Mutu autore della rete (violachannel)

Calcio, Catania in tilt al Franchi

Sconfitta meritata
Inspiegabile. Inspiegabile come una squadra, dopo aver disputato un primo tempo “tosto” simile a quello esibito al “Franchi”, possa poi sparire dal campo lasciando agio agli avversari di giostrare a piacimento! L’amarezza rimane tanta perché l’impressione che il Catania dà agli osservatori è quella di essere una squadra a cui manchi quel “qualcosina in più” capace di permetterle di competere con compagini di buon livello. La gara odierna assume il valore di paradigma di ciò che è la formazione di Zenga in questa prima metà di torneo. Tutto il “buono” nel primo tempo, tutto il “cattivo” nella ripresa. Prima frazione determinata, ben impostata secondo un 5-3-2 solido e, allo stesso tempo, mai rinunciataria in ripartenza, come dimostrato dalla clamorosa occasione fallita da Plasmati a tu per tu con Frey al 23’. Secondo tempo pavido e poi caratterizzato da un black-out totale subito dopo la rete di Mutu al 11’ (decisivo lo sbaglio di Sabato), senza un tiro in porta, senza personalità e concluso forse meglio di quanto si potesse sperare con soli due goal al passivo (Giardino al 34’, su latro grave errore personale, questa volta di Silvestre). Una vera e propria “sindrome” dalla quale il Catania non riesce proprio a guarire. Certo, la classifica, considerati i risultati, rimane buona, avendo mantenuto i rossazzurri i 10 punti di vantaggio sulle terz’ultime Toro e Reggina, ma sarebbe pericolosissimo continuare a indulgere a considerazioni consolatorie di tal fatta, giacché la storia insegna che sottovalutare determinati “segnali” non porta a risultati eclatanti. Quella etnea è una compagine in grado di fare buone cose se sorretta da una condizione fisica ottimale, ma va rafforzata in alcune zone del campo obiettivamente “scoperte”.

Corsie laterali da brivido
Se si va a considerare con occhio critico il rendimento complessivo della squadra in questa prima metà di torneo, non si può non esprimere più di una perplessità su due aspetti: la difficoltà di andare in gol e le difficoltà difensive sulle corsie laterali. Cominciamo dalle fasce. Un’analisi condotta gara per gara dimostra che buona parte delle reti subite dal Catania proviene da errori, talora anche gravi, dei laterali. Sardo, Sabato, Alvarez e (in misura nettamente minore) Silvestri, variamente “ruotati” da Zenga, non hanno convinto, soprattutto sotto il profilo qualitativo. Reiterate, troppo reiterate per la categoria, le manchevolezze tecnico-tattiche dei quattro interpreti. Anche in partite tutto sommato giocate dignitosamente, a un certo punto giunge l’errore personale che consente all’avversario di passare in vantaggio, dando l’innesco alla sindrome summenzionata, che non dipende certo, è bene sottolinearlo, dal singolo giocatore. Ma, l’innesco sì. È chiaro che il Catania dovrà, prima poi, se vuole compiere un salto di qualità, dotarsi di elementi di maggior valore sulle corsie laterali. Inutile sottolineare come nelle ultime tre gare i goal decisivi di Lecce, Milan e, appunto, Fiorentina sono giunti da errori di Sabato. In merito alla difficoltà di andare in rete, in specie in trasferta, non può essere assunta come alibi l’assenza odierna di Mascara, giacché anche senza Topolinik si è segnato poco fuori dalle mura amiche. Il problema è che, purtroppo, Martinez non è quello dell’anno scorso e il Catania ne risente a livello qualitativo. Pochissime le “invenzioni” (solo una, oggi, del Malaka, che per poco non assicurava il vantaggio agli etnei) in fase di assist. I centrocampisti nel primo tempo, primo fra tutti Ledesma (ma anche Tedesco), hanno fatto bene, hanno giocato con grinta e buona predisposizione generale alla manovra, ma senza ami riuscire a incidere sulla trequarti. Probabilmente, Zenga avrebbe dovuto inserire dall’inizio Paolucci, più disponibile alla verticalizzazione, invece che Martinez, in quanto Plasmati, bravissimo di testa nelle spizzate, il più delle volte non trovava nessuno, proprio per la poca mobilità dell’uruguagio. Ma sono considerazioni figlie del famoso “senno di poi”. La verità è che oggi può essere giudicato solo il primo tempo, perché nella ripresa il Catania non è semplicemente esistito. Tanto per dirne una: 6 tiri in porta nei primi 45’, 0 nella ripresa. Un crollo totale. Le stesse sostituzioni del tecnico milanese (Paolucci, Alvarez e il redivivo Dica) non sono riuscite a dare nulla di positivo alla squadra proprio perché ormai il “trend” si era attestato sulla negatività assoluta.

Fiorentina superiore
In ogni caso, le considerazioni tecnico-tattiche relative al modulo (riproposto il 5-3-2, a nostro avviso, giustamente), alle scelte di Zenga (a differenza dell’impiego di Martinez, non infelice l’opzione Izco sulla destra e Tedesco in mezzo, sebbene il fiorentino Biagianti in tribuna sia da considerare una sorpresissima) o alla prestazione di questo o quel giocatore si scontrano con una realtà indubitabile: la Fiorentina è più forte del Catania, possiede più frecce nel proprio arco e, alla fine, vince perché ha più qualità. Giocatori, per esempio, come Vargas (in netta ripresa dopo un avvio di stagione disastroso), Montolivo, Mutu, Giardino e Jovetic (entrato nella ripresa e protagonista della svolta della partita) sono da considerare una spanna sopra la media complessiva rossazzurra, senza voler offendere nessuno. Non ci sta, però, che un giocatore non mostruoso come Kuzmanovic possa fare il Giggs sulla fascia sinistra etnea. Comunque, meglio chiudere questo ennesimo capitolo dell’orami stantia “Saga della Sconfitta Esterna” e pensare alla prossima partita, importantissima per i tifosi.

Riscatto contro i giallorossi capitolini
Catania-Roma, insieme al derby, è “la partita” per la gente etnea e dovrà essere interpretata nella giusta maniera dal team di Walter One. I giallorossi provengono da cinque vittorie consecutive e, di certo, costituiscono complesso nettamente superiore a quello rossazzurro. Tuttavia, in casa è tutt’altra storia. I ragazzi al “Massimino” giocano in modo completamente diverso anche contro avversari di livello, come dimostra la partita disputata contro l’Udinese, malgrado la sconfitta. Chiudere l’anno positivamente risulterebbe importante, anche perché nelle ultime 4 gare si è portato a casa un solo misero punticino. Il recupero di Topolinik Mascara, giocatore fondamentale, potrà costituire un ulteriore motivo di fiducia. Let’s go, Liotru, let’s go!!!

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Sport