Colucci, classico goal dell'ex... (Siciliatoday.net)

Calcio, Chievo-Catania: il commento del match

Che occasione sprecata!
Prima della partita di Verona, considerato il momento assai negativo, nessun tifoso rossazzurro avrebbe fatto mancare la propria firma su un ipotetico contratto di pareggio. Al termine della sfida del "Bentegodi", tuttavia, a prevalere è il rammarico, il profondo rammarico per l'ennesima occasione persa a causa di quella fin troppo solare mancanza di personalità che, a questo punto, è da considerarsi connaturale. Trovarsi a vincere una gara giocata male, a tratti malissimo, avrebbe costituito un'iniezione di fiducia non indifferente, nonché un decisivo, più che decisivo passo avanti in classifica, una salvezza quasi anticipata. Invece, il Catania, dopo aver giocato un buon inizio di partita, condito da un vantaggio meritato susseguente al sacrosanto rigore (trasformato da Ledesma, al suo primo centro italiano) concesso da Bergonzi per netto atterramento di Morimoto in area, ha commesso il solito errore, arretrando il baricentro e facendosi schiacciare da un mediocre Chievo, squadra per lo più incapace di centrare lo specchio della porta, come testimoniato da un dato inconfutabile: peggior attacco del campionato. Troppe occasioni, obiettivamente, Makinwa e Pellissier hanno avuto di liberarsi in area, così come troppo libero di organizzare il gioco a centrocampo è stato lasciato Italiano. Insomma, la consueta "paura di vincere" il cui risultato finale non può non essere la meritata -più che meritato il pareggio del Chievo, bisogna essere onesti...- punizione "divina", materializzatasi al 92' nei panni del "turista per caso", quel Giuseppe Colucci (49 presenze e 4 reti in rossazzurro) che, entrato in campo al 39', non è parso certamente un "ex giocatore" ma, come ricordavano un po' tutti i supporters etnei, un discreto calciatore di Serie A con piedi tutto fuorché ruvidi. La sua polemica esultanza, figlia di un legittimo spirito di rivalsa, ci sta, anche se Peppe non dovrebbe mai dimenticare quanto il Catania e i catanesi gli abbiano dato in questi due anni e mezzo di permanenza alle falde dell'Etna.

Pari buono per la classifica
Prima di addentrarmi nell'analisi tecnico-tatica della gara, non posso non sottolineare come, al di là del profondo rammarico post-gara, il punto conquistato oggi, anche alla luce dei risultati delle concorrenti, sia più che buono. Mantiene gli etnei a 7 punti dalla zona calda, con una partita in meno da giocare. Non solo, trattandosi si scontro diretto, il fatto di aver conquistato 4 punti su 6 con i clivensi costituisce vantaggio non da poco. Tuttavia, la realtà delle cose è che il campionato ha finora espresso i verdetti che alla vigilia venivano pronosticati: nella seconda parte della classifica, a parte la sorpresa in positivo Cagliari e quella in negativo Samp, stazionano le squadre meno attrezzate, quelle che fino alla fine dovranno lottare per la permanenza. Io stesso mi ero illuso che la situazione quest'anno potesse diventare più "interessante", ma la verità è che il Catania, lungi dall'essere una formazione di medio-alta classifica, si propon come una compagine costruita tecnicamente per l'unico obiettivo stagionale, la salvezza, così come Siena, Lecce, Bologna, Torino, Chievo e Reggina. Né più né meno. Troppo evidenti i limiti di personalità e di qualità da centrocampo in su per indulgere a pericolosissimi voli pindarici. Di contro, sono sicuro che i "catastrofismi" siano poco costruttivi al momento. Il Catania è una squadra con tutte le qualità per potersi salvare con qualche giornata d'anticipo, facendo stare tranquilli i propri tifosi. Va aiutata e sostenuta, soprattutto nei momenti difficili. Del resto, cosa dovrebbero dire i tifosi delle compagini che stanno dietro?

Zenga, "sorpresa istituzionalizzata"
Confesso, pur essendo un estimatore, Zenga riesce sempre a stupirmi quando giungono le distinte con le formazioni. Il 4-5-1 odierno, imbottito di mediani di corsa, non se l'aspettava nessuno, men che meno, riteniamo, Topolinik Mascara, in panchina tutta la partita. Probabilmente il tecnico milanese avrà voluto farlo riposare (è anche diffidato) in vista della superdecisiva sfida interna con la Reggina, ma riteniamo che anche da esterno destro di centrocampo il caltagironese avrebbe potuto far mille volte meglio di un Izco a dir poco deludente. Come dire: questa partita non si può perdere. Missione compiuta, certo, ma... Francamente, anche riconoscendo come, una volta scelto il modulo articolato sugli esterni di centrocampo, la scelta per la corsia di destra risultasse quasi obbligata, mi è parsa non una grandissima idea quella di riproporre lo spaesato mediano argentino dopo l'orribile esibizione contro la Juve. E infatti, anche oggi, Izco ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, rimanendo inutilmente in campo fino al 64'. Troppo. Ma le difficoltà del Catania a fare gioco non dipendono certo unicamente dalla scarsa qualità tecnica del simpatico argentino. I numeri stanno lì a fotografare la situazione: quart'ultimo attacco del campionato, soli 6 goal realizzati in trasferta, 18 gare consecutive trafitti dagli avanti avversari. A ciò si aggiungano determinate scelte "conservative" di Zenga che lasciano intendere come non si fidasse troppo di eventuali "sbilanciamenti" dei suoi. Mettere dentro Carboni per Morimoto (ancora una volta buona la prestazione del nipponico: ha fatto quello che poteva, isolatissimo in avanti) a 5' dalla fine, ulteriormente schiacciando la squadra nella propria area, non costituisce segnale di coraggio idoneo da inviare ai giocatori in campo.

Ledesma, recupero importante in prospettiva
Il recupero di Ledesma mi sembra decisivo per le future sorti del Catania. Oggi, limitatamente al primo tempo (poi, ovviamente, le forze sono venute meno), è riuscito a fornire quel pizzico di qualità in più alla muscolare mediana etnea (sufficienti, per quantità, Biagianti, Baiocco e Tedesco; chiaramente in difficoltà in fase d'appoggio), esibendosi in passaggi di prima e in appoggi ai compagni sempre precisi. Probabilmente, come nel caso di Izco, andava sostituito prima (e non, certamente, per l'errore finale nella battuta del fallo laterale precedente al goal di Colucci, quello ci può stare). Il problema principale si è rivelato sempre il solito: troppa "prudenza" congiunta a costituzionale incapacità, in trasferta, a creare gioco offensivo. A parte il rigore di Ledesma, nessun tiro pericoloso verso la porta di Sorrentino, pochissime occasioni in ripartenza e le poche create vanificate dalle consuete "mancanze" già riscontrate altrove, come per esempio l'egoismo di Martinez nel finale, in occasione di un contropiede 4 contro 2. Il Chievo ha meritato, per la cifra di gioco espressa, di pareggiare. Almeno 3 le occasioni pericolose (contro le 0 patata del Catania) create dai gialloblù, più un rigore non concesso da Bergonzi per un netto fallo di mano a braccio aperto commesso in area dal deleterio Izco. Onestamente, se ho protestato come un ossesso per penalties simili non dati al Catania, non potrei adesso fare professione di disonestà intellettuale.

Reggina, gara decisiva
A questo punto, la prossima sfida salvezza del "Massimino" contro la Reggina costituirà lo spartiacque della stagione rossazzurra. Vincere significherebbe, in pratica, salvarsi. Infatti, considerate le gare del prossimo turno (Chievo a Firenze, Torino in casa contro la pericolosa Udinese), i (non impossibili) tre punti potrebbero portare il Catania a 8-10 lunghezze dal terz'ultimo posto a 14 gare dal termine, con soli 10 punti da conquistare per raggiungere la quota salvezza. Oltre tutto, dal punto di vista psicologico, sarebbe un passo avanti fondamentale. Un match da non fallire, quindi. Un match da giocare con coraggio, in attacco, senza paturnie e paure inutili. attendiamo con fiducia. let's go, Liotru, let's go!!!

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