Calcio, Catania: meritatamente quaranta
Il suggello definitivo
Ai ragazzi di Walter One si chiedeva di riscattare la non esaltante prestazione di Torino e, contestualmente, chiudere i conti definitivamente con un campionato già peraltro virtualmente “portato a casa”. Obiettivo raggiunto meritatamente, inequivocabilmente. I rossazzurri, attestatisi a 14 punti dal terz’ultimo posto a sei giornate dal termine del torneo, hanno conquistato la certezza di calcare per il terzo anno consecutivo la stessa erba calpestata e calpestabile dai tacchetti di Kakà, Ibraimovic e Amauri. Certezza, del resto, ampiamente raggiunta (sebbene scaramanticamente negata) quattro o cinque turni fa. La fatidica quota 40 è stata raggiunta. Un salto di qualità evidente. Un punto di partenza importante per un futuro ancor più ricco di soddisfazioni. Contro una Samp con la testa chiaramente alla semifinale di Coppa Italia bisognava, in ogni caso, giocare con attenzione, grinta e concentrazione. Il Catania lo ha fatto, meritando gli applausi finali del pubblico, applausi che simboleggiano la chiusura “ufficiale” della pratica stagionale, ma non la chiusura del campionato, che andrà onorato fino al termine.
MaZenga, scelte obbligate
L’infortunio all’ultimo minuto di Tedesco aveva sottratto al tecnico milanese, protagonista della miglior stagione etnea in Serie A dai gloriosi anni ’60 ai nostri giorni, anche l’ultima opzione “forte” per la sostituzione di Capuano. Sebbene la scelta di modulo non potesse non incanalarsi in un 3-5-2 con Izco e Llama sulle fasce, Walter ci ha messo del suo, schierando una formazione coraggiosa con Mascara, Martinez e Morimoto contemporaneamente in campo. Le tre chiare occasioni da rete fallite da Morimoto (2) e Silvestre precedenti al netto fallo commesso da Lucchini su Izco in piena area di rigore, prontamente sanzionato con il penalty da Velotto e poi magistralmente trasformato da Topolinik Mascara, alla decima perla di questo suo straordinario campionato, dimostrano la bontà della strategia del trainer rossazzurro.
In bocca al lupo, Pablo!
Peccato per il preoccupante infortunio (assolutamente fortuito) patito da Ledesma al 13’: la risonanza magnetica di lunedì dirà qualcosa in più, ma l’impressione (suffragata dalle parole dello stesso Zenga e del presidente Pulvirenti) è che possa trattarsi di un guaio piuttosto serio. Ma attendiamo prima di sbilanciarci, augurando tutto il bene possibile al forte centrocampista argentino, già abbastanza sfortunato durante questa stagione in fatto di acciacchi (pubalgia in primis). Si tratta di una pedina fondamentale per il futuro del Catania, in quanto vera e propria “chiave di volta” dal punto di vista tecnico-tattico della mediana.
Cambio di modulo azzeccato
Nella prima frazione, Samp non pervenuta, anche se Cassano ogniqualvolta tocca la palla, da fermo o in corsa, crea sempre i presupposti di qualcosa di importante. È attualmente il miglior giocatore italiano, senza dubbio. Vantaggio meritato. Nella ripresa Zenga, passato opportunamente al 4-4-2 per non lasciare troppo isolati Llama e Izco sulle corsie laterali, ha ricevuto dai “vecchi” Baiocco, Biagianti e Mascara la spinta necessaria per chiudere la partita. Eccezionale la grinta dei tre, con Biagianti sempre più sicuro nel ruolo di mediano centrale, la Streghetta straripante dal punto di vista atletico (e… quasi in rete nel finale) e Topolinik “multifunzionale” e ormai vera anima di questa squadra. Salterà Lecce per aver, sotto diffida, “rimediato” (qualcuno direbbe “cercato”…), l’ammonizione. Ma sarà prontissimo per Milan e Fiorentina… La rete di Martinez, finalmente ai suoi livelli, al 47’ ha chiuso virtualmente la partita, mettendo in mostra un altro dei protagonisti di questa seconda parte di torneo: Potenza. Da centrale difensivo, perfetto; da laterale destro, arrembante. Suo il sontuoso assist per il sempre ficcante Morimoto la cui conclusione sotto porta conduce alla facile realizzazione del nazionale uruguagio. Considerato che Bizzarri compie il primo intervento serio al 80’ su una gran punizione di Ziegler e che Carboni, Baiocco e Martinez falliscono, anche per la bravura di Castellazzi, altrettante palle-goal, avanzare dubbi sulla legittimità della vittoria etnea sarebbe da folli.
Malaka e Maremoto, il futuro
Il Catania possiede sicuramente la “base” per poter sviluppare un progetto futuro agganciato a obiettivi un tantino più ambiziosi rispetto a quelli fin qui perseguiti. Giocatori come Bizzarri, Potenza, Capuano, Silvestre, Biagianti, Ledesma, Mascara, hanno dimostrato di avere doti importanti. In più, i due attaccanti schierati oggi potrebbero veramente fare la differenza. Taka Morimoto e il Malaka Martinez sono forti, nessuno lo ha mai messo in dubbio. Pur avendo caratteristiche differenti, sono entrambi forti fisicamente e tecnicamente. Taka è velocissimo, Jorge è potente e pericolosissimo nel gioco aereo. Se il primo completerà il proprio processo di maturazione diventando più “cattivo” sotto porta (dove si trova sempre al posto giusto e al momento giusto) e il secondo confermerà la propria maturazione “italiana, attestandosi definitivamente sui livelli di “consapevolezza” atletica e tattica mostrati nelle ultime gare, allora il Catania potrà avere un futuro roseo. Soprattutto Martinez ha l’obbligo di continuare su questa strada, come ha sottolineato a fine partita anche Zenga. Se avesse giocato con la stessa determinazione, la stessa verve fisica, la stessa sagacia tattica delle ultime tre o quattro partite, la sua stagione non si sarebbe rivelata così poco consona alle ottime potenzialità di base. Glielo dicevano tutti di cambiare il proprio modo di approccio al calcio italiano. Non sbagliando. Evidentemente, le critiche, se fatte a fin di bene, servono. Che abbia “compreso”? Ce lo auguriamo tutti.
A Lecce non ripetere Torino
Il Toro è quello visto stasera a Milano. Il Lecce è dello stesso livello. Dopo la bella prestazione odierna, ripetere certe “distrazioni” viste all’Olimpico sarebbe un autentico sacrilegio. Bisogna andare a Lecce e giocare al massimo, senza regalare nulla. Poi, una volta sputato sangue in campo, se i salentini si mostreranno più bravi e meritevoli, onore a loro. In caso contrario, si superebbe di una unità quota 42, record tutto catanese. Uno stimolo importante? Fate voi. Let’s, go, Liotru, let’s go!!!
