo Massimino” ha conquistato dieci vittorie: uno a zero a Genoa, Atalanta, Chievo e Lazio, due a zero al Palermo, alla Reggina e alla Sampdoria, due a uno al Cagliari, tre a due al Torino e alla Roma; un pareggio contro il Lecce per uno a uno; sei sconfitte contro Udinese, Inter e Milan per due a zero, contro Bologna e Juventus per due a uno e il pesante zero a tre contro il Siena . Ventuno i gol fatti, diciannove quelli subiti.

Rendimento in trasferta della Fiorentina
La formazione di Prandelli nelle diciassette gare giocate lontano dallo stadio “Artemio Franchi” di Firenze ha raccolto venti punti, in virtù di sei vittorie ( 1 a 0 a Genova sulla Sampdoria, 2 a 0 a Verona, 2 a 1 a Bergamo, 3 a 1 a Palermo e Bologna, 4 a 1 a Torino sui granata) e due pareggi ( 1 a 1 a Reggio Calabria, 3 a 3 a Genova contro il Grifone). Nove le sconfitte: 1 a 0 a Cagliari, a Torino contro la Juve, a Milano contro i rossoneri, a Siena ed a Roma contro i giallorossi, 2 a 0 a Milano contro i nerazzurri, 2 a 1 a Napoli, 3 a 0 a Roma contro i biancocelesti, 3 a 1 ad Udine. Ventuno le reti realizzate, ventitre quelle subite.

Precedenti in serie A
Le sfide nella massima categoria, tra Catania e Fiorentina, in casa degli etnei sono undici, una delle quali giocata sul neutro di Rimini a porte chiuse. Il bilancio sorride largamente alla formazione gigliata, vittoriosa in sette circostanze: 1 a 0 nel 54/55, nel 62/63, nella gara di Rimini della stagione 2006/07 e nel 2007/08, 2 a 0 nel 64/65 e 83/84, 3 a 0 nel 65/66. Due le vittorie del Catania: 3 a 1 nel 61/62, 2 a 0 nel 63/64. Due i pareggi: 0 a 0 nel 70/71, 1 a 1 nella stagione 60/61. L’ultimo precedente tra le due compagini risale al 23 settembre 2007 con il Catania di Silvio Baldini sconfitto dagli uomini di Cesare Prandelli per una rete a zero, in virtù del chirurgico colpo di testa di Adrian Mutu in apertura di match.

Sciacca sì, Spinesi ni, Morimoto no
Contro la Fiorentina il tecnico degli etnei Water One Zenga dovrebbe riproporre lo stesso modulo sfoggiato, senza grandi risultati, domenica scorsa contro il Milan. Stesso modulo (il 4-3-3) diversi gli interpreti: a parte gli infortunati Ledesma e Potenza, altro sicuro assente sarà il nipponico Morimoto appiedato per un turno dal giudice sportivo. Rispetto a domenica, possibile esclusione dall’undici iniziale per Mariano Izco, da elogiare per la volontà ma tecnicamente inadatto per la categoria. Chi partirà quasi certamente dal primo minuto sarà il “baby” Sciacca, al rientro dopo l’ingiusta espulsione di Lecce. Ecco l’undici anti Fiorentina: Kosicky in porta; difesa a quattro con Silvestri e Capuano sulle fasce, Silvestre e Stovini, quest’ultimo fiorentino doc, al centro; centrocampo a tre con Sciacca, Carboni e l’altro gigliato di nascita Biagianti; in avanti Mascara, Martinez e, considerando lo stop forzato di Morimoto, possibile chance dal primo minuto per il Gabbiano Spinesi. Da non escludere, però, il possibile utilizzo del 4-4-2, considerando la pericolosità dei viola sulle fasce. In caso di centrocampo a quattro ed attacco a due, l’escluso dovrebbe essere proprio Spinesi, con Giacomo Tedesco dirottato sulla fascia sinistra di centrocampo. Possibile convocazione per Michele Paolucci, autore di un poker nel test match di metà settimana.

Prandelli ritrova il fosforo di Felipe Melo
Scontata, in parte, la squalifica comminata dal giudice sportivo Tosel dopo la rissosa gara contro il Cagliari, ritorna tra i disponibili il possente centrocampista brasiliano Felipe Melo. Una pedina importante per il tecnico di Orzinuovi che si adatta perfettamente al nuovo modulo, utilizzato nelle ultime settimane: il 4-2-3-1 che dà più imprevedibilità e permette ad alcuni calciatori, come Jovetic e Vargas, di esprimere al meglio le loro potenzialità. Contro il Catania, Cesare Prandelli dovrà fare a meno oltre a Santana, Bonazzoli e, soprattutto, Mutu anche del centrocampista Semioli, infortunatosi nella vittoriosa gara contro il Torino. Al posto dell’ex clivense dovrebbe agire, sulla linea dei trequartisti, uno tra Kuzmanovic e Jorgensen con il numero 22 in vantaggio sul danese. Ecco, quindi, il 4-2-3-1 anti Catania: Frey tra i legni; difesa a quattro con Comotto e Pasqual sulle corsie laterali, Dainelli e Gamberini coppia centrale; Montolivo e Felipe Melo davanti alla difesa; Kuzmanovic, Jovetic e l’ex Vargas sulla linea dei trequartisti; Gilardino unica punta.

Probabili formazioni
CATANIA (4-3-3): Kosicky; Silvestri, Silvestre, Stovini, Capuano; Sciacca, Carboni, Biagianti; Mascara, Martinez, Spinesi (Tedesco). A disp.: 1 Bizzarri, 13 Izco, 16 D’Amico, 11 Llama, 19 Tedesco, 14 Falconieri, 9 Paolucci. All: Zenga.

FIORENTINA (4-2-3-1): Frey; Comotto, Dainelli, Gamberini, Pasqual; Montolivo, Felipe Melo; Kuzmanovic (Jorgensen), Jovetic, Vargas; Gilardino. A disp.: 13 Storari, 14 Zauri, 2 Kroldrup, 4 Donadel, 20 Jorgensen, 19 Gobbi, 46 Maritato. All: Prandelli.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna (Faverani/Stefani – Mazzoleni).

SQUALIFICATI: Morimoto.

INDISPONIBILI: Ledesma, Potenza; Santana, Mutu, Bonzazzoli, Semioli.

DIFFIDATI: Bizzarri, Paolucci, Capuano, Silvestre, Potenza, Baiocco, Biagianti; Bonazzoli, Comotto, Felipe Melo, Jovetic, Mutu, Kuzmanovic, Almiron.

Chi ci aspetta: occhio ai diffidati
Il prossimo avversario della formazione etnea sarà la Roma di Luciano Spalletti, impegnata nella trentacinquesima giornata al “Sant’Elia” di Cagliari contro i rossoblu. I diffidati in casa giallorossa sono i difensori Cassetti e Mexes, i centrocampisti Aquilani, De Rossi, Menez, Taddei e l’attaccante Vucinic.

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